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Napolitano, Kiefer e i divi di Hollywood Uniti da un vulcano

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A Stromboli, specie quando cala il buio, pare che il tempo si sia fermato. Qui non ci sono le auto né illuminazione pubblica. Le notti hanno la stessa magia di quel 1949 in cui Roberto Rossellini e Ingrid Bergman s’innamorarono e vennero a girare qui il loro film o di quando ci passò Lord Byron. Navigava annoiato da giorni, poi una notte, dalla barca, assistette a un’eruzione del vulcano, alla pioggia di sassi e lapilli che rotolava lungo la «sciara del fuoco». Restò sdraiato fino all’alba a guardare, poi scendendo in cabina, disse all’amico E. J. Trelawny: «Se vivo un altro anno, vedrai questa scena in un poema».

I botti

«Iddu», come chiamano lo Stomboli da queste parti, è una presenza immanente che ancora borbotta più volte all’ora e dà spettacolo di notte. Da due secoli richiama visitatori da tutto il mondo e ora, per i noti motivi, soprattutto italiani. C’è chi sbarca a Stromboli e un attimo dopo riparte, turbato dai botti e chi quei botti li ama, come se ci riconoscesse il battito della natura. Raccontano Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che qui hanno avuto casa dagli anni 90, che i loro ospiti, Tom Cruise, Naomi Campbell, impazzivano per il vulcano e che Madonna con Iddu ci parlava. Loro non hanno mai avuto paura: «Appena smette, non vedi l’ora che riprenda», hanno detto al Corriere, un anno fa, quando hanno messo in vendita la loro villa, 500 metri quadrati a picco sul mare, preferendo venire a Stromboli in barca perché la casa «era più adatta ai ragazzacci che siamo stati». Qui la natura è forte, il caldo feroce, le scarpinate sono inevitabili. Però Giorgio Napolitano, villeggiante storico per decenni, da presidente della Camera e anche della Repubblica, si è arreso solo 90enne. Per ora, la villa di D&G è invenduta. Sei zeri sono troppi per tanti, specie su un’isola dove c’erano più collegamenti 50 anni fa che oggi. È andata deserta per due volte l’asta della casetta rossa (mezzo edificio, in realtà), dove Ingrid Bergman alloggiò assediata dai fotografi. Dava scandalo perché era sposata, mamma e adultera e perché il regista Rossellini aveva lasciato per lei Anna Magnani, la quale, per dispetto, stava girando un film concorrente a Vulcano. La prossima vendita senza incanto è fissata per il 13 novembre, prezzo calato a 532.500 euro dai 700 mila iniziali e nessuno, Comune o Regione o altro, che abbia presentato un’offerta per farne magari un piccolo museo.

Bellezza abbagliante

Stromboli, mai come in tempi di Covid, è la sintesi dell’Italia e delle sue contraddizioni. Abbagliante è la sua bellezza, ma spesso barbaro il turismo pendolare da Calabria e Sicilia con sbarchi di migliaia di persone che si assembrano nei vicoletti senza mascherina, spendendo poco, ripartendo anche dopo solo un’ora e mezza. Il 30 luglio, il sindaco ne ha scaglionato gli accessi ed è già qualcosa per chi teme la pandemia qui mai arrivata e per chi ama la pace di questo pezzo di Eolie. Per anni, l’associazione Difendi Stromboli e lo stesso sindaco Marco Giorgianni hanno lottato, e poi perso, contro l’apertura di un chiosco di aperitivi sulla «spiaggia lunga», la più isolata e incontaminata. Il vicepresidente dell’associazione Gianluca Verzelli è scorato: «Sentiamo lo Stato lontano. L’immondizia nelle strade è un problema. Anni fa qui c’erano 11 carabinieri e 9 finanzieri, oggi restano tre eroici carabinieri che diventano quattro d’estate e fanno dieci mestieri: controllano gli accessi abusivi al vulcano e i gitanti senza mascherina». Tuttavia, racconta, «c’è una Stromboli che resiste: Vince Cusolito e il figlio Giorgio hanno reinnestato tremila antiche viti strombolane di Malvasia, sparite dagli anni 30 e l’associazione Attiva Stromboli ha aperto un frantoio che mancava da un secolo». I giovani si danno da fare. Nella «Gioacchino Boutique» sulla spiaggia di Fico Grande, ora, ci sono le figlie del fondatore e Delfina Letizia, classe 1990, diplomata all’Istituto Marangoni di Milano, firma una collezione di abiti coi colori forti di questa terra.

Gli artisti

Intanto, gli alberghi sono aperti. La Sirenetta, la Sciara, la romantica Locanda del Barbablu… Lo sono i ristoranti: sull’Osservatorio si cena illuminati dalle eruzioni; da Zurro, si mangia guardando l’isolotto di Strombolicchio; al Canneto, ci si vede anche la mattina per una granita alla mandorla. Al Bar Ingrid in piazzetta, la vista è spettacolare. C’è poi la Stromboli amata dagli artisti. La gallerista Lia Rummo ha casa da vent’anni: «Quest’isola non ha lasciato indifferente nessun mio ospite. William Kentridge ha disegnato lo Strombolicchio. Anselm Kiefer ha volute le pietre di Stromboli. Marina Abramovic ha realizzato foto ispirate a Bergman e Magnani». Abramovic prese poi casa, dopo venduta a Nicoletta Fiorucci, che col suo Fiorucci Art Trust ospita artisti internazionali che ogni anno allestiscono il festival Volcano Extravaganza. In questo 2020 no, causa Covid, però Stromboli resta ancora un luogo da mettere in un poema.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

30 agosto 2020 (modifica il 30 agosto 2020 | 11:17)

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