Liquidazione statali: incredibile, per l’anticipo si dovranno pagare 1.300 euro

I dipendenti statali che intendono accedere alla liquidazione anticipata prima dei 67 anni, rischiano di dover pagare un’imposta molto salata.

La crisi economica sta affliggendo tutti i contribuenti, costretti a fare i conti con l’aumento dell’inflazione e dei prezzi delle materie prime.

liquidazione
InformazioneOggi

Le difficoltà, purtroppo, hanno colpito anche i lavoratori in attesa della buonuscita. Nel mese di novembre, infatti, il rendistato è ulteriormente salito, toccando quota 2,658% (nel mese di ottobre, invece, era pari al 2,640%). Cattive notizie, dunque, per alcune categorie di dipendenti. Scopriamo quali sono le novità previste per i prossimi mesi.

Per maggiori informazioni, consulta il seguente articolo: “TFR statali: liquidazione INPS fino a 5 anni, ma i tempi possono cambiare“.

Quali lavoratori saranno costretti a pagare per ottenere l’anticipo della liquidazione?

Lo spread fisso adottato dagli Istituti di credito, per i finanziamenti relativi alla liquidazione, è dello 0,4%, di conseguenza un dipendente statale sarà costretto a pagare una sorta di tassa per ottenere l’anticipo della prestazione. Per esempio, dovrà versare almeno 1.300 euro per chiedere di anticipare 45 mila euro di buonuscita.

Nel mese di aprile, quando il rendistato si aggirava intorno allo 0,05%, il tasso di interesse su tale tipologia di prestiti, per i lavoratori pubblici, comportava una perdita di soli 200 – 300 euro. La situazione è addirittura peggiorata per le rate più lunghe; Bankitalia, infatti, ha sottolineato che il rendistato a 3 anni, è rimasto al 3%, mentre quello a 6 anni è salito, in soli 11 mesi, dallo 0,893% al 3,721%.

Leggi anche:  Freedom Oltre Il Confine anticipazioni puntata 17 gennaio 2022

Cosa rappresenta il rendistato?

Ma a cosa serve il rendistato? La sua funzione primaria è quella di stabilire il tasso di interesse agevolato per l’anticipo del TFR/TFS. Il tasso finale del finanziamento, dunque, scaturisce dalla somma del rendistato e dello spread (che è fisso allo 0,4%).

Nel dettaglio, il rendistato rappresenta il rendimento di un insieme di titoli pubblici a tasso fisso. Fino al 1995, rientravano nel paniere del rendistato anche le obbligazioni provenienti da aziende autonome, enti pubblici ed enti territoriali, soggetti a imposta e con vita residua maggiore di un anno. In seguito, invece, il paniere è stato limitato solo ai Btp con vita residua superiore ad un anno. L’entità viene comunicata mensilmente da Bankitalia; così facendo, le Banche e i contribuenti consumatori hanno la possibilità di conoscere sempre il valore aggiornato alla situazione finanziaria.

Leggi anche:  “Il nome della rosa”, dal romanzo al film del 1986

In conclusione, più il rendistato è elevato e più oneroso sarà il prestito e la liquidazione anticipata.

Non perdere il seguente approfondimento: “TFR, tutto da rifare per i dipendenti: le novità che modificano la liquidazione“.

Le opzioni per gli statali che intendono anticipare la liquidazione

I dipendenti statali non ottengono subito la liquidazione, ma sono costretti ad attendere anni. Tale regola, purtroppo, vale per tutti, anche per coloro che accedono al pensionamento per raggiunti limiti di età. In media, si inizia a ricevere la somma spettante dopo circa 5 anni.

Per tentare di risolvere tale inconveniente, l’ABI e il Governo avevano stipulato una convenzione (rinnovata di recente), per mezzo della quale le banche possono anticipare ai dipendenti statali pensionati fino a 45 mila euro di liquidazione, con interessi contenuti.

Da febbraio 2023 ci sarà anche l’intervento dell’INPS; l’Ente, infatti, verserà anticipi sulla liquidazione fino al 100% dell’ammontare totale, con un tasso di interesse pari a poco più dell’1%. Si tratta, quindi, di un tasso più conveniente rispetto a quelli praticati dalle banche. Un’altra peculiarità che contraddistingue i prestiti concessi dall’INPS risiede nella mancanza del limite massimo erogabile dei 45 mila euro.

Leggi anche:  Lina Wertmüller, addio alla scugnizza d’America

Bisogna, dunque, capire in che modo si comporteranno le banche che hanno sottoscritto l’accordo ABI. Non tutti gli istituti di credito, infatti, hanno rispettato la convenzione, negli scorsi anni.

Entra nel gruppo offerte di lavoro, pensioni, bonus, invalidità – 104 e news

Fonte e diritti articolo

Per rimuovere questa notizia puoi contattarci sulla pagina Facebook!

Notizie H24! Il portale gratuito di tutte le attuali notizie e curiosità in tempo reale. Nel sito puoi trovare le notizie verificate e aggiornate h24 provenienti da siti autorevoli.
Tramite un processo autonomo vengono pubblicati tutti gli articoli di oggi da fonti attendibili (Quindi non fake news) così da poter cercare in modo facile ogni notizia che più ti interessa.
Non ci assumiamo nessuna responsabilità sui diritti e dei contenuti pubblicati, il sito Notizie H24 è solo a scopo informativo. Seguire la fonte dell’articolo per avere maggiori informazioni sulla provenienza e per leggere il resto delle notizie.

Vuoi rimanere sempre aggiornato su tutte le notizie di oggi e domani che vengono pubblicate?
Seguici tramite i nostri Social Network:
Facebook

Google News