Meglio lavorare 10 mesi in più o andare in pensione con Opzione Donna, ecco cosa cambia per molte

Meglio lavorare 10 mesi in più o andare in pensione

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A volte bastano 12 mesi di lavoro in più per prendere anche il 30% in più di pensione. Pochi mesi di lavoro, che consentono di ampliare le opzioni a disposizione di una lavoratrice, per esempio. Infatti fino a quando per andare in pensione un lavoratore ha una sola scelta, non può certo pensare alla convenienza. 

Non ci sono scelte che tengono se l’unica via per lasciare il lavoro è quella che penalizza l’assegno. Un tipico esempio di quello che può accadere quando un lavoratore può scegliere tra due diverse misure previdenziali è il caso di chi rientra in Opzione Donna, ma piuttosto avanti con gli anni.

Meglio lavorare 10 mesi in più o andare in pensione con i tagli di assegno

Opzione Donna è stata rinnovata per un altro anno della Legge di Bilancio del Governo. Un rinnovo però che ha introdotto anche qualche modifica alla misura rispetto al passato. Infatti l’Opzione Donna nel 2023 è una misura che non distingue più le lavoratrici tra dipendenti e autonome. La nuova versione di Opzione Donna  differenzia le lavoratrici  in base a diversi altri parametri, a partire dai figli avuti. Se fino al 2022  potevano lasciare il lavoro con Opzione Donna le lavoratrici dipendenti con 58 anni di età e le lavoratrici autonome con 59 anni di età, nel 2023 si cambia. Infatti le lavoratrici che possono uscire dal lavoro adesso sono quelle che compiono 60 anni di età. Solo chi ha avuto figli durante la vita gode di sconti e agevolazioni, fino a massimo 24 mesi rispetto all’età pensionabile della misura.
Quando sfruttare Opzione donna

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Perché conviene Opzione Donna e perché a volte meglio evitare

Con un figlio si può sfruttare Opzione Donna a 59 anni di età. Con due o più figli invece, si può uscire già a 58 anni di età. In più esistono limitazioni di platea, perché l’uscita è ammessa per disoccupate, assunte in aziende in crisi, invalide o caregivers. Ma se a 58, 59 o 60 anni la convenienza è fuori dubbio, non è così se l’età di chi può scegliere Opzione Donna è più alta. E lo stesso per chi ha una carriera già abbastanza lunga. Per esempio, se una lavoratrice ha giù 41 anni di contribuzione versata, forse sarebbe meglio andare verso la pensione anticipata ordinaria.

Lavoratrice con 41 anni di contribuzione

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Con soli 10 mesi di lavoro in più infatti si eviterebbe il taglio di oltre il 30% per via del ricalcolo contributivo della prestazione. Meglio lavorare 10 mesi in più o andare in pensione con un assegno più basso in questo caso non lascia spazio a dubbi. Perché una volta arrivate a 41 anni e 10 mesi per le lavoratrici la pensione anticipata sarebbe cosa fatta e con calcolo misto della prestazione.

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