Notizie H24

Scopri tutti gli aggiornamenti e le notizie del giorno in tempo reale!

Morale della favola | Padova, anche dai ghetti nascono i fiori

Condividi Tramite:



Sedici anni dopo i muri dei palazzi di via Anelli smettono di gridare il dolore della comunità africana. L’eco perpetuo rimbalzava tra gli edifici che venivano chiamati Bronx ma che nulla avevano a che fare con i toni caldi dei quartieri afro newyorkesi. Via Anelli, il complesso Serenissima, era più simile a uno scorcio rubato all’ex Jugoslavia, un tempio del degrado che ha risucchiato diritti e dignità. A Padova l’odio per il diverso probabilmente nacque lì, in quella strada intitolata a Luigi Anelli, storico, politico, patriota e scrittore: un nome stuprato e divenuto sinonimo di droga, prostituzione, emarginazione. Ieri è stata scritta, una volta per tutte, la parola fine. Una benna con le sembianze di un T-Rex ha dilaniato a morsi la sesta e ultima palazzina.È la demolizione destinata a cancellare lo scempio e a riportare lo Stato. Qui dove un tempo giravano eroina, cocaina e schiave metterà su casa la Polizia con una nuova Questura. «Oggi ci dicono che siamo liberi solo per incatenarci alla povertà, in questo ghetto», era la vernice spray rossa a imprimere sui muri la rabbia della banlieue padovana. Duecento residenti ufficiali e quasi mille clandestini. Fantasmi stipati negli appartamenti di 28 metri quadrati ciascuno, nati per ospitare gli studenti universitari d’Italia e d’Europa. Ci furono le bande, i regolamenti di conti a colpi di machete. «Guidavo i bus del trasporto pubblico, salivano gli africani e mi mostravano fogli di carta con scritto a penna: Padova, via Anelli», racconta Roberto Zuin. E così via Anelli è diventata via Anelli. Gli studenti sono scappati e sono rimasti solo gli extracomunitari.
Che poi è la storia di tanti altri ghetti d’Italia, l’Hotel House di Porto Recanati o il quartiere Begato di Genova per citarne alcuni. Flavio Zanonato, ex ministro dello Sviluppo economico del governo Letta, venne battezzato sindaco-sceriffo per la scelta coraggiosa di installare un muro tra il complesso residenziale in degrado e le altre case. Ma anche in un ghetto possono nascere i fiori. Marvellous e Bevelyn, fratello e sorella, oggi hanno 19 e 18 anni. Sono nati in via Anelli da mamma Esohe e da papà Osaretin, nigeriani giunti in Italia come clandestini nel 1997. Marvellous frequenta un istituto a indirizzo odontotecnico, mentre Bevelyn studia da operatrice socio sanitaria e ha intrapreso una carriera sportiva: veste la maglia della Nazionale italiana di pallamano Under 17.
Vuoi rimanere sempre aggiornato in tempo reale su ogni notizia pubblicata di notizieh24.eu? puoi trovarci su Google News!


Potrebbe interessarti anche...
Enable referrer and click cookie to search for pro webber