Monete in bimetallo: hai ancora questa?


Spesso ci capita di avere sotto mano delle monete che presentano due colori diversi. Questo tipo di moneta è detta “in bimetallo” o bimetallica. Le monete in bimetallo sono particolarmente diffuse in quanto la loro particolare struttura le rende più difficili da falsificare, ed è per questo motivo che le troviamo solo per i valori più alti. Ma quali sono le monete bimetalliche di valore in cui potremmo, più o meno inconsapevolmente, imbatterci? Scopriamolo insieme.

Cosa sono le monete in bimetallo?

Le monete in bimetallo sono, come dice la parola stessa, composte da due o più metalli. Come detto, strutturandole in questo modo una eventuale riproduzione non autorizzata diventa non solo più complicata, ma anche più dispendiosa, scoraggiando i malintenzionati. Non tutti sanno, però, che l’Italia ha giocato un ruolo decisivo nella ideazione e messa in pratica di questo tipo di conio: è proprio nel nostro paese che è stato ideato e sviluppato il progetto. Il primo brevetto appartiene infatti alla Zecca dello Stato italiana, e l’ideatore è stato l’allora direttore della Zecca, l’Ingegnere Nicola Ielpo. La prima moneta al mondo ad essere coniata secondo questo sistema è stata quella da 500 lire: correva l’anno 1981. Da quel momento, le monete in bimetallo si sono diffuse nel resto del mondo e ad oggi sono più di 20 i Paesi che ne hanno adottato l’uso.

Le caratteristiche delle monete bimetalliche

Di quali materiali si compongono le monete bimetalliche? Per quanto riguarda le 500 lire nello specifico, essenzialmente si tratta di due diverse leghe:  l’Acmonital e il Bronzital. L’Acmonital (che altro non è che l’abbreviazione di “acciaio monetario italiano) si trova nella parte esterna, argentata, ed è composto da ferro, cromo e nichel (più altri elementi in percentuali inferiori). Il Bronzital è invece utilizzato per la parte centrale e si compone di bronzo, rame, alluminio e nichel.
Il primato italiano, però, non si limita “solamente” alla creazione di queste nuove monete, tutt’altro! Le monete in bimetallo delle 500 lire italiane sono state infatti anche le prime a riportare le indicazioni in braille per i non vedenti. In più, per la prima volta le illustrazioni incise sulla loro superficie sono state, per la prima volta, a firma di una donna: Laura Cretara.

Quanto valgono le monete in bimetallo?

Se quindi rovistando in casa trovate sotto forma di monete in bimetallo delle 500 lire coniate tra il 1981 e il 2001, prendetevi un attimo per ammirarle! Purtroppo non potrete fare molto altro, dal momento che il loro valore non si direbbe elevatissimo, anzi. La tiratura di queste monete è stata particolarmente alta (quasi 2 miliardi), per cui generalmente il valore non va oltre i 4€. Molto dipende però dal disegno che trovate sul dritto, in quanto ne esistono diverse versioni che si basano sulla dimensione della testa femminile e della firma dell’autrice, Laura Cretara.
Esistono dei casi in cui il valore può salire, come per esempio nel caso di 500 lire coniate tra il 2000 e il 2001, che possono arrivare a 10€. La variante del 1985 con la testa media e la firma piccola può valere fino a 25€, mentre, infine, la variante “testa media e firma piccola” può arrivare a 40€.

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