L’Algeria fa marcia indietro sull’ampliamento del gasdotto alla Spagna. Niente gas anche per l’Italia (Fulvio Beltrami)

Cattive notizie per i paesi europei in disperata ricerca di approvigionamenti di gas alternativi alla Russia.
Dopo non aver onorato le sue promesse di spedizione di gas alla Spagna, l’Alegria ha deciso di
interrompere i lavori per espandere il gasdotto Medgaz in Spagna, rivendicando i timori degli importatori
di gas spagnoli e minando la sua quota di mercato nel mercato spagnolo. L’Algeria aveva promesso alla
Spagna di espandere la capacità del gasdotto Medgaz da 8 miliardi di metri cubi all’anno a 10 mc, sulla
scia della sua sospensione unilaterale del più grande gasdotto Maghreb Europe, in una serie di misure
ostili contro il Marocco.

La decisione di porre fine ai piani di espansione di Medgaz è stata resa pubblica dal fondo di
investimento americano Blackrock che ha condotto studi di fattibilità ma non ha ottenuto il via libera dalle
autorità algerine, ha affermato il media spagnolo Marca2.

La quota dell’Algeria nel mercato spagnolo del gas si è ridotta poiché gli Stati Uniti hanno superato i
fornitori spagnoli di GNL mentre la Nigeria ha visto crescere le spedizioni di gas algerinoa causa delle
tensioni tra Madrid e Algeri. Dopo che la Spagna ha reso pubblica la sua nuova posizione a sostegno
della sovranità del Marocco sul Sahara, l’Algeria – che sostiene e ospita i separatisti del Polisario – ha
sventolato la carta del gas minacciando di aumentare i prezzi e di tagliare del tutto il gas nel caso in cui
Madrid rifornisse Rabat attraverso il gasdotto fermo.

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Il ricatto del gas ha mostrato ancora una volta che l’Algeria attua una grande cautela nel divenire un
fornitore alternativo al gas russo per non rovinare il supporto della Russia ora ancora più necessario di
prima in quanto le conflittualità con la Spagna si aggiungono alla crisi Algeri – Parigi. Entrambe
favoriscono il vicino nemico : il Regno del Marocco. Una seconda ragione della reticenza algerina di
fornire maggior quantitativi di gas si trova nel piano di sviluppo industriale nazionale che necessita di un
aumento del consumo interno del gas. Sarebbero inoltre sorti lrischi di esaurimento di alcune riserve in
quanto le esplorazioni di nuovi giacimenti stanno andando a rilento.

Il ministro dell’Energia algerino Abdelmedjid Attar ha recentemente avvertito che il Paese dovrà dare
priorità a partire dal 2025 all’approvvigionamento del mercato locale del gas, alludendo senza dirlo alla
fine delle capacità di esportazione di gas dell’Algeria.A partire dal 2025, l’Algeria non sarà più un grande
paese esportatore di gas.

Questi fattori politici ed economici combinati insieme spiegano la decisione di Algeri di porre fine al
gasdotto Maghreb Europe. Oltre alla Spagna anche l’Italia sarà seriamente danneggiata. Addio
all’accordo di 30 miliardi di metri cubi di gas algerino all’anno firmato lo scorso aprile dal Ministero degli
Esteri Lugi di Maio e il responsabile dell’energia Mohamed Arkab. A rischio anche l’accordo firmato dal
Nuber One dell’ENI Claudio Descalzi riguardante la collaborazione tecnica tra la società energetica
italiana e i vertici Sonatrach, il gruppo energetico algerino.

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All’epoca il ministro Di Maio e il premier Draghi si erano vantati di aver trovato soluzioni immediate per sostuire il gas del Grande Dittatore Russo che aveva aggredito una piccola e democratica nazione europea, definendolo un dovere morale.
Il mancato rispetto dell’accordo da parte dell’Algeria è aggravato dalla recente decisione della Russia di ridurre le forniture di gas all’Italia del 15% presa lo scorso 15 giugno. E visto che il nostro fenomeno Draghi si è recato in visita dal ex ballerino e attore comico di Kiev promettendo altre armi, ieri la Gawprom ha deciso un
ulteriore taglio alla fornitura di gas in Italia. Dei 63 milioni di metri cubi russi ne arriveranno solamente
poco più di 30.

A secco di gas algerino e russo il governo Draghi sarà costretto a varare misure eccezionali che
comprendono tagli di forniture alle centrali elettriche e alle industrie con gravi danni alla già
compromessa economia nazionale. Ovviamente e per ragioni di propaganda di guerra (a cui ormai pochi
italiani credono ancora) il ministro PD della Transazione Ecologica assicura che lo stato di emergenza al
momento non sembra probabile, continuando la delirante presa in giro del popolo italiano che sarà
l’unico a pagare gli effetti della folle politica atlantista del cameriere di Washington.

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Ovviamente i nostri governanti atlantisti a breve cercheranno di incolpare Algeria e Russia per coprire i loro madornali errori. Putroppo sarà difficile convincere la maggioranza degli italiani che questi due paesi siano in torto. Trovare una ragione per cui la Russia colpita da sanzioni europee non reagisca con l’arma del ricatto
energetico e che l’Algeria preferisca l’alleanza russa, potenza emergente, rispetto alla traballante Europa
e alla disastrata Italia, sarà per il Draghi e la sua corte dei miracoli di giornalisti filoamericani una vera e
propria arrampicata sugli specchi.

Fulvio Beltrami

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