Letta: Mi candido a Vicenza, voglio sfidare la Lega . Berlusconi: nucleare serve per autosufficienza

di Lorenzo Nicolao

Le notizie sugli schieramenti, i candidati e i partiti in diretta, in vista della tornata elettorale del 25 settembre

• Come funziona il Rosatellum, la legge elettorale con cui voteremo il 25 settembre.
•Letta: «Mi candido a Vicenza, voglio sfidare la Lega in Veneto».
•Berlusconi: «Va incentivata la ricerca sulle fonti rinnovabili, ma il nucleare è necessario per l’indipendenza energetica».
•Il listino bloccato di Conte che ha incassato il sì, il programma del centrodestra e tutti i simboli dei partiti in corsa.
• Calenda e Bonino si sfidano a Roma. Da alleati a rivali.
•Il 7 e 15 settembre i leader si sfideranno sulla Rai.
•Il totonomi delle liste di centrodestra.

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Ore 10:19 – Renzi: «Vorrei Draghi bis, altrimenti vincerà il sovranismo di Meloni»

«Io sogno che il prossimo presidente del consiglio sia Mario Draghi, non Giorgia Meloni. Io penso che il voto al terzo polo sia utile ad avvicinarsi a Draghi e non al sovranismo di destra». Lo dice il leader di Italia Viva Matteo Renzi a Radio 24.

«L’obiettivo politico è far nascere un’area che prenda voti da chi non votare questa destra e da quei riformisti che non vogliono più vedere il Pd nelle mani di chi dice no al rigassificatore di Piombino e no all’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato. Oggi ci sono 4 schieramenti e solo noi siamo stati sempre con Draghi. A quale governo darei una mano? Al governo Draghi», risponde

Ore 10:08 – Berlusconi: «Per l’autosufficienza energetica serve il nucleare»

«Quando saremo al governo accelereremo al massimo la realizzazione di impianti per le energie rinnovabili, per sfruttare il calore del sole, l’energia del vento e dell’acqua, il moto delle maree». Lo ha detto il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, in un videomessaggio su Facebook.

«Nello stesso tempo riprenderemo in mano la ricerca sul nucleare di quarta generazione, come tutta l’Europa ha deciso di fare: la ricerca che potrà dare in futuro energia pulita e sicura in grande quantità», ha aggiunto.

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Ore 09:51 – La prima puntata della serie «Social & elezioni»: leader a confronto

Manca poco più di un mese alle elezioni e tutti i leader politici stanno scaldando i motori sui social media per raggiungere i cittadini in vista del voto. Ma non tutti lo stanno facendo allo stesso modo. Sul nostro canale Instagram, Roberto Esposito esperto di comunicazione e CEO della società di strategia e comunicazione digitale DeRev, analizza lo stile di ciascuno di loro e riflette su come Facebook, Instagram, Twitter e TikTok impattano sulla campagna elettorale. La prima puntata della serie — che si chiama «Social & elezioni» — è dedicata alle strategie di Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini:

Ore 09:42 – Di Maio attacca Calenda: «Spargi rancore, da te nessuna lezione di coerenza»

«Il leader di Azione Carlo Calenda continua a spargere odio e rancore». Lo ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri e capo politico di Impegno civico Luigi Di Maio. «Hai scelto di schierarti dalla parte di chi ha fatto cadere il governo Draghi, ne prendiamo atto, ma stop alle lezioni di coerenza».

Ore 09:36 – Meloni: «Reddito di cittadinanza un errore. Occorre incentivare il lavoro»

«Siamo l’unico partito che non ha mai votato il reddito di cittadinanza. Una misura culturalmente sbagliata. Ha favorito il lavoro nero e discriminato i più deboli. Il sostegno al reddito va dato a famiglie prive di reddito con a carico anziani, disabili e minori, per gli altri bisogna lavorare con incentivi all’assunzione». Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, intervenendo questa mattina su Radio24.

«Il salario minimo è uno specchietto per le allodole, serve un cuneo fiscale. In Italia la gran parte dei lavoratori è coperta da un contratto nazionale e mediamente i contratti nazionali hanno un salario minimo. Quello che serve per aumentare i salari è il cuneo fiscale, tagliare la tasse sul lavoro. Io non ho condiviso la scelta del governo Draghi che ha spalmato sull’Irpef 8 miliardi di euro, perché l’impatto è minimale, e perché è troppo ampia la platea. Io avrei agito sul cuneo, con prevalenza lato lavoratore. La proposta di Fratelli d’Italia è quella del più assumi e meno paghi».

Ore 09:19 – Letta: «Mi candido a Vicenza. Voglio sfidare la Lega in Veneto»

Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta ha annunciato la sua candidatura a Vicenza. «Ho scelto il Veneto perché giocheremo all’attacco. Imprenditori, commercianti e insegnanti si ricorderanno di chi ha tradito Draghi».

Il segretario dem lo ha comunicato su Twitter, ricordando che le liste monocolore erano quelle di Renzi, e ha risposto agli esclusi dicendo che «devono ricordarsi di chi ha promosso e voluto il taglio dei parlamentari».

Ore 08:50 – Liste Pd, i big «paracadutati» in collegi sicuri e le polemiche nei territori, dal Piemonte alla Toscana

(Ivano Lettere) La vicepresidente dem Serracchiani correrà anche a Torino, il ministro della Cultura Franceschini vola in Veneto. Le new entry Camusso e Furlan saranno capoliste rispettivamente in Campania e Sicilia.

Bonelli a Imola, Fassino in Veneto, Speranza in Campania… C’è chi li chiama «garantiti», chi «paracadutati». Ma l’effetto è sempre quello: i territori non gradiscono i candidati calati dall’alto. E così è accaduto del Pd dopo la presentazione delle liste , con la coda di malumori verso quegli esponenti di partito che non sono espressione della comunità locale ma figure politiche scelte dalla Direzione Nazionale.

Leggi qui l’articolo completo sulle liste del Pd

Ore 08:43 – Liste Centrodestra, vertice di Forza Italia da Berlusconi in Sardegna. Nordio, Craxi, Gallera: il totonomi

Corsa per le liste di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Vertice degli azzurri nella villa dell’ex premier, che correrà a Monza. Da Nordio a Tremonti per Fratelli d’Italia. In bilico la candidatura di Fitto.

Il centrodestra è al rush finale dopo giorni di passione. I partiti annunceranno le candidature di punta nelle prossime, frenetiche ore tra nomi di richiamo e salvaguardia degli eletti, alti profili e volti noti irrinunciabili. Se Matteo Salvini parla di «liste pronte al 99%», Giorgia Meloni è in chiusura: ieri sera ha riunito il vertice ristretto, con Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida e Giovanni Donzelli. E stamattina, dopo giorni di silenzio, interverrà in diretta radio. Segnale chiaro: le liste sono pronte. Ma ieri sera è arrivata quasi al traguardo anche la corsa più faticosa: Antonio Tajani, Licia Ronzulli, Paolo Barelli e Anna Maria Bernini hanno raggiunto in Sardegna Silvio Berlusconi per un vertice fiume che si dovrebbe concludere tra oggi e domani. In un clima di attesa spasmodica tra gli uscenti che — giurano — sono stati tenuti «all’oscuro» su quali saranno le decisioni finali.

Leggi qui l’articolo completo sulle liste di centrodestra.

18 agosto 2022 (modifica il 18 agosto 2022 | 10:32)

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