La verifica sul coprifuoco sarà fatta a metà maggio :E’ il tempo minimo per comprendere cosa fare nel futuro e se siamo sulla strada giusta.

La situazione Covid in Italia non è ancora risolta e neppure rosea. Il Governo sta accerischio, forse anche per evitare disordini sociali, ma l’Italia per quanto se ne dica e per quanto ottimismo trapeli da alcuni politici, potrebbe ritrovarsi ancora con un macigno a breve,

Certo tutti ci auguriamo la luce in fondo al tunnel, ma sarà comunque sempre relativo , il mondo intorno a noi non è più quello di una volta e ci vorranno molti anni prima che tutto ritorni ad una                                         ” nuova normalità ” . Sia ben chiaro che il coronavirus non morirà e non potrà essere dichiarato sconfitto ancora  come fu con il Vaiolo . Certo conosciamo molto di più, vaccineremo a distanza di anni di nuovo la popolazione, bisogna seguire l’andamento dell’immunità, comprendere se esiste davvero immunità di gregge e comprendere la reale efficienza nel tempo dei vaccini e la durata dell’immunità. 

“Ci sono due parole che devono guidarci nelle prossime giornate: fiducia perché le misure hanno funzionato, e prudenza. Dobbiamo fare un passo alla volta, essere graduali e valutare giorno dopo giorno l’evoluzione del quadro.

  
 E’ vero che stiamo meglio ma ancora ci sono tanti decessi e ricoveri”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, a Domenica in su Rai1. Il virus “ancora circola ed è un nemico molto insidioso”, ha aggiunto.

“Da domani tante attività riprenderanno e una parte larga del Paese andrà in zona gialla. Però vogliamo fare un passo per volta per non tornare indietro: l’orario delle 22 ci consente di ridurre la mobilità ed è una scelta che il governo ha deciso di fare dentro una cornice di prudenza. Domani facciamo un primo passo e diamo un segnale di ripartenza e poi monitoriamo settimana per settimana”. “Se ci saranno le condizioni sarò il più felice di tutti a fare altri passi avanti, sul coprifuoco e altre misure”, ha aggiunto.

“Un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce: la stragrande maggioranza dei medici italiani ha risposto alla campagna vaccinale e sono eccezioni quelli che hanno atteggiamenti sbagliati. Ma il governo ha scelto uana linea netta: se vuoi fare il medico devi vaccinarti, il vaccino è obbligatorio per i professionisti sanitari”, ha detto il ministro.

“I vaccini ci proteggono dalla stragrande maggioranza delle varianti. Poi ci sono studi in corso su alcune di queste varianti e ancora gli approfondimenti non ci danno una certezza assoluta, ma già altri vaccini sono allo studio”. “Dove si riscontrano elementi di maggiore debolezza nella capacità di contrasto alle varianti, ha spiegato – le compagnie farmaceutiche e gli scienziati sono già al lavoro per avere nuovi vaccini che ci mettano nelle condizioni di superare anche queste varianti. E’ una sfida tra il virus che muta e la comunità scientifica, vinceremo questa sfida ma abbiamo bisogno di gradualità”. Riferendosi quindi alla variante indiana del virus, “abbiamo fatto interlocuzioni con altri paesi e alcuni di noi, come Italia e Germania e Gran Bretagna – ha sottolineato Speranza – hanno scelto misure restrittive per dare il tempo agli scienziati di approfondire meglio gli studi su tale variante. La partita è ancora complicata e non dobbiamo pensare di averla vinta. La scelta di stringere gli arrivi dall’India è per un atteggiamenti di grande cautela e precauzione”.

“Domani sarà il primo giorno in cui verificheremo il funzionamento del green pass, il certificato verde per gli spostamento, ma è un’idea giusta che dal mio punto di vista può rappresentare anche un incentivo alla vaccinazione”, ha spiegato Speranza, a Domenica in su Rai1.

“In questo momento i vaccini anti-Covid di AstraZeneca e Johnson & Johnson sono raccomandati in via preferenziale alle persone che hanno più di 60 anni ma immagino che ci sarà anche un’evoluzione con i nuovi studi”, ha sottolineato il ministro della Salute.

“I nostri scienziati sono al lavoro per studiare la nuova variante indiana. Non possiamo abbassare la guardia. Venerdì è stato il giorno record per casi a livello mondiale con 893.000 positivi di cui 346.000 proprio in India”, aveva scritto in mattinata su Fb il ministro. “Ho firmato una nuova ordinanza che vieta l’ingresso in Italia a chi negli ultimi 14 giorni è stato in India. I residenti in Italia potranno rientrare con tampone in partenza e all’arrivo e con obbligo di quarantena. Chiunque sia stato in India negli ultimi 14 giorni e si trovi già nel nostro Paese è tenuto a sottoporsi a tampone contattando i dipartimenti di prevenzione”, aveva annunciato Speranza. 

La verifica sul coprifuoco sarà fatta a metà maggio. “E’ il tempo minimo – ha detto il presidente del Css Franco Locatelli a ‘Mezzora in più’ su Rai3 – per vedere che impatto hanno sulla curva epidemiologica una serie di scelte che hanno avuto il merito di tutelare la salute pubblica e venire incontro al disagio sociale e alla sofferenza economica”. Il coprifuoco è dunque una scelta “condivisibile. Se avremo dati positivi – ha aggiunto – nessuno ha il gusto sadico di restringere i movimenti. La scelta che è stata fatta è quella di mantenere il controllo su quelle che sono occasioni di socialità che possono determinare rischi”.

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