Lavoro: Inapp, solo il 24% dei nuovi contratti deriva da incentivi – 2

Nessuna inversione tendenza: prevalgono a tempo e part time
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – Roma, 14 giu – Il
contributo dei due incentivi rivolti a target specifici:
Incentivo donne che ha inciso per il 4,8% ed Esonero Giovani
che ha contribuito per il 5,8%, mentre il restante 2,6% e’
determinato da altre misure d’incentivazione. ‘Escludendo
l’apprendistato – che ha dato origine per l’86% a contratti
di analoga natura e l’Esonero giovani che opera nel caso
dell’occupazione a tempo indeterminato (compresa la
somministrazione) – si legge nel Policy Brief – gli incentivi
che invece consentivano di attivare sia rapporti a tempo
indeterminato sia rapporti a termine o discontinui (come
Incentivo donne e Decontribuzione Sud), non hanno corretto,
ma riprodotto, il quadro e le relative criticita’ presenti
nelle assunzioni non agevolate. Ci riferiamo alla prevalenza
del lavoro a termine e dell’orario ridotto’. Il 55 %
dell’occupazione creata da Decontribuzione Sud e’ a tempo
determinato contro il 16% di quella a tempo indeterminato,
superata anche dal lavoro stagionale (18%). Le nuove
assunzioni di donne effettuate con Decontribuzione Sud, che
sono il 34% del totale, continuano a essere in numero
inferiore a quelle degli uomini e con una maggiore
precarieta’ e discontinuita’. Se osserviamo l’incidenza del
part time sui due gruppi distinti di assunzioni agevolate e
non agevolate si nota come la presenza di un’agevolazione non
abbia offerto un correttivo a questo fenomeno. In tutte le
assunzioni agevolate sono a part time il 44%, mentre in
quelle non agevolate sono a part time il 35%. Nessuna
inversione di tendenza viene offerta dagli incentivi rivolti
esclusivamente all’assunzione di donne: sono a part time il
63% dei contratti attivati da Incentivo donne. ‘L’emergenza
pandemica, la prospettiva di una recessione associata al
conflitto in Ucraina, insieme alla pericolosa spirale
inflazionistica che colpisce i salari sono tutti fattori che
rischiano di impoverire ulteriormente il lavoro, accentuando
le diseguaglianze”, spiega Sebastiano Fadda, presidente
Inapp, giudicando “necessaria una profonda riflessione sulla
strategia competitiva che molte imprese applicano da anni,
basata sulla compressione del costo del lavoro. L’incentivo
dovrebbe avere la forza di favorire un’inversione di
tendenza”.

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bab

(RADIOCOR) 14-06-22 11:43:09 (0290)PA 5 NNNN

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