Meloni: no al reddito. Salvini: “Iva a zero su pane e latte”

Salvini dalla Versilia, la Meloni in un video sui social. I due leader di centrodestra annunciano le priorità di un futuro governo a trazione Fdi, Fi e Lega. Per la Meloni una di queste è l’abolizione del reddito di cittadinanza partorito dai M5s e la sua sostituzione con uno strumento a tutela di disabili, over 60 e famiglie con minori a carico privi di reddito. «Il reddito di cittadinanza, costato ben 9 miliardi (l’anno) allo Stato, ha completamente fallito come strumento di lotta alla povertà e come misura di politica attiva del lavoro – spiega la leader Fdi -. Un cittadino che può lavorare, deve essere aiutato a trovare un posto di lavoro, perché l’unico modo per sconfiggere veramente la povertà è il lavoro, non l’assistenzialismo dello Stato». Anche per Salvini il Rdc va profondamente cambiato «perché così non funziona. Ha funzionato la parte assistenziale ma non quella di reinserimenti al lavoro. Come lo si modifica? Lasciandolo a chi non può lavorare mentre per chi può lavorare se rifiuti anche una sola offerta perdi subito il beneficio» spiega il leader leghista intervenendo alla Versiliana.

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L’ex ministro dell’Interno ha un programma per i primi cento giorni di governo. «L’abbassamento delle tasse sarà una delle priorità nei primi 100 giorni di governo. Vogliamo estendere la flat tax, di cui oggi già godono 2,5 milioni di lavoratori delle partite iva, anche ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e alle famiglie a partire dai 50mila euro lordi annui. È una cosa che già funziona in Italia in decine di paesi del mondo». Poi, altra proposta, «cancellare l’Iva su beni di prima necessità, pane pasta latte», un intervento «che ha un costo di 1 miliardo a trimestre, quindi ampiamente affrontabile». Poi, sul lavoro, «bisogna introdurre subito alcune cose che sono state cancellate, come i voucher: è meglio un lavoro a tempo che un lavoro in nero o la disoccupazione a oltranza». Per questo occorre «azzerare il codice degli appalti o i soldi Pnrr per metà non verranno spesi. C’è necessità di tagliare i tempi della burocrazia». Insieme la riforma della giustizia, senza la quale «l’Italia non sarà mai un Paese moderno». Poi due cavalli di battaglia: rottamazione delle cartelle esattoriali e cancellazione della Legge Fornero. Quanto ai futuri ministri, Salvini ribadisce che per lui sarebbe meglio definire almeno tre nomi (per Esteri, Economia e Giustizia) prima del voto.

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