La recensione dei primi due episodi di Hawkeye su Disney+

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Dopo una pausa delle serie MCU di ben quattro mesi, il colosso Disney rilancia sulla sua piattaforma Disney+ la tanto attesa programmazione Hawkeye con protagonisti Clint Barton, ex Avengers interpretato da Jeremy Renner e Katherine Elizabeth “Kate” Bishop da Hailee Steinfeld. La serie è composta da 6 puntate, le prime due uscite Mercoledì 24 Novembre 2021. Ecco la nostra recensione.

Avevamo lasciato il nostro amico Occhio di Falco (in inglese Hawkeye) dopo lo schiocco di dita del defunto Tony Stark, e distrutto per il sacrificio della sua migliore amica nonché collega Natasha Romanoff alias Black Widow (film disponibile in streaming su Disney+). I due erano legati da profondi sentimenti di amicizia e di condivisione personale, davvero cosa rara nel mondo delle superspie addestrate di quello che una volta veniva chiamato SHIELD (organizzazione per la difesa terrestre da forme di vita aliene).

Se non hai preso visione dei primi due episodi della serie, ti consigliamo di NON proseguire con la lettura.

Hawkeye: recensione primi due episodi

Il primo dei due, lunghi entrambi circa 50 minuti l’uno, vede come scenario iniziale una New York del 2012 e una Kate Bishop bambina nel suo attico che origlia le conversazioni dei genitori tramite un condotto dell’aria. Parlano di voler vendere la casa per trasferirsi. Accortesi che la loro figlia stesse ascoltando, il padre Derek Bishop interpretato da Brian D’arcy, la raggiunge in camera da letto dove le promette che qualunque cosa sarebbe successa, era suo compito proteggerla.

Se non fosse che perde la vita nella battaglia tra Avengers e Chitauri venuti a conquistare la terra con l’aiuto di Loki, il fratello minore adottato di Thor il Dio del tuono, svoltasi proprio a New York pochi secondi dopo l’inizio di questa storia. Kate, in cerca dei genitori, intravede Occhio di Falco scoccare una freccia e saltare giù dal palazzo in quella stupenda sequenza a rallentatore svoltasi in The Avengers (2012).
Quell’incontro in lei, scatenerà poi la voglia e l’impegno che negli anni metterà per studiare e vincere tutte le categorie sportive di cui un supereroe avrebbe bisogno in una battaglia: scherma, tiro con l’arco, parkour, lotta corpo a corpo ecc. Sinceramente non sono nemmeno riuscita a stare al passo tentando di capire quante medaglie abbia vinto nella sua vita, dal funerale del padre al suo presente. Proprio in quell’oscura occasione la bambina si ripromette di proteggere lei e la madre come suo padre aveva promesso di fare con loro prima di morire.

Presente. Kate è cresciuta, va al college e non riesce a restare fuori dai guai. Per scommessa, doveva riuscire a far suonare la campana del suo college con una sola freccia. Ovviamente come ogni Avengers che si rispetti, non solo i rintocchi si sentono forti e chiari, ma anche la caduta e la distruzione della torre dell’orologio e della campana stessa. Kate perciò torna a casa per le vacanze natalizie dove l’aspetta la madre Eleanor Bishop interpretata da Vera Farmiga, che le fa una giusta e meritata ramanzina obbligandola a raggiungerla al galà di beneficenza in segno di resa dalle marachelle.
È proprio in quel momento che la povera Kate scopre che il fidanzato di sua madre, Jack Duquesne (Tony Dalton) si è trasferito nell’attico che una volta ospitava la sua intera famiglia.

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Intanto le scene si spostano ad un Clint del tutto immerso nel ruolo di padre di famiglia con i suoi tre figli, finalmente riavuti dopo che Bruce Banner fece ricomparire tutta la metà di universo decimata dal titano pazzo Thanos in Avengers Endgame. Di certo nessuno si immaginava di ritrovarsi un Avengers ad un musical intitolato “Rogers” che decanta le tante gesta eroiche del capitano Steve Rogers e dei suoi amici Vendicatori, tra cui lo stesso Barton. Rimane incantato quando vede l’attrice che intepreta la sua amica Natasha Romanoff, perso nei suoi pensieri e nei suoi ricordi, malinconico e molto probabilmente sentendosi colpevole di non essere riuscito a fermarla. La figlia lo desta dai suoi ragionamenti e lo riporta nel mondo reale. Gli chiede come mai abbia spento l’apparecchio acustico, di uso obbligatorio dopo il missile che Thanos scaglia sul campo Avengers. Disgustato da quello che continua a vedere nel musical, e si ti capisco Hawkeye, Clint si ritira in bagno, e vede una scritta che ogni persona amante di questi film avrà pensato almeno una volta dall’uscita dal film con più incassi nella storia “Thanos aveva ragione”. Successivamente i quattro Barton vanno a cena fuori, dove il proprietario, riconosciuto il supereroe offre la cena, e dove chiamano la madre che li sta aspettando nella loro casa, intravista in Avenger: Age of Ultron.
Kate va a quel gala promesso alla madre, dove scopre ancora una volta che le sta nascondendo il suo prossimo matrimonio con Jack.

Arrabbiata esce a prendere una boccata d’aria fresca, incontrando così il suo amico a quattro zampe che la accompagnerà nelle prossime avventure Lucky il pizza dog.

Quando rientra origlia lo zio di Jack minacciare sua madre, così decide di seguirlo mentre sembra andare da tutt’altra parte tranne che nella sala della festa. Si ritrova così ad un asta illegale di oggetti preziosi, tra cui la famosa spada e il costume di Ronin, che altro non è che Clint stesso che dopo la scomparsa della sua famiglia per causa del sempre citato Thanos decide di rivendicare la metà dell’universo uccidendo tutti i fuorilegge che erano fuggiti allo schiocco iniziale.

Il losco giro d’affari si interrompe con un’irruzione di “mafiosi in tuta” come li definisce Clint, che cercavano un orologio appartenente ad uno degli Avengers. Bishop decide così di intervenire, rubare il costume del suo eroe Ronin e respingerli salvando la vita del suo futuro patrigno che approfitta della confusione per appropriarsi della spada.

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Kate scappa salvando il cane e combattendo da vera eroina contro i ladri, con addosso ancora l’uniforme ma facendosi riprendere dai telegiornali, da cui lo stesso Barton riconosce il suo vecchio vestiario.
Riparato il cane in casa sua, va a casa dello zio di Jack in cerca di risposte, ma lo trova morto, trafitto da una spada. I mafiosi in tuta la seguono e tentano di prenderla, convinti sia il vero Ronin. Arriva Clint in suo aiuto, e appena scopre la maschera facendo intravedere il volto della ragazza, l’episodio si interrompe.
Nel secondo episodio ripartiamo proprio da lì. I due poi si spostano nell’appartamento dell’aspirante arciera. Clint le fa notare che i ragazzacci che l’avevano appena aggredita erano riusciti a rintracciarla, chiedendole dunque se dal galà alla casa del defunto zio di Jack avesse fatto altre tappe. Proprio quando lei si accorge di essere tornata a casa per portare il cane Lucky, questi poco di buono lanciano delle molotov dalle finestre, incendiando tutto. In questa occasione Clint ha una prima veduta delle capacità da arciere di Kate, anche se un po’ impacciate e non allenate per queste occasioni. Il costume di Ronin viene lasciato lì, con la promessa di essere ripreso più tardi, mentre si rifugiano a casa della zia di Bishop, in vacanza in Florida. Occhio di Falco torna in ricognizione per recuperare la sua ex uniforme, non trovandola, ma trovando un etichetta “NYC Larpers”, che si scoprirà essere una sorta di battaglia simulata con armi finte ed in costume.

Clint torna da Kate e le medica la ferita, insegnandole come fare per evitare di farla infettare e di chiuderla in modo più pulito e veloce, decidendo che si sarebbe fermato.
Il giorno dopo consolida una promessa con sua figlia Lila di tornare in tempo per Natale, esattamente 6 giorni dopo, mentre li fa partire per tornare dalla madre. Si reca dunque nel parco dove avrà luogo questa battaglia, dopo aver lasciato la ragazza nell’azienda di sicurezza della madre. Al NYC Larpers dovrà iscriversi e battersi per riavere il tanto sudato costume, arrivando persino a dover perdere per arrivare al suo scopo. Mentre vedevo queste scene non potevo fare a meno di immaginarmi le frecciatine di Tony Stark, il genio amico di Barton ed ex membro Avenger con uno spiccato senso dell’ironia, e della spia Natasha Romanoff.

Intanto Kate viene chiamata dalla polizia, che ha collegato Ronin sia con l’asta illegale sia con l’omicidio del miliardario chiedendole di presentarsi in caserma per delle domande sul suo alibi, successivamente nell’ufficio della madre viene invitata alla cena tra lei e il futuro patrigno Jack, accetta, purché gli argomenti da trattare a tavola vengano scelti da lei.
Clint nasconde il costume in uno spogliatoio, e chiamando la moglie decide di attuare un vecchio trucco di Natasha per rimettere apposto la situazione: cattura e rilascia, visto in The Avenger, quando la spia Russa addestrata nella Stanza Rossa si è fatta appositamente prendere per estorcere informazioni e poi colpire tutti ed andarsene.

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A cena Kate mette in dubbio il suo patrigno, e non solo per semplice odio o gelosia verso di lui, ma perché sospetta essere un bravo spadaccino, data la sua collezione smisurata per l’arma bianca e possibile assassino dello zio. Lo sfida a duello vincendo sempre, ma quando prova a colpirlo al viso, lui la disarma addirittura facendo volare il fioretto lontano. Questo personaggio in effetti, nei fumetti si chiama lo Spadaccino, un più che abile criminale che originariamente fù lo stesso insegnante di Clint Barton nell’uso delle armi bianche.
Tutto fa pensare ad una semplice coincidenza, anche se il tizio è sospetto, finché non estrae una delle caramelle che Kate aveva visto nella casa del defunto zio la sera che aveva fatto irruzione con il costume di Ronin.

Kate cerca di chiamare Barton per avvertirlo, ma il nostro amico Avenger si stava già facendo il viaggio verso l’inquietante nascondiglio dei “mafiosi in tuta”. Grazie ai server dell’azienda della madre rintraccia il cellulare del suo idolo, facendo irruzione in un modo non poco impacciato, cadendo letteralmente davanti ai criminali che la stavano cercando.

Nella sequenza successiva possiamo vedere Echo, il personaggio interpretata da Alaqua Cox, una donna sorda con la capacità di riprodurre le abilità altrui, anch’essa portatrice del costume di Ronin fino alla sua morte. Finisce così il secondo episodio della serie. Sicuramente la più ricca di suspance e azione delle precedenti tre (Wandavision, The Falcon and the Winter Soldier, Loki disponibili su Disney+). Ovviamente non potevano già bruciarsi la comparsa della sorella di Natasha, Yelena Belova, già affermata come presenza nella serie, ma resta la curiosità per come vogliano introdurla, considerando che l’ultima volta che l’avevamo vista era stata incaricata di sbarazzarsi di Clin Barton con l’accusa di omicidio della Vedova stessa.

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