le offerte su skipass e hotel per le vacanze sulla neve- Corriere.it

Il caro energia impedir a una fetta sempre pi ampia di italiani di godere di qualche giorno sulla neve e trasformer la settimana bianca in un lusso riservato ai ricchi. l’allarme lanciato da Furio Truzzi, presidente di Assoutenti, l’associazione a tutela dei diritti dei consumatori che ha messo a confronto le tariffe praticate nel 2021/2022 dai principali impianti italiani con quelle in vigore per la stagione sciistica 2022/2023. In totale, secondo i calcoli di Assoutenti, per una settimana in montagna la spesa media procapite, tra skipass, alloggio, servizi e ristoranti sar compresa tra i 1.400 e i 1.600 euro, trasporti esclusi: una crescita stimata tra il +15% e il +18% sulla stagione invernale 2021/2022. Impianti sciistici, strutture ricettive, bar e ristoranti, per riuscire a portare avanti l’attivit e sostenere costi di luce e gas sempre pi proibitivi, sono stati costretti ad aumentare prezzi e tariffe, scaricando cos sui consumatori finale il conto della crisi energetica, ha commentato Truzzi. Per questo motivo abbiamo analizzato e inserito in una tabella le tariffe di skipass e hotel in sei mete sciistiche del Nord Italia tra il 30 dicembre 2022 e il 6 gennaio 2023.

Il caro bollette fa aumentare lo skipass anche oltre il 13%

Chi sceglier le Dolomiti e si recher in una delle localit del maggiore comprensorio d’Italia (Dolomiti Superski) dovr mettere in conto solo per lo skipass una spesa per il biglietto giornaliero pari a 74 euro in alta stagione, contro i 67 euro dello scorso anno, con un aumento della tariffa del +10,4%. L’abbonamento stagionale, invece, passa dagli 870 euro di un anno fa a 890 euro (+2,3%) se acquistato fino al 24 dicembre: dopo Natale coster 950 euro, contro i 930 del 2021 (+2,1%). Va peggio in Lombardia. A Bormio il prezzo giornaliero dello skipass in alta stagione sale da 46 euro a 52 euro, con un aumento del 13%. L’abbonamento stagionale (Santa Caterina, Bormio, Cima Piazzi-San Colombano) passa da 775 euro a 825 euro (+6,4%). A Livigno la spesa passa da 52 a 59 euro per lo skipass da un giorno (+13,5%), da 787 a 880 euro (+11,8%) per l’abbonamento stagionale. Chi sceglie la Valle d’Aosta deve mettere in conto un aumento dello skipass giornaliero dell’8,9% a Courmayeur (da 56 a 61 euro), del 7,5% a Cervinia (da 53 a 57 euro), dell’8,5% a La Thuile (da 47 a 51 euro). L’abbonamento stagionale nella regione (stazioni del territorio valdostano pi SkyWay Monte Bianco, La Rosiere e Alagna) sale da 1.180 a 1.286 euro (+8,9%). Stagionale Valle d’Aosta + Zermatt passa da 1.393 a 1.518 euro (+9%).

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C’ chi scommette sul ritorno del turismo

Ma mentre il rincaro energetico rischia di obbligare alcuni comprensori sciistici a tenere chiusi gli impianti di risalita, con effetti drammatici sul settore gi limitato nelle passate stagioni dalle restrizioni per il Covid, c’ chi ha deciso di scommettere sul ritorno del turismo. Nei sei comprensori del Friuli Venezia Giulia, per esempio, stato deciso di non aggiornare i prezzi e, quindi, il giornaliero continuer a costare 39,50 euro per tutta la stagione (215 euro il settimanale). Anche il comprensorio del Monterosa, a cavallo tra Valle d’Aosta e Piemonte, ha deciso di non toccare il prezzo dello skipass giornaliero, dopo che dalla stagione invernale 2019/2020 a quella 2021/2022, il prezzo dello skipass giornaliero era passato da 48 euro a 60 euro.

Le agevolazioni per i minori e le famiglie

Come ogni anno le compagnie che gestiscono gli impianti sciistici propongono agevolazioni per chi scia in famiglia e per i minori accompagnati dai minori. A Livigno, tutti i ragazzi nati dal 2007 potranno acquistare lo skipass a met prezzo rispetto agli adulti. I nati nel 2015 e successivi non pagano se il ticket viene acquistato in contemporanea con una tessera adulto di minimo 3 giorni. Quest’ultima offerta valida anche a Bormio e in Valle d’Aosta. Per quanto riguarda le offerte famiglia, invece, a Livigno (dal 03/12/2022 al 17/12/2022 e dal 15/04/2023 al 01/05/2023) si scia gratis se si prenota un soggiorno di almeno 4 notti in hotel o 7 notti in appartamenti e strutture convenzionate. In alternativa, se si sceglie di sciare sul comprensorio Dolomiti Superski si pu acquistare lo skipass maggiorato del 20% che consente di utilizzare gli impianti di risalita alternativamente da entrambi i genitori in modo che uno possa badare al bimbo.

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I rincari sui prezzi delle camere di hotel

Basandosi sulle piattaforme di prenotazione online, si pu anche verificare anche quanto coster soggiornare una settimana in hotel nelle principali localit sciistiche italiane. E allora nel periodo di alta stagione, prenotando a ottobre per 7 notti, dal 30 dicembre al 6 gennaio, a Cortina d’Ampezzo in camera doppia si spende da un minimo di 2.200 euro circa a un massimo di 14.170 euro; un po’ meno a Ortisei dove la camera per la settimana bianca costa da 1.600 euro a 6.800 euro . A Courmayeur la spesa parte da un minimo di 1.750 euro circa a un massimo di 9.871 euro. Prezzi altissimi anche a Livigno: tra 1.650 euro e 15.500 euro per un soggiorno di 7 notti in alta stagione. In val d’Aosta, nelle tre mete analizzate si spendono tra 1.540 e 9.871 euro.

I rischi per il settore turistico

Un costo insostenibile per molte famiglie italiane gi impegnate nel sostenere la crescita dell’inflazione, con conseguenze che rischiano di danneggiare tutto il settore turistico. Il 4 ottobre ci aveva pensato Bernab Bocca, presidente di Federalberghi, a lanciare l’allarme: La situazione per il nostro settore drammatica e non possiamo permetterci di aspettare il 2024. Serve un intervento subito per il governo che si andr ad insediare, ma anche per quello ancora in carica: trovare una soluzione per il costo dell’energia deve essere una assoluta priorit. Ci deve essere un intervento come per il Covid. A catena, gli aumenti sul costo dell’energia preoccupano anche le societ che gestiscono gli impianti di risalita. Se ci fermiamo noi, rimangono fermi tutti — ha affermato la presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari, Valeria Ghezzi —. Chiudere gli impianti funiviari significa ammazzare la montagna: gi successo una volta e non credo che nessuno voglia ripeterlo. In ogni caso, ha chiosato Ghezzi, le bollette andranno pagate. Negli anni passati, in media, il costo dell’energia incideva tra l’8 e il 15%. Oggi superiamo il 30%. L’auspicio un intervento del governo.

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