Ligabue ricorda il terremoto dell’Emilia del 2012: dalla paura per moglie e figlia alla ripartenza con Campovolo

A 10 anni da quei giorni terribili Luciano Ligabue ricorda il terremoto dell’Emilia, che il 20 e il 29 maggio 2012 sconvolse gli abitanti e l’Italia intera. Il rocker di Correggio ha raccontato la sua esperienza al podcast Ti Racconto L’Emilia Romagna curato dall’Agenzia Informazione e Comunicazione della Regione.

Il terremoto in Emilia

I primi segnali dell’evento sismico si ebbero tra il 25 e il 27 gennaio 2012, ma alle 4:03 del mattino del 20 maggio arrivò la prima scossa più forte con magnitudo 5.9. L’epicentro fu localizzato a Finale Emilia (MO).

Un secondo episodio fortissimo si verificò alle 9 di mattina del 29 maggio, con epicentro localizzato tra Mirandola, Medolla e San Felice Sul Panaro e una scossa di magnitudo 5.8. La scossa fu avvertita in tutto il Nord Italia con un tragico bilancio di 20 vittime.

Per raccogliere fondi e manifestare solidarietà verso le popolazioni colpite, il 25 giugno dello stesso anno presso lo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna si tenne lo storico Concerto Per L’Emilia al quale parteciparono tanti artisti, da Laura Pausini a Gianni Morandi, ma anche Samuele Bersani, Zucchero Fornaciari e ovviamente Luciano Ligabue.

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Ligabue ricorda il terremoto

Ai microfoni di Ti Racconto L’Emilia Romagna Ligabue ricorda il terremoto. La notte del 20 maggio 2012 il cantautore si trovava in casa e l’intera famiglia fu svegliata dalle scosse. Per Luciano si ripresentò un trauma: nel 1996 fu testimone di un terremoto a Correggio. “Purtroppo conoscevo quella sensazione”, racconta.

Ecco la sua testimonianza:

“Il sisma del 2012 mi svegliò di notte e trovai mia moglie con gli occhi sbarrati. Mentre la terra tremava corsi in camera di mia figlia, che dormiva. Ricordo che pensai che se l’epicentro non era sotto i nostri piedi si trattava di un terremoto particolarmente devastante e purtroppo così fu”.

La ripartenza con Campovolo

Dopo la tragedia, la paura e le lacrime, arrivò con forza la voglia di ricominciare. Ligabue ricorda quel momento in cui il suo telefono si riempì di messaggi di solidarietà e affetto. Come si poteva ripartire? Con la musica, ma nel modo più bello che si potesse concepire. Dove?

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Ligabue contattò il suo amico manager Claudio Maioli, che subito gli fece il nome di Campovolo. L’aeroporto di Reggio Emilia aveva già ospitato due concerti-evento del rocker di Zocca, uno nel 2005 e il Campovolo 2.0. Da lì si doveva ripartire. Così il 22 settembre Campovolo fu il teatro della ripartenza:

“Fu una serata strepitosa nella quale il messaggio forte fu che nessuno si dimenticava di quello che era successo”.

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