Mariupol come Aleppo e Grozny: Putin non si fermerà

Da una parte Russia e Bielorussia dice di aver preso Mariupol. Dall’altra l’Ucraina e gli alleati dicono che non ci sono prove che l’assedio abbia raggiunto il suo obiettivo. La realtà è che, in un caso o nell’altro, Mariupol non esiste più. La città è stata completamente rasa al suolo e sia che rimanga ucraina che diventi russa o parte delle repubbliche del Donbass poco cambia. Chiunque la controllerà avrà solo un mucchio di macerie e migliaia di corpi da sotterrare. Secondo le prime stime, potrebbero essere almeno 22mila i morti.

È chiaro che in una situazione del genere stare lì a valutare chi stia vincendo o perdendo è davvero relativo, sebbene abbia un valore dal punto di vista militare e di prospettiva dell’offensiva. Ecco, appunto. La prospettiva dell’offensiva. Secondo alcuni, Putin dopo aver preso Mariupol si fermerà. Secondo altri punterà al massimo ad arrivare a Odessa per aver il controllo totale sul mare. Uno scenario geopolitico su cui ragionare in caso di negoziati. Magari il presidente della Federazione Russa potrebbe “accontentarsi” del Donbass e fermarsi.

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La distruzione di Mariupol, così come è stata realizzata, racconta altro. Mariupol viene esposta come esempio da parte di Putin di cosa sia in grado di fare l’esercito russo. Ha fatto lo stesso a Grozny prima e ad Aleppo poi. È il manifesto del potere distruttivo russo. È il modo con il quale Putin dice al mondo intero: “Questo è ciò di cui sono capace. Cosa volete fare?”. In queste settimane, grazie alla resistenza ucraina, si sta diffondendo una falsa convinzione. Secondo molti la resistenza ucraina ha messo in evidenza tutte le carenze dell’armata russa.

Un’armata che non sarebbe forte così come abbiamo sempre immaginato. Nulla di più sbagliato. Purtroppo, la Russia ha messo in atto solo una piccolissima parte della sua capacità distruttiva in Ucraina. Una capacità che Putin dosa in baso a quanto vuole alzare il livello dello scontro. Noi occidentali ci riempiamo la bocca di una possibile incapacità dell’esercito russo perché abbiamo sempre ignorato la guerra in Siria così come facemmo con la guerra in Cecenia. È a quegli scenari di guerra per capire quanto l’armata russa sia pericolosa. Magari non organizzata come si potrebbe credere ma non per questo meno distruttiva.

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Sono due cose ben distinte. L’esercito russo è capace di sventrare l’Ucraina così come ha fatto con la Siria e chi dice il contrario è vissuto su Marte negli ultimi 10 anni. Potremmo anche pensare che i russi siano meno efficienti di ciò che crediamo ma questo non cambierà il risultato. Porterà a un maggiore impiego di risorse e perdite di vite umane, ma ciò non significa che il risultato non sarà lo stesso. Meno efficienza appunto, ma efficacia identica. Mariupol ne è la prova e noi stiamo giocando col fuoco sulla pelle degli ucraini.

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