La resilienza cyber è anche un problema di interventi nel settore delle imprese: quali obiettivi

Come noto, la tutela e la messa in sicurezza dei sistemi di rete e di informazione nazionali e dell’Unione dipendono dalla realizzazione di quelle azioni indirizzate sia dalle politiche europee in materia di sicurezza contro le minacce cyber, inquadrate perciò nel piano delle strategie per la resilienza collettiva dell’Europa, sia dagli specifici orientamenti nazionali.

Se la nascita dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha segnato un traguardo per la sicurezza cyber nazionale, dall’altro canto il Paese è di fronte a un appuntamento improrogabile: quello di portare avanti le proprie scelte e impostazioni per condurre istituzioni, enti e imprese verso un punto di svolta.

L’Agenzia funge da “faro” e da “catalizzatore” per il piano di difesa del Paese, ma complessivamente l’intero sistema e singolarmente ciascun soggetto pubblico e privato, dovranno affrontare un impegno elevato, specie se consideriamo il deficit strutturale, infrastrutturale e soprattutto culturale da colmare nel contesto della cyber security.

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Un “cambio di passo” nella strategia nazionale di cybersicurezza

La nuova Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026 predisposta dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e dall’Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica, intende recuperare tale divario, colmando i ritardi accumulati nel settore e mettendo a disposizione imponenti risorse: l’1,2% degli investimenti nazionali lordi annui, al netto dei fondi europei e del PNRR (623 milioni di euro).

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Questa strategia segna il “cambio di passo – sostiene il Prefetto Gabrielli – nella strada dell’innalzamento delle difese cyber nazionali, in quanto mira all’autonomia strategica che richiede, anche per effetto del caso recentemente sperimenta con l’antivirus russo Kaspersky, un forte ed inedito impulso verso la “sovranità tecnologica”.

Scopriremo e capiremo come verranno indirizzati gli investimenti, non solo quelli per la realizzazione del Parco nazionale della cybersicurezza e degli hub di competenze Hi-Tech (ispirato al CyberPark di Beer Sheva, in Israele, dove nascono le idee, si esprimono le esigenze e si sviluppano soluzioni, modello molto apprezzato a livello globale, dove convivono e lavorano insieme Università, imprese attive nelle Information and Communications Technology, Esercito e Governo), ma anche quelli che dovranno favorire la crescita dei talenti e delle startup, dello sviluppo e della produzione di software e hardware nazionali.

Gran parte degli investimenti sembrerebbero incentrati sulla trasformazione digitale della PA, così come prospettati dal PNRR. Sono queste misure indispensabili per il rafforzamento per le difese cyber PA e per la continuità dei suoi servizi, previste nella Missione 1 con investimenti per 623 milioni di euro in presidi e competenze di cybersecurity nella PA e nella Missione 4 con ulteriori fondi per la ricerca e la creazione di partenariati su temi innovativi, tra cui la sicurezza informatica.

Servono politiche di investimento per la resilienza dei sistemi

La capacità complessiva di far fronte ad attacchi massivi volti a bloccare la produzione e, quindi, sulla cyber security delle imprese è, tuttavia, un obiettivo concreto di resilienza dei sistemi agli attacchi cyber di più ampie dimensioni, inquadrato in uno schema di Governance che richiede idonee politiche di investimento da indirizzare anche verso le imprese ed il lavoro privato.

Le aspettative, peraltro rappresentate anche al CyberSec 2022 di Roma, riguardano la realizzazione di processi istituzionali legati al mondo della sicurezza e la diffusione della cultura della sicurezza cibernetica, ma insistono anche sulla realizzazione di un sistema in grado di “attivare concretamente e con strumenti appropriati le micro, piccole e medie imprese e i grandi gruppi privati anche nello sviluppo della tecnologia sovrana” che sia promosso anche tramite la defiscalizzazione dei costi per la cyber security.

La realizzazione del Polo Strategico Nazionale (PSN), infrastruttura la cui realizzazione ha lo scopo di elevare il livello di resilienza del sistema Paese, avrà impatto rilevante per la PA, ma potrebbe avere significativi impatti anche sul settore privato. Il PSN, incluso nel Golden Power, sarà condotto dal Dipartimento per la trasformazione digitale nell’ambito delle Strategia Cloud Italia, l’obiettivo del Polo è quello di ospitare i dati ed i servizi critici e strategici di tutte le amministrazioni centrali (circa 200), delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) e delle principali amministrazioni locali (Regioni, città metropolitane, comuni con più di 250 mila abitanti).

Stando all’interessante proposta formulata dall’Avv. Stefano Mele, (CyberSec 2022), la creazione del Cloud Nazionale per le micro e PMI, ovvero l’inserimento delle stesse nel Cloud Italia per la P.A., anche mediante il pagamento di una fee annuale (tassa/corrispettivo) potrebbe avere un eccezionale impatto sulle attività delle aziende italiane qualora quest’ultime avessero accesso ad un servizio di tale portata.

Siamo consapevoli del fatto che le PMI, categoria che rappresenta il 99,9% delle imprese della penisola, pur avendo preso consapevolezza delle minacce cyber che affliggono le aziende, non dispongono delle risorse economiche necessarie per gli investimenti in materia di sicurezza informatica.

I nuovi strumenti agevolativi

Il tema, tuttavia, non riguarda solo la questione della disponibilità dei fondi. Si evidenzia, in tal senso, che al 24 maggio 2022 erano ancora disponibili fondi presso il MISE, per la Legge Nuova Sabatini, pari ad € 913.159. 669, ma anche della capacità di accesso agli stessi investimenti e della necessità – spesso– di partecipare ai bandi con proposte progettuali che richiedono la costituzione di forme associative o consortili maggiormente organizzate e competitive.

Per l’orientamento generale e ai fini dell’acceso agli strumenti agevolativi, menzioniamo tra i finanziamenti finalizzati alla realizzazione d’investimenti in beni strumentali quelli relativi alla Legge Nuova Sabatini, messi a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese.

Tali fondi sono destinati all’Industria 4.0, come i servizi di cloud computing, software gestionali, programmi per analisi di Big Data e altre soluzioni per digitalizzazione delle imprese meglio specificate nell’Allegato n. 6/B, punto 15 con “software, sistemi, piattaforme e applicazioni per la protezione di reti, dati, programmi, macchine e impianti da attacchi, danni e accessi non autorizzati”.

Il voucher per consulenza in innovazione

Uno strumento che si spera possa essere rinnovato nel 2022 e per gli anni a venire è il c.d. Voucher per consulenza in innovazione, messo a disposizione dallo Stato italiano, attraverso il Ministero dello Sviluppo Economico (scaduto il 21/12/2021), stante l’importanza strategica della consulenza specialistica in azienda da parte di figure professionali nel settore dell’innovazione tecnologica.

L’iniziativa consentiva di sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale delle PMI e delle reti di impresa di tutto il territorio nazionale, nonché di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa.

Più nel dettaglio permetteva di recuperare parte delle spese sostenute per la consulenza degli esperti nella innovazione digitale, di figure professionali e personale certificato, a supporto delle aziende specie in ambito di cyber security.

Piano di defiscalizzazione per gli investimenti in cyber security

Tra gli interventi normativi ci auspichiamo possa essere finalmente attuato quello relativo alla defiscalizzazione per le imprese degli investimenti in cyber security sostenuto già nel 2019 dall’Ing. On. Angelo Tofalo, già Sottosegretario di Stato alla Difesa, da sempre impegnato nella diffusione della Cultura della Cybersecurity. Segnaliamo – ahinoi – che tale proposta di provvedimento per un sistema organico degli incentivi e della defiscalizzazione in tema di cyber security non ha avuto, a distanza di 3 anni, alcuna attuazione.

Per quanto riguarda i finanziamenti Europei, nel periodo 2021-2027 la Commissione europea ha previsto investimenti finalizzati a potenziare settori quali: l’Intelligenza artificiale, la Cybersicurezza, le Competenze digitali avanzate, le capacità digitali e l’interoperabilità.

Oltre al Programma Horizon Europe, viene istituito il Digital Europe Programme, con un ruolo centrale nell’attuazione del programma alla rete europea di poli di innovazione digitale – European Digital Innovation Hubs (EDIH), che avranno il compito di guidare la transizione digitale dell’industria, delle PMI e della pubblica amministrazione attraverso l’adozione delle tecnologie digitali avanzate.

Il portale online per gli incentivi a professionisti, imprese e PA

Infine, segnaliamo che il 2 giugno 2022, in concomitanza con la Festa della Repubblica, è stato inaugurato il nuovo portale online dedicato agli incentivi per professionisti, imprese e amministrazioni.

Il portale agevola la comprensione e l’accesso agli incentivi finanziati dal Ministero dello Sviluppo Economico compreso quelli inclusi nel PNRR, per lo sviluppo delle d’impresa, dell’imprenditoria femminile e della Digitalizzazione, Crisi d’impresa, Transizione ecologica, Inclusione sociale, Internazionalizzazione eccetera.

Il portale consente, attraverso un percorso guidato, di trovare e scegliere tutti gli incentivi finanziati, si tratta di un motore di ricerca che consente di individuare le misure che meglio rispondono alle esigenze di ogni utente, grazie ad una dettagliata classificazione degli incentivi messi a disposizione dal Mise. Per ogni agevolazione, infatti, sono specificate le categorie di interesse, le date di apertura e chiusura degli sportelli, le caratteristiche tecniche, i costi ammessi e l’ambito territoriale.

Abbiamo provato per voi il percorso guidato che consente di selezionare l’incentivo più adatto o l’iniziativa più attinente, sulla base di una descrizione della propria realtà (aspirante imprenditore, impresa o professionista, istituzione o cittadino).

Ad esempio, scegliendo “sono un’impresa o professionista”, occorre:

  1. indicare la realtà imprenditoriale (piccola, media, grande);
  2. specificare la necessità e gli obiettivi: sviluppare la statup, digitalizzare l’attività, finanziare un progetto innovativo o di ricerca, rendere l’attività più green ecc.;
  3. scegliere la Regione in cui si vuole realizzare il progetto;
  4. indicare una previsione di spesa complessiva (fino a 10.000 euro, fino a 50.000 euro, fino a 100.000, oltre 1 milione di euro).

Dati in pasto al motore di ricerca questi elementi, viene fornito un elenco di iniziative, incentivi e bandi che è possibile esplorare in dettaglio attraverso la specifica “SCHEDA TECNICA”, la quale indica la “FORMA DI AGEVOLAZIONE”, il “SETTORE” di intervento, la “SPESA AMMESSA”, le “REGIONI” interessate, lo “STATO DELL’INCENTIVO”, la “DATA DI APERTURA” del Bando, le “NOTE” e il “LINK” al sito di riferimento, dove trovare tutte le informazioni e la modulistica necessaria.

Sul sito saranno, inoltre, sempre aggiornati i riferimenti alla normativa e alla modulistica funzionali alla presentazione delle domande.

Si tratta di un passo significativo anche nella direzione di modernizzare il sistema Paese consentendo agli aspiranti imprenditori, alle imprese e professionisti, agli enti ed alle istituzioni o ai cittadini di accedere alle iniziative finanziate dallo Stato e dall’Unione Europea.

16 Giugno 2022 – 12:00

Threat intelligence e Cyber Security: ecco le nuove strategie per prevenire gli attacchi

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