L’ombra delle varianti sulla riapertura di palestre e piscine per Pregliasco


Le varianti Covid-19 sempre più presenti in Italia potrebbero incidere sulla probabile riapertura di palestre e piscine il prossimo 5 marzo. Non che il ritorno alle attività sportive specifiche fosse dato per scontato ma, negli ultimi tempi, si nutrivano proprio delle buona speranze in una simile direzione. Peccato che non si erano valutati a fondo gli effetti delle mutazioni del nuovo coronavirus, sempre più determinanti nel nostro paese. Sulla spinosa e cruciale questione ha appena rilasciato delle importanti dichiarazioni Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano nonché membro del Comitato tecnico scientifico della Regione Lombardia in un’intervista di oggi 16 febbraio alla Gazzetta dello Sport. L’atteggiamento, ad oggi, è di estrema prudenza.

Nel commentare la decisione di non riaprire più gli impianti sciistici, neanche nelle zone gialle, come fondamentalmente giusta, proprio Pregliasco ha fatto notare come la predominanza di varianti Covid-19 nel nostro paese richieda ora ancora più attenzione. Considerando pure che, a suo avviso, un nuovo lockdown non sarebbe socialmente ed economicamente perseguibile, si richiede prudenza anche nella riapertura di palestre e piscine con misure estremamente rigide da far rispettare alle associazioni sportive e naturalmente anche agli iscritti.

Sempre secondo Pregliasco è assolutamente impensabile l’idea di lezioni in palestra che non siano solo individuali. Sarà necessario mantenere il rapporto uno ad uno tra istruttore e sportivo, non di più. La coesistenza di più persone all’interno dello stesso ambiente, anche se distanziate, resta un rischio ancora più elevato oggi, con tutte le varianti Covid-19 trasmissibili tra il 30 e il 50% di volte in più rispetto all’infezione originale. Lo stesso discorso vale per le piscine. Particolare attenzione andrà riposta anche sulla continua igienizzazione della strumentazione condivise nelle strutture. Nessun aspetto, nel caso di un ritorno alle attività, dovrà passare in sordina ora più che mai.

In pratica, le misure già note e divulgate dal CTS nazionale in vista della possibile riapertura di palestre e piscine potrebbero già non essere sufficienti e dunque da rivedere. La stessa ripartenza potrebbe scontrarsi (nel giro di un paio di settimane appunto) con un incremento considerevole di casi. I gestori di impianti e associazioni dovranno dunque attendere nuove comunicazioni e purtroppo, anche prepararsi al peggio.

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