Lombardia, al via il 20 giugno il Bando Economia circolare: fino a 120.000 euro per i progetti green delle PMI

Sostenere le micro, piccole e medie imprese lombarde nella realizzazione di progetti che promuovono il passaggio verso un modello di economia circolare, riqualificando i settori e le filiere lombarde per un riposizionamento competitivo rispetto ai mercati: è questo l’obiettivo del bando Economia circolare 2022 gestito da Unioncamere Lombardia, finanziato e promosso dalle Camere di Commercio lombarde e Regione Lombardia.

Il bando mette a disposizione 4 milioni di euro – 3 milioni finanziati dalla Regione Lombardia, il resto dalle Camere di Commercio lombarde – per finanziamenti a fondo perduto che possono coprire fino al 40% dei costi ammissibili.

I progetti devono riguardare il riuso e l’utilizzo di materiali riciclati, di prodotti e sottoprodotti o residui dei cicli produttivi , attività che riguardano l’intero ciclo di vita del prodotto (Life Cycle Thinking ed Eco-design) e progetti che diano risposte alle nuove esigenze economiche, energetiche, per clima e biodiversità con prototipazione o sviluppo di nuovi materiali, prodotti e/o componenti.

“La continuità negli strumenti di sostegno alle imprese è altrettanto importante delle risorse messe a disposizione. Consente alle aziende di sapere che possono contare su un sistema pubblico attento alle loro esigenze facendo affidamento sul supporto concreto che serve loro” commenta il Presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio

“Questo bando infatti segue gli strumenti  analoghi degli scorsi anni, per supportare le aziende anche oggi che l’importanza della transizione verde è ormai chiara ed evidente a tutti”, aggiunge.

Bando Economia circolare 2022: a chi si rivolge

I soggetti beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese lombarde (con sede operativa iscritta e attiva al Registro Imprese delle Camere di Commercio della Lombardia dal momento dell’erogazione del contributo) che presentino progetti in forma singola o in aggregazione formata da almeno tre imprese rappresentanti la/le filiera/e.

In caso di aggregazione, le imprese devono condividere gli obiettivi del progetto e, a titolo esemplificativo, le tecnologie impiegate, la modalità di erogazione ed accesso ai servizi di consulenza previsti dal progetto, la creazione di servizi innovativi o di sistemi o strumenti comuni, l’efficienza e l’integrazione di filiere in tutti i settori economici (sharing di risorse, tecnologie o di servizi), ulteriori finalità individuate dalle imprese relative al riutilizzo di prodotti e materiali derivanti dai rispettivi cicli produttivi, all’applicazione di modelli di Eco-design o alla risposta alle nuove esigenze economiche, sanitarie e sociali.

Se la domanda è presentata in forma aggregata, le imprese che compongono l’aggregazione individuano un capofila che è l’interlocutore unico nei confronti di Unioncamere Lombardia per
tutte le comunicazioni e gli atti progettuali.

Ciascuna impresa facente parte dell’aggregazione deve sottoscrivere l’Accordo di progetto che prevede l’impegno a:

  • realizzare l’attività di propria competenza nei tempi e nei modi previsti dal presente bando e in conformità al progetto presentato, garantendo che ciascun partner non sostenga
    singolarmente oltre il 80% e meno del 10% della spesa complessiva ammissibile del progetto
  • predisporre tutta la documentazione richiesta dal presente bando e dagli atti ad esso conseguenti e a trasmetterla al capofila
  • favorire l’espletamento dei compiti attribuiti al capofila, agevolando le attività di coordinamento, monitoraggio e rendicontazione
  • realizzare il progetto sul territorio lombardo

Le imprese devono presentare un progetto esecutivo attinente a uno o più dei seguenti ambiti di intervento:

  • innovazione di prodotto e/o di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse, utilizzo di sottoprodotti in cicli produttivi, riduzione produzione di rifiuti e riutilizzo di beni e materiali
  • innovazione di processo o di prodotto per quanto riguarda la produzione e l’utilizzo di prodotti da recupero di rifiuti (c.d. “end of waste”)
  • attività di riutilizzo e preparazione per il riutilizzo, compreso creazione di forme di ritiro dei propri prodotti a fine vita, ad esempio allo scopo di riutilizzarne parti o componenti aventi ancora valore, avviarli a processi di remanufacturing, etc. (attivazione di programmi di takeback)
  • progettazione e sperimentazione di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento della filiera
  • sperimentazione e applicazione di strumenti per l’incremento della durata di vita dei prodotti ed il miglioramento del loro riutilizzo e della loro riciclabilità (Eco-design)
  • implementazione di strumenti e metodologie per l’uso razionale delle risorse naturali

I contributi e le spese agevolabili

Il bando mette a disposizione un contributo a fondo perduto per progetti di importo non inferiore a 40.000 euro, mentre non è previsto un tetto massimo di investimento, che viene lasciato alle stime della singola impresa o aggregazione.

Il contributo massimo, per le singole imprese, è di 100.000 euro, mentre per le aggregazioni di almeno tre imprese sale a 120.000.

Per quanto riguarda le spese, si considerano ammissibili quelle relative a:

  • consulenza (collaborazione con enti di Ricerca, servizi specialistici per lo sviluppo di prototipi, check up tecnologici, diagnosi energetiche, carbon footprint e water footprint, environmental footprint, analisi del ciclo di vita del prodotto/servizio – e.g. LCA, studi per la sostituzione dei materiali attualmente utilizzati nei prodotti con materiali circolari, definizione di strategie commerciali, marketing e comunicazione, ecc.) in misura non superiore al 25% delle spese in corrente ammesse a contributo
  • investimenti in attrezzature tecnologiche (acquisto e/o leasing) e programmi informatici necessari alla realizzazione del progetto
  • assistenza e costi di acquisizione delle certificazioni ambientali di processo e di prodotto
  • assistenza e costi di acquisizione delle certificazioni tecniche e di eventuale registrazione REACH
  • servizi per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti relativi al progetto
  • tecnologie per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti relativi al progetto
  • materiali e forniture strumentali alla realizzazione del progetto (inclusi prototipi)
  • spese per la tutela della proprietà industriale
  • spese del personale dell’azienda, solo se espressamente dedicato al progetto (fino a un massimo del 10% della somma delle voci di spesa derivanti dai servizi di consulenza e dalle spese per la tutela della proprietà industriale. Qualora venga impiegato ulteriore personale di nuova assunzione, esclusivamente dedicato al progetto, potrà essere riconosciuta un’ulteriore quota nel limite del 10% della somma delle voci di spesa per consulenza e tutela della proprietà industriale

Rientrano nelle spese agevolabili anche quelle per beni usati, ma solamente fornendo l’attestazione del venditore relativa all’origine del bene e qualora il prezzo del bene non superi il valore di mercato o non sia inferiore al costo di beni simili nuovi, come attestato da perizia redatta da tecnico di comprovata esperienza, indipendente dall’impresa beneficiaria.

Sono ammissibili i costi di ammortamento per le attrezzature tecnologiche nella misura e per il periodo in cui sono utilizzate per il progetto. Non sono ammissibili spese per attrezzature che hanno già esaurito fiscalmente il loro periodo di ammortamento alla data di avvio del progetto.

È ammissibile anche l’acquisto di attrezzature tecnologiche tramite leasing finanziario, purché il relativo contratto includa le seguenti condizioni:

  • obbligo delle parti di concretizzare il trasferimento della proprietà del bene a beneficio
    del soggetto utilizzatore, mediante il riscatto, alla fine della locazione
  • è ammissibile solo la quota capitale dei canoni pagati nella misura e per il periodo in cui il bene è utilizzato per il progetto.

Non è ammissibile l’acquisto tramite noleggio del bene. Inoltre, la somma delle spese per le tecnologie, le attrezzature e i materiali necessari al progetto non può essere inferiore al 65% del totale delle spese ammissibili.

Modalità e termini per accedere alle agevolazioni

Le domande di partecipazione devono essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica, con firma digitale, attraverso il sito di Infocamere, soggetto gestore, dalle ore 10.00 del 20 giugno 2022 fino alle ore 16.00 del 19 settembre 2022.

Sul sito è possibile trovare anche il modello da compilare per inviare la domanda di agevolazione e le informazioni riguardanti tutti i documenti da allegare alla domanda.

Il bando prevede una procedura valutativa a graduatoria secondo il punteggio assegnato al progetto esecutivo. I progetti che superano l’istruttoria amministrativa-formale accedono alla valutazione tecnica effettuata da un apposito nucleo di valutazione e secondo i criteri consultabili al punto C.2 del bando.

Al termine della fase di valutazione viene determinata la graduatoria finale in ordine di punteggio dei progetti. I progetti sono finanziati sulla base della disponibilità di risorse in relazione al territorio competente e alla tipologia di fondi (il 50% con fondi messi a disposizione dalla rispettiva Camera di commercio e per il restante 50% con fondi di Regione Lombardia).

Una volta esaurite le risorse messe a disposizione da tutte le Camere di commercio, i fondi di Regione Lombardia residui sono assegnati, sempre scorrendo la lista delle imprese in ordine di punteggio, senza più considerare il vincolo territoriale.

Le imprese “ammesse non finanziabili per esaurimento delle risorse disponibili” possono essere successivamente finanziate con scorrimento della graduatoria in seguito ad eventuali rifinanziamenti, decadenze e/o rinunce.

Il bando

Bando economia circolare 2022

 

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