la piattaforma dei sindacati per il rinnovo del contratto- Corriere.it

Le relazioni industriali tornano in campo. O almeno ci provano. In una fase in cui dominano la geopolitica, i nuovi assetti post-elettorali, l’emergenza dei prezzi e degli approvvigionamenti energetici il dialogo sindacati-imprese stato relegato in secondo piano. Senza sparire del tutto per, perch come chiosa Francesco Seghezzi, presidente di Fondazione Adapt comunque in questi mesi sono stati raggiunti accordi sui bonus retributivi in diverse aziende e in altre si sono stipulate intese per rimodulare gli orari di lavoro o la cassa integrazione in funzione di ottenere risparmi in campo energetici. Ma chiaro che se le relazioni industriali, oltre a valersi del loro carattere carsico, vogliono avere ancora un ruolo nella complicata stagione che stiamo vivendo devono prendere di petto il problema dell’inflazione e degli effetti perversi che genera sul sistema delle retribuzioni e sulla difesa del potere d’acquisto dei lavoratori.

Le anticipazioni

Hic Rhodus hic salta

. Ed con questo spirito che vale la pena guardare all’appuntamento di oggi (luned 10 ottobre) al Teatro Italia di Roma con l’assemblea nazionale di ben 500 delegati sindacali delle cinque organizzazioni (Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Associazione quadri capi Fiat) che hanno sottoscritto con il gruppo Stellantis quello che viene chiamato — con scarsa fantasia — il Contratto collettivo specifico di lavoro (Ccsl). vero che non ci saranno i rappresentanti della Fiom che dal lontano 2012 contestano la scelta fortissimamente voluta dal Ceo Sergio Marchionne, ma comunque il dibattito e le cifre che verranno fuori sono destinate a fare da benchmark per le relazioni industriali dell’autunno 2022. Non un caso che nei giorni scorsi la Reuters abbia pubblicato una ghiotta anticipazione (i sindacati chiederebbero aumenti del 6,5%) che ha generato attenzione persino negli ambienti finanziari, in genere poco propensi a seguire il dibattito sindacale. E che in molti, a cominciare dal governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, temano la famigerata rincorsa prezzi-salari non un mistero.

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Il dibattito sul Ccsl e il clima all’interno dei sindacati

Secondo la Fim-Cisl il Ccsl non sarebbe affatto un contratto di serie B o peggio un incidente di percorso, anzi avrebbe portato ai lavoratori un incremento delle retribuzioni all’incirca del 2% l’anno, il doppio rispetto a quanto erogato finora dal contratto Federmeccanica che mette assieme i grandi gruppi e la miriade delle Pmi della manifattura italiana con tutte le mediazioni che ne conseguono. Le differenze per non riguardano solo il computo delle retribuzioni (nel Ccsl non c’ il meccanismo dell’Ipca, ad esempio), ma investono anche la filosofia stessa delle relazioni industriali con l’accorpamento del primo e secondo livello di contrattazione e con quella clausola cosiddetta di raffreddamento del conflitto che a suo tempo era stata uno dei motivi principali delle divisioni tra i sindacati. Al di l delle valutazioni sui singoli capitoli del vecchio Ccsl sembra che le parti, ovvero Stellantis e le 5 organizzazioni dei lavoratori, siano pienamente intenzionate a replicare l’esperienza proiettandola nel quadriennio 2023-2026. vero che al congresso della Uilm, tenutosi a Roma la scorsa settimana, ha fatto discutere una dichiarazione del segretario Rocco Palombella che in qualche modo apriva la strada a un percorso di rientro nel contratto nazionale Federmeccanica (anche per gli effetti che si verificheranno nel settore per via della transizione ecologica), ma i bene informati lo considerano un exploit isolato che non dovrebbe produrre conseguenze effettive.

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Anche perch il clima delle relazioni sindacali nel gruppo tutt’altro che incandescente visto che allo stesso congresso Uilm ha preso la parola un top manager di Stellantis Italia come il senior vice president Davide Mele. E questi sono segnali che contano. Roberto Benaglia, segretario generale della Fim-Cisl, ottimista sull’apertura del tavolo. A suo parere vero che nel settore — e questo non vale solo per Stellantis — calano le vendite ma salgono i margini.Il paradosso si spiega con l’avanzamento sul mercato delle auto elettriche di fascia medio-alta che danno alle aziende produttrici un margine pi ampio di profitto industriale. Lo spazio salariale c’, dunque, nonostante tutti gli interrogativi che premono sul mondo dell’automotive e che hanno visto il nostro Paese retrocedere a met classifica nel ranking dei Paesi produttori. Ma come si misurer questo spazio salariale in una fase in cui l’inflazione gi all’8,9% e sui redditi pi bassi secondo Prometeia pesa ancora di pi (l’11,2%)?

Le questioni che premono alle organizzazioni

Poco meno di dieci giorni fa i sindacati del settore gas-acqua hanno sottoscritto con le controparti un’ipotesi di rinnovo del contratto che prevede nel triennio 220 euro di aumento, ma chiaro che stiamo parlando di numeri che sono sensati nel mondo delle utility o dell’industria chimica in generale, ma che non sono trasferibili nel contesto automotive. Il rinnovo del contratto Stellantis una grande occasione per le relazioni industriali. Non si pu pensare che le risposte alla crisi sociale vengano tutte dai bonus di Stato o dal Pnnr, bisogner dimostrare di saper governare la dinamica salariale anche in quest’epoca cos difficile, continua Benaglia. L’obiettivo che le 5 organizzazioni si pongono doppio, in primis tutelare il potere d’acquisto e secondo ricontrattare il premio di produttivit. Ma la somma far pi o meno di quel 6,5% captato dalla Reuters? Oggi avremo la risposta che non dovrebbe discostarsi di molto da quel numero e nei giorni successivi capiremo le reazioni di Stellantis, ma con l’assemblea romana dei 500 siamo solo alla prima puntata della partita d’autunno sui salari italiani. Commenta Tiziano Treu, presidente del Cnel: Ben vengano accordi in sede aziendale che facciano da test e si ingegnino a trovare soluzioni. Attenti per: l’inflazione 2022 ai massimi, ma gi dal prossimo anno tutte le previsioni parlano di un calo netto. Quindi sar bene adottare soluzioni modulari, che prevedano magari sistemi di verifica o clausole di aggiustamento. Eviterei di fare in corsa cambiamenti strutturali, ce ne potremmo pentire.

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