L’estate ai piedi del Cervino: presenze soddisfacenti. Trovare personale? ‘Un incubo’ – Aostasera

Sono molti italiani che nei mesi di luglio e agosto hanno scelto Cervinia per trascorrere qualche giorno di vacanza a 2.000 metri.

Il delegato Adava del comprensorio di Breuil-Cervinia Matteo Zanetti parla di una “situazione variegata”: “un buon mese di luglio”, per qualcuno “in miglioramento rispetto agli anni passati”, per altri “in tenuta” e per i restanti “in decremento”. Lo stesso si ripete nel mese di agosto. In sintesi si può parlare di “un’annata non spettacolare, ma nella media”.
A patire di più, a Breuil Cervinia, sono stati gli operatori turistici che lavoravano con sci club, squadre agonistiche e nazionali. “Non parliamo di una o due strutture” spiega Zanetti. “Con la chiusura del ghiacciaio sono arrivate anche le disdette”. A Cervinia, la stagione dello sci estivo, iniziata il 25 giugno e conclusa il 29 luglio, era destinata a terminare il 4 settembre 2022.

Per il Grand Hotel Cervino, albergo a cinque stelle inaugurato lo scorso autunno, questa è stata la prima stagione estiva. “Non è andata male, anche se ci aspettavamo di più” racconta il direttore Massimiliano Draghi. “Il 90% degli ospiti, per non dire il 95, era italiano”.

“Un luglio ottimo, bene anche agosto anche se i conti si faranno a fine mese. Avevamo dei clienti che avrebbero sciato, ma (in seguito alla notizia della chiusura delle piste, ndr) hanno comunque confermato la vacanza” afferma Cristiana Pession dell’Hotel Mignon. I gestori di un’altra struttura alberghiera a tre stelle dichiarano “non siamo stati colpiti dalla chiusura delle piste perché lavoriamo con privati e non con gli sci club” e sull’andamento della stagione estiva aggiungono “bene luglio, meglio dello scorso anno perché le persone hanno trascorso più giorni (circa 5 o 6 invece di 2 o 3 giorni)”.

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“Le presenze durante il mese di luglio sono state molto soddisfacenti nel week-end, mentre per quanto riguarda i giorni settimanali, come ogni anno, si fatica a vendere le camere. Tutto sommato abbiamo lavorato abbastanza bene” racconta Lorette Maquignaz dell’Hotel Meublé Joli. “La chiusura anticipata degli impianti di risalita non ha influenzato le nostre presenze, presumo perché nel nostro hotel i clienti vengono per camminare o per prendere un po’ d’aria fresca. Pochissimi sono i clienti che alloggiano da noi e sciano”.

Anche 500 metri più giù, a Valtournenche, la stagione estiva è stata gratificante. Marco Gorret, delegato Adava, parla di “una buona stagione con numeri positivi, almeno fino a fine agosto-inizio settembre. Prevale la clientela italiana, soprattutto negli alberghi, in lieve aumento anche quella straniera. Qui la chiusura delle piste di sci ha inciso in maniera inferiore rispetto al Breuil. Le strutture che collaborano abitualmente con gli sci club hanno avuto delle cancellazioni, ma è stato un fenomeno marginale” (due/tre strutture su un totale di quindici circa).

L’aumento dei costi penalizza anche il consumatore

L’aumento dei costi ha costretto diverse strutture alberghiere a ritoccare i prezzi. Un ritocco ponderato per rispondere al caro bollette e agli altri rincari. A impattare maggiormente sui costi degli operatori turistici: energia elettrica e materie prime. C’è forte preoccupazione, in vista della stagione invernale, per l’accensione del riscaldamento che farà lievitare ulteriormente le spese necessarie al buon funzionamento delle strutture.

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Alcuni alimenti sono diventati inaccessibili. “Abbiamo cambiato i menu per alcuni piatti perché salmone e agnello sono carissimi” spiega Cristiana Pession (Hotel Mignon). “Per quanto riguarda le utenze (elettriche) avevamo sottoscritto dei contratti con prezzi bloccati prima dell’apertura. Costi importanti sono stati registrati per il servizio lavanderia” dichiara Massimiliano Draghi (Grand Hotel Cervino). “L’aumento dei costi ha inciso davvero tanto, ce ne accorgiamo sia dalla voce aggiuntiva ‘spesa di energia’ presente in alcune fatture, sia dalla spesa dei beni alimentari e non” Lorette Maquignaz (Hotel Meublé Joli).

Sugli aumenti interviene anche Marco Gorret (Hotel Punta Cian) dicendo “non può ricadere tutto sulla clientela perché si rischia di uscire dal mercato e di penalizzare il consumatore”.

Trovare personale? Un incubo

“La reperibilità dei collaboratori di qualunque area si tratti, principalmente nella parte ristorante (cucina e sala), è un incubo. La cosa preoccupante è in previsione della stagione invernale” dichiara Matteo Zanetti dell’Hotel Excelsior Planet.

Anche il Grand Hotel Cervino rileva una “tremenda difficoltà nella ricerca del personale in tutti i reparti: principalmente sala e cucina, ma anche piani e ricevimento”. Il direttore Massimiliano Draghi spiega “potrei unirmi al coro del reddito di cittadinanza, ma non penso sia così. Cervinia è piuttosto lontana da tutto e difficilmente raggiungibile”.

Qualche struttura sotto organico anche a Valtournenche, dove Marco Gorret ribadisce “molte strutture hanno avuto difficoltà a reperire i dipendenti” per differenti ragioni, tra queste perché “la montagna può garantire una stagionalità di un paio di mesi, mentre al mare i contratti durano di più”.

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La “media valle” del Cervino: “le prenotazioni ci sono, ma non c’è il tutto esaurito”

“Dal punto di vista delle presenze la stagione sta andando bene, siamo stati anche aiutati dal tempo. Nel fondovalle ha fatto molto caldo e quassù non abbiamo avuto problemi di precipitazioni” spiega Davide Perrin, delegato ADAVA del Comprensorio di Antey-Saint-André (per i comuni di Antey, Chamois, La Magdeleine e Torgnon). “Nella fase finale dell’estate ci saranno alcune incognite. Le prenotazioni ci sono, ma non c’è il tutto esaurito fino a fine mese. Si spera che si possa ancora recuperare un po’ di clientela entro la fine dell’estate”.

L’aumento dei costi ha pesato sugli operatori per energia e materie prime che hanno inciso sulle vendite finali. Queste non hanno potuto subire dei ritocchi al rialzo troppo eccessivi per una questione di commerciabilità del prodotto. L’aumento del carburante ha inciso molto anche sul turista che si muove in giornata. Il turismo di prossimità ha patito per il rincaro dei costi della trasferta”.

Sulla ricerca del personale “le strutture che sono riuscite nel tempo a fidelizzare il personale hanno patito meno. Chi ha un forte turn over da una stagione all’altra ha fatto fatica. Il futuro passa necessariamente da una promozione dell’attrazione di nuovi mercati che facciano sì che la stagione diventi più lunga e permetta ai datori di lavoro di fare contratti più estesi e creare una stabilizzazione del settore” conclude Davide Perrin, titolare del Ristorante Alpe Gorzà di Torgnon.

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