L’esperienza del governo Draghi è finita e ora bisogna andare a votare, dice il leghista Molinari

Per Riccardo Molinari, capogruppo leghista alla Camera, dopo la giornata di ieri è ormai calato il sipario sul governo Draghi. È questa la linea del Carroccio, che spinge per il voto anticipato.

Draghi «aveva detto che non avrebbe accettato un governo senza il Movimento Cinque Stelle. Nel momento in cui i Cinque Stelle non hanno votato la fiducia, le dimissioni sono un gesto coerente», dice al Corriere. «Se i Cinque Stelle, in un momento di crisi e di emergenza come questo, hanno ritenuto di far cadere il governo perché contrari a un inceneritore, credo che Draghi abbia fatto bene a gettare la spugna».

Il dubbio, alla fine, è che però i grillini abbiano fatto un favore ai leghisti, che da tempo avrebbero voluto il voto anticipato. «Diciamo piuttosto che chi gioca con il fuoco alla fine si scotta. E mi riferisco a Letta e al Pd», spiega Molinari. «Sono loro che hanno tenuto in vita il Movimento quando era chiaro che governare con loro è impossibile. Hanno fatto il gioco di Conte nel 2019 formando un governo per farci fuori. Alla fine si è rivelato un boomerang».

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Eppure la Lega ha partecipato a due governi con il Movimento. «Vero», prosegue il deputato, «ma il primo governo è durato a fatica un anno e poi lo abbiamo fatto cadere. Perché ci è parso chiaro che era il partito del No e che aveva una concezione della giustizia da Paese dittatoriale». E poi, «in un governo di unità nazionale non si può certo lasciar fuori un partito che è stato votato dal 32 per cento degli elettori. Noi abbiamo sostenuto l’esecutivo perché bisognava affrontare l’emergenza e soprattutto perché al posto di premier c’era Draghi e non Conte».

Certo, aggiunge, «il governo Draghi è stato una sorta di cordone sanitario contro il M5S. Anche se il premier è stato abbastanza generoso con i pentastellati. Penso al reddito di cittadinanza, alla riforma Cartabia. Come ringraziamento, ora hanno fatto saltare il governo».

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La Lega ora cosa vuole? La risposta di Molinari è questa: «L’esperienza è finita, bisogna andare a votare. Il Paese ha bisogno di un governo legittimato dai cittadini. Noi eravamo pronti ad andare al voto anche nel 2019». Poi assicura: «Abbiamo fatto diverse riunioni e siamo tutti d’accordo con il nostro segretario Salvini. Non sarebbe serio andare avanti con una maggioranza ricattata da Conte. Ricordo che ancora nei giorni scorsi abbiamo dovuto fare ostruzioni per bloccare Pd e M5S che in un momento di crisi economica volevano discutere di cannabis e ius scholae».

Per Molinari, non è pensabile un altro governo senza grillini. «Si deve andare alle urne. Si vota dappertutto in Europa, non si vede perché non si possa farlo anche qui», dice. E aggiunge: «Salvini e Berlusconi si sono sentiti e c’è sintonia».

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