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Migranti, la nave di Banksy salva oltre 200 migranti nel Mediterraneo e chiede aiuto: «Siamo bloccati»

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La nave Louise Michel, finanziata dall’artista britannico Banksy, è intervenuta stanotte in soccorso di un barcone alla deriva con 130 persone a bordo nel Mediterraneo. Sono stati distribuiti giubbotti di salvataggio, ha reso noto l’equipaggio su twitter, segnalando che «a bordo c’è già una persona morta. Gli altri migranti hanno ustioni da carburante e sono in mare da giorni». La nave – che prende il nome da un’anarchica femminista francese del XIX secolo, Louise Michel, ed è decorata con i graffiti dell’artista britannico – è partita il 18 agosto dal porto spagnolo di Borriana, vicino a Valencia e prima dell’ultimo soccorso aveva già recuperato 89 persone nel Mediterraneo centrale, tra cui 14 donne e due bambini.

Gli appelli via Twitter

L’imbarcazione che adesso ospita 219 migranti e 10 membri dell’equipaggio ha lanciato un appello alla guardia costiera italiana e alle forze armate maltesi per un pronto intervento.La nave non è stato in grado di andare avanti a causa del sovraffollamento e 33 persone sono state lasciate su una zattera di salvataggio. La Louise Michel ha lanciato altri SOS via Twitter per denunciare la situazione insostenibile a bordo: « L’equipaggio è riuscito a mantenere stabile la Louise Michel per quasi 12 ore. I nostri nuovi amici ci hanno detto che hanno già perso 3 di loro nel loro viaggio. Con il cadavere nella nostra unica zattera di salvataggio, sono 4 le vite perse a causa di Fortress Europe… e stiamo ancora aspettando».

Sea Watch cambia rotta e prende di mira l’Unione Europea

Per adesso in soccorso della nave di Bansky è intervenuta solo la Sea Watch 4 che in un tweet ha preso di mira il silenzio dell’Unione Europea: « Poiché la Louise Michel non è in grado di manovrare mentre è alle prese con un altro disperato salvataggio, la Sea Watch 4 – (che si trova) ancora ad oltre 4 ore di distanza – ha cambiato rotta per assisterla. Il motivo? Perché le autorità europee negano l’assistenza ancora una volta. La Ue si vergogni!».

29 agosto 2020 (modifica il 29 agosto 2020 | 16:02)

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