l’ultimo libro di Vincenzo Gambardella



Nella circoscrizione municipale di un quartiere periferico di Napoli, accadono fatti al limite del grottesco e dell’incredibile, tratti dalla vita reale. Questo pamphlet dal gusto tragicomico descrive una quotidianità da trincea dove si fronteggiano protervia e ignoranza da una parte e burocrazia dall’altra. È la trama di “Banlieue 9, fermata Traiano. Cronache da una circoscrizione di frontiera”, l’ultimo libro di Vincenzo Gambardella, partenopeo di origine, capitolino di adozione, laureato in Economia, specializzato in mercati finanziari ed altro. 

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Un racconto breve e scorrevole, edito da Tout court edizioni. Narra delle vicissitudini di una donna, dipendente comunale, chiamata ad operare in un contesto tragicomico che accende i riflettori sullo stato della pubblica amministrazione partenopea. L’autore nel 2019 ha pubblicato il romanzo storico-biografico “Il leone degli Eletti. Da Bratislava alla Terra Promessa. La storia di Imi Lichtenfeld, il fondatore del Krav Maga”  (CSA-Let’s Print Edition). 
In quest’opera utilizza uno stile semplice e diretto, sovente con espressioni in dialetto napoletano.  Il risultato rievoca i lavori del Marcello D’Orta di Io, speriamo che me la cavo e la saga fantozziana di Paolo Villaggio. Una versione diaristica della “storia un’impiegata” da non intendere alla maniera deandreana, ma che pone l’accento su contesti periferici difficili, definiti ironicamente banlieue. In cui alla fine a trionfare su tutto è l’umanità.   



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