Lo strappo di Verdi e Si. Meloni gela Salvini: “Sui ministri non si decide ora”

La prima notizia della mattinata arriva da Silvio Berlusconi che, da un lato comunica la sua intenzione di «non candidarsi né da presidente del Consiglio, né da presidente del Senato» e dall’altro tende una mano al capo di Iv Matteo Renzi: «Se lui volesse il centro lo farebbe con noi». SeMpre sul fronte del centro destra Giorgia Meloni manda un messaggio agli alleati della Lega sui ministri e direttamente al capo del Carroccio: «Salvini al Viminale? Non si decide prima».
Sul fronte del centro sinistra, dopo l’accordo raggiunto tra Pd e Azione, oggi dovrebbe esserci l’incontro fissato con Verdi e Si per allargare il fronte politico che dovrà vedersela con il centro destra alle urne. E il leader dei Dem, Enrico Letta ha già comunicato che il programma verrà presentato il 10 agosto. Sono ore di tensione anche in casa dei Cinque Stelle. Giuseppe Conte lo aveva annunciato, provando a riprendersi la scena dopo settimane di polemiche, scissioni, e tensioni dentro e fuori del movimento. Di certo sul fronte candidature, spiega ad Agorà su Rai3, «ci saranno delle personalità di grande prestigio e competenza che ci daranno una mano». Quindi, il nodo Di Battista. «Alessandro è una persona seria – dice Conte – che ha dato un grande contributo alla vittoria del 2018. Sul fatto di poter rientrare nel M5S ci confronteremo. Ci parleremo in modo leale, non credo ci possano essere equivoci». 
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Cosa è successo ieri

In aggiornamento

10.00 – Molteni: “Salvini al Viminale? Ha avuto coraggio. Rafforzeremodecreti sicurezza”
Salvini al Viminale? “Salvini farà quello che è nell’interesse del Paese e degli italiani”. Risponde così Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, della Lega, in un’intervista al Corriere della Sera: “Salvini ha dimostrato che l’immigrazione incontrollata si può contrastare. Con le norme e con il coraggio ha fatto bene il lavoro di difendere sicurezza e confini”. Il ritorno ai decreti sicurezza nel programma? “Il centrodestra, che ha visione comune, rafforzerà quei decreti in un programma in cui ci saranno le voci di tutta l’alleanza – afferma  – Credo che molto sarà confermato: del resto, i decreti Salvini del 2018 e 2019 furono votati anche da FdI e FI che all’epoca erano all’opposizione”. “È urgente – aggiunge – un serio decreto flussi. Mi pare surreale che tanti ricevano il reddito di cittadinanza senza lavorare e poi si debbano raddoppiare le quote del decreto flussi”.

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09.50 – Carfagna: “Voto anticipato non conveniva a FI, ormai è corrente Lega”
“Andare alle elezioni anticipate non conveniva a Forza Italia. Forza Italia si è ridotta a una corrente della Lega. Conveniva a Giorgia Meloni perché ha un enorme consenso e perché si vede già a Palazzo Chigi. Conveniva a Matteo Salvini, per la sua competizione verso la Meloni. Sapesse quanti parlamentari mi hanno chiamato per chiedermi se fossimo impazziti”. Lo dice la ministra per il Sud, Mara Carfagna

09.30 – Calenda: “No compromessi, alleanza è patto tra 2 leadership”
“Non crede che si dovrebbe trovare un modo per ricomporre questo dialogo con Fratoianni e Bonelli? Sarebbe disponibile a trovare un compromesso e a rinegoziare alcuni punti del programma? “No, per Azione la situazione più conveniente era andare da solo alle elezioni. Questo avrebbe determinato la vittoria a tavolino di questa destra, che non è un centrodestra. Io non me la sono sentita ma ho chiesto a Enrico Letta delle condizioni molto stringenti cioè che non un solo voto di Azione andasse a Di Maio, agli ex cinque stelle e company e una lista di precisa di cosa è l’Agenda Draghi, no all’aumento delle tasse perché se non si ha un minimo comun denominatore non si va da nessuna parte. E la chiarezza che questo è un patto elettorale con due leadership distinte. L’agenda Draghi e quello che contiene è un perno irrinunciabile”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda

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09.25 – Calenda: “Renzi fuori per scelta sua, da noi porte aperte”
Renzi è fuori da questa alleanza “per scelta sua. Io sinceramente non ci capisco più niente, mi sono arreso. Porte apertissime da parte mia e di Letta. Se lui dice ‘fate tutti schifo, vado avanti da solo perché sono il più figo del bigoncio’, che devo fare? Non lo posso costringere. Per me il metro di ragionamento di Matteo Renzi sulla politica è qualcosa che non riesco proprio a comprendere”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda

09.20 – Calenda: “Su scelta premier con Pd stabilito metodo”

Sulla scelta del premier qualora vincessimo le elezioni “abbiamo stabilito un metodo, ci sono due leadership nella coalizione e nel caso di vittoria ci sederemo e troveremo un nome”. Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda. “Se mi chiede un nome le dico Mario Draghi ma non è che abbia verificato alcuna disponibilità. Lo dico perché è la personalità più illustre che c’è oggi nel Paese e nel mondo.”, ha concluso.

09.16 – Salvini nel pomeriggio a Lampedusa
Matteo Salvini raggiungerà Lampedusa nel pomeriggio di oggi, giovedì 4 agosto. Alle 16,30 è in agenda la visita all’hotspot, svuotato anche nella notte, e al termine è previsto un punto stampa all’esterno della struttura. Tra le altre cose, Salvini incontrerà anche il sindaco e il suo vice, si confronterà con un gruppo di pescatori e andrà al molo Favarolo. Domani, venerdì 5, punto stampa del leader della Lega alle 10,30 davanti al Municipio.

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09.00 –  Calenda, per Azione agenda Draghi fondamentale
«Raccomando a Letta di rimanere su quello che lui ha detto essere fondamentale, l’agenda Draghi. Se non rimaniamo su questo non solo viene meno l’accordo con Azione ma anche l’esclusione dei 5 stelle». Lo ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, in diretta a ‘Radio Anch’io Estate’ su Rai Radio1.

08.44 – Berlusconi: Azione-Pd? Triste alleanza contro qualcuno
«Hanno fatto un accordo per impedire al centrodestra di governare, ma non ci riusciranno. Trovo triste una alleanza contro qualcuno o qualcosa, è un antico vizio di una sinistra da sempre divisa e povera di idee”. Il leader di Forza Italia, SIlvio Berlusconi, ospite di Rtl 102.5, commenta così l’accordo tra Pd e Azione. “Calenda è stato ministro di due governi di sinistra ed è europarlamentare eletto nelle fila del Pd, il suo approdo naturale è la sinistra, ma non è importante occuparsi di lui: questa operazione serve per ingannare gli elettori moderati e convincerli ad andare col centrosinistra».

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