Ma quale animale solitario: anche lo squalo tigre ha i suoi amici

Provate a cercare informazioni su Internet riguardo allo squalo tigre: troverete scritto ovunque che è un animale solitario, che va a caccia di notte e che fa di tutto per tenersi alla larga dai suoi simili. La sua fama di eremita viene ora smentita da uno studio pubblicato su Frontiers in Marine Science, che dimostra come, al contrario, lo squalo tigre è in realtà un animale di compagnia; non nel senso che vive in branchi numerosi o che ha strutture sociali complesse, ma che dimostra di avere una forte preferenza per alcuni dei suoi simili, con i quali va a caccia e ai quali si accompagna per gran parte della vita.

Problema! Lo studio dimostra anche che il fatto che gli squali tigre siano diventati un’attrazione turistica è un problema per i loro legami sociali.

Lo squalo tigre può passare settimane o addirittura mesi in mezzo all’oceano cacciando in completa solitudine: anni di studi di questo suo comportamento ci hanno dato l’impressione che si tratti di un animale che odia il contatto con altri squali. Lo studio condotto dalla Zoological Society di Londra, però, smentisce questo assunto: per tre anni, i ricercatori hanno studiato il comportamento degli squali tigre che vivono intorno a una spiaggia chiamata Tiger Beach, nelle Bahamas. Qui hanno scoperto che gli esemplari non nuotano in solitudine, ma tendono a formare gruppi sociali composti da una manciata di individui, e che rimangono insieme per tutto il tempo trascorso nei dintorni della spiaggia.

Tanto cibo. Tiger Beach è una zona particolarmente ricca di cibo, e dunque attira molti squali tigre: è possibile che le nascita di queste reti sociali sia favorita dall’alta concentrazione di individui, e che i gruppi si sciolgano una volta che tornano a nuotare nell’oceano.

Lo studio aveva anche un secondo scopo, e cioè scoprire quali siano gli effetti della presenza umana sulla società degli squali tigre. Negli ultimi anni, infatti, sono sempre più frequenti le compagnie turistiche che organizzano viaggi in barca fino alle aree dove si riuniscono gli squali; una volta lì, l’operatore getta del cibo in mare e permette ai turisti di godersi lo spettacolo degli squali tigre.

Gruppi casuali. Lo studio spiega che anche in questo caso questi animali formano gruppi sociali, che però sono casuali, e cambiano composizione in continuazione: secondo gli autori è un segno che la presenza umana ha un effetto negativo sulla loro socialità, e obbliga gli squali a riunirsi con chi capita, e non con gli esemplari che preferiscono. Per fortuna questa  disgregazione sociale è temporanea: una volta che gli umani se ne vanno gli squali tigre ricostituiscono i loro gruppi “ideali”.

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