M5S, la bozza della discordia: “Basta invio di nuove armi a Kiev”. Di Maio: “La risulazione mette a rischio sicurezza Italia”

In vista del voto al Senato di martedì prossimo su un eventuale stop alle armi da inviare in Ucraina, nel dietro le quinte del Movimento 5 Stelle si sta consumando uno scontro tra la maggioranza legata all’ex premier Giuseppe Conte e la minoranza che fa riferimento al ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Con annesse accuse e contro accuse sulla stesura di una bozza di risoluzone che dovrebbe rappresentare la linea del Movimento. “Mette a rischio la sicurezza dell’Italia” dice Di Maio. E la viceministra grillina all’Economia Laura Castelli avverte: “Non voterei il documento”. Plaude l’iniziativa dei 5S, invece, l’ambasciatore russo in a Roma Sergej Razov: “”Non tutti in Italia sono d’accordo con l’invio di armi a Kiev”.

In queste ore gira una bozza di risoluzione in cui si parla di “non procedere, stante l’attuale quadro bellico in atto, a ulteriori invii di armamenti”. Ma di chi è? Questo documento chi lo ha redatto? La prima ipotesi è che rappresenti esattamente il punto di caduta di quanto va chiedendo da settimane Conte, cioè la sospensione delle forniture. La seconda ipotesi è che si tratti di un’indiscrezione, una sorta di “polpetta avvelenata” creata apposta per alzare la tensione all’interno del governo. Tanto che l’entourage di Conte ne smentisce ogni consistenza politica, perché in realtà si starebbe lavorando a un testo condiviso in coordinamento con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, il pd Enzo Amendola. L’obiettivo di questa documento è mettere nero su bianco che ogni novità di peso sulla vicenda ucraina – come appunto la spedizione di altri armamenti – passi dal Parlamento.

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Il testo della bozza

“Il conflitto in Ucraina dura ormai da oltre 100 giorni e sta assumendo sempre più le caratteristiche di una guerra di logoramento segnata dal mancato rispetto del diritto internazionale umanitario; il popolo ucraino sta difendendo strenuamente l’integrità territoriale del proprio Paese e sta combattendo per il proprio diritto all’autodeterminazione; dallo scoppio del conflitto l’Unione Europea ha inviato forniture militari all’Ucraina per almeno 2 miliardi di euro; Stati Uniti e Regno Unito hanno inviato armi a Kiev rispettivamente per 4,6 miliardi e un miliardo di dollari ed hanno già deciso ulteriori e ancor più consistenti forniture (anche di armi a lunga gittata)”. Così si legge nella bozza in questione, in vista dell’arrivo in aula di Mario Draghi.

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“L’Italia, in base a quanto disposto dall’art. 2-bis del decreto legge 25 febbraio 2022 n. 14 convertito con modificazioni dalla legge 5 aprile 2022 n. 28 recante ‘Disposizioni urgenti sulla crisi in Ucraina’, ha già emanato 3 decreti ministeriali (Decreto 2 marzo 2022, Decreto 22 aprile 2022 e Decreto 10 maggio 2022) che hanno previsto l’invio di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari; il supporto fornito in questi mesi dall’Unione Europea all’Ucraina da un punto di vista economico e finanziario, nell’accoglienza dei profughi e nonché nel sostegno alla capacità ucraina di difesa, dovrà essere accompagnato da un rafforzamento dell’azione diplomatica vista l’urgenza che il perdurare del conflitto impone”, si legge ancora nella bozza.

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Di Maio: “Risoluzione mettte a rischio siurezza nazionale”

Contrario alla linea dei 5S al Senato il ministro Luigi Di Maio. “Ho letto che in questo ore c’è una parte del Movimento che ha proposto una bozza di risoluzione che ci disallinea dall’alleanza della Nato e dell’Ue – dice il titolare della Farnesina da Gaeta – la Nato è un’alleanza difensiva, se ci disallineamo  mettiamo a repentaglio la sicurezza dell’Italia”.

Castelli: “Non voterei il documento dei 5S”

Polemica anche la viceministra grillina dell’Economia Laura Castelli. “La posizione dei mie colleghi 5S contro l’invio delle armi all’Ucraina una posizione non potrà vedere  tutta la maggioranza d’accordo. Mi auguro che non sia questa la strada, perché la situazione è veramente molto importante e sul filo di lana. Io di sicuro non voterei una risoluzione, qualora presentata dal mio gruppo, che va fuori dalla collocazione storica dell’Italia”.

L’ambasciatore russo in Italia: “Non tutti d’accordo con invio armi a Kiev”

Interviene rispetto alla risoluzione anche l’ambasciatore russo in Italia Serge Razov. “La logica secondo cui la massiccia fornitura di armi all’Ucraina sarebbe un mezzo per arrivare alla pace mi sembra quantomeno bizzarra – ice – In sostanza si tratta di alimentare all’infinito la situazione di conflitto e di moltiplicare vittime e distruzioni. Questa logica, a quanto mi risulta, è lungi dall’essere condivisa da tutti, anche in Italia”. E poi, in un’intervista a Scenari internazionali aggiunge: “Il fatto è che le armi italiane saranno utilizzate per uccidere militari russi. Questo introduce nelle nostre relazioni bilaterali un altro elemento negativo che non possiamo ignorare”.

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La replica di Castellone

“Stiamo lavorando a una risoluzione di maggioranza, sono in corso riunioni tra capigruppo, presidenti delle commissioni Politiche Ue di Camera e Senato con il sottosegretario Amendola sulla risoluzione di maggioranza. Il punto Ucraina sarà inserito lunedì”. Lo precisa la capogruppo M5S al Senato Mariolina Castellone, a proposito della bozza di risoluzione, circolata nelle ultime ore, dove si impegna il governo a non procedere con ulteriori invii di armi all’Ucraina. “Forse è uno dei tanti documenti circolati nei giorni scorsi che potevano essere punti di partenza, ma non è quella la risoluzione a cui stiamo lavorando”, rimarca Castellone.

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