Morto di caldo in un campo: non bastano le ordinanze, bisogna abolire la schiavitù

Camara Fantamadi è morto di caldo in un campo. A soli 27 anni non c’è l’ha fatta a sopportare la prova disumana a cui era stato sottoposto. Erano pochi giorni che era arrivato in Puglia per lavorare. Per sei euro all’ora. Sotto un sole cocente e 40 gradi di temperatura. Bisogna dirlo senza aver paura di usare le parole giuste. Camara era uno schiavo. Nel 2021 in Italia esiste la schiavitù. In molti diranno: “Ma come la schiavitù è stata abolita per legge”. Si, ok, ciao. La schiavitù esiste e si rinnova ogni anno nelle nostre terre.

Onestamente mi ha fatto ridere l’ordinanza del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. L’ordinanza per la quale non bisogna lavorare nelle ore più calde della giornata, dalle 12 e 30 alle 16. Mi ha fatto molto ridere perché sembra essere scritta da un marziano e non da uno che da anni fa l’amministratore di professione in Puglia, Sindaco di Bari dal 2004 al 2014 e poi presidente della Regione al suo secondo mandato consecutivo. Eppure se ne esce con un’ordinanza che sembra prendere in giro i morti nelle campagne pugliesi di questi anni.

A leggerla, l’unica soluzione credibile è che in realtà sia stato rapito dagli alieni. Ma come può venire in mente a un amministratore che conosce il suo territorio di mettere nero su bianco una cosa del genere? Emiliano non può non sapere che queste persone lavorano anche per tre euro all’ora per 12 ore. A partire dall’alba e a volte fino al tramonto. Senza acqua. Ripeto, senza acqua, perché chiederla al caporale di turno potrebbe irritarlo. La maggior parte di loro sono completamente invisibili. Si calcola che almeno in 150mila siano senza documenti. La maggior parte di loro lavora proprio in Puglia e in Calabria.

Non ci fermeremo nemmeno con il prossimo morto di caldo in un campo

Il presidente della Regione Puglia però non si è incatenato davanti a una prefettura chiedendo maggiori controlli nei campi della sua regione. Ha firmato un’ordinanza a caldo, quasi come a voler placare il clamore del momento. Ma secondo Emiliano, gente che sfrutta il sangue e il sudore della gente, facendoli lavorare in schiavitù, se ne fregherà mai di un’ordinanza regionale che pone un limite orario? Si preoccuperà di guardare l’orologio e alla mezza dire: “Ragazzi, fermi tutti. È la mezza. Riposatevi, ci rivediamo alle 16”? Fino a dove arriverà la nostra ipocrisia e quella di chi ci amministra?

Probabilmente non servirà a nulla un altro morto di caldo in un campo. La verità è che non ce ne frega niente e tra qualche ora avremo dimenticato il nome di Camara come abbiamo fatto con tutti gli altri. Tanto a morire sono loro. Noi mangeremo il nostro piatto di pomodori e berremo un ottimo vino. Al massimo firmeremo un’ordinanza. L’ennesimo, inutile, foglio di carta mentre la gente continua a morire. La verità è che la schiavitù ci conviene solo che non abbiamo il fegato di ammetterlo.

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