«Nel 2023 la crescita sarà zero»- Corriere.it

Lo definisce «un quadro fosco, zavorrante» Francesca Mariotti, direttore generale di Confindustria, dopo aver ascoltato le cifre del Rapporto di previsione presentato ieri a Roma e realizzato dal Centro Studi dell’associazione di viale dell’Astronomia. Numeri che prevedono un 2023 con «crescita piatta» e il direttore del Centro Alessandro Fontana quasi la sussurra quella parola: «Il quadro è in peggioramento, ci aspettiamo una stagnazione».

Se il Pil nel 2022 segnerà complessivamente un +3,4%, secondo Confindustria già nell’ultimo trimestre dell’anno (il IV) il segno diventerà negativo con un meno 0,6% e nel primo trimestre 2023 resterà sotto lo zero con -0,3%. Una leggera ripresa potrà esserci a partire dal secondo trimestre con un +0,2%, «ma si tratterebbe di un mero recupero dei livelli di attività perduti nei 6 mesi precedenti», la crescita dunque nel 2023 si avvia ad essere «molto bassa o negativa».

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Scenderanno gli investimenti delle imprese dopo lo slancio della prima parte del 2022, sia per gli elevati costi energetici, un vero e proprio «choc energetico che abbatte le prospettive di crescita», sia per le tensioni sul commercio mondiale, sia per i rialzi dei tassi «che avranno un impatto negativo sul costo del credito.

Le risorse del Pnrr , dice lo Confindustria, «esercitano una significativa spinta agli investimenti in Italia». Ecco perché la sua piena attuazione è fondamentale, spiega Lilia Cavallari, presidente dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio: «È efficace per la crescita, anche se spostata al 2024-2026, dalla sua attuazione si attende un impatto forte sul Pil per il quale rappresenta il 2,7%, è un motore di crescita per alimentare l’economia». Ma anche sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, avverte Confindustria, pesano e peseranno gli altissimi costi energetici che per le imprese italiane si sono tradotti in 110 miliardi di euro in più di spesa.

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E la prevista frenata dell’export, dopo l’ottima prestazione di inizio 2022, non aiuterà le aziende. Giù anche i consumi delle famiglie già ora in calo per l’inflazione arrivata all’8,9%. E l’extrarisparmio accumulato pari a 126 miliardi di euro non basterà a coprire le spese. Di quei 126 miliardi, sottolinea Fontana, «13 sono stati già erosi dall’inflazione». Dopo l’exploit dell’ultimo anno, anche l’occupazione calerà: Confindustria prevede un -0,1% nella prima parte del 2023.

Nuovi interventi del governo? Cavallari invoca piuttosto «una politica fiscale comune a tutta l’area Euro». Mentre Fabrizio Balassone di Bankitalia invoca la necessità di «passare il più velocemente possibile alle energie alternative». Mariotti parla di «emergenza nazionale» per cui interventi come quelli finora predisposti dal governo «non saranno né sufficienti né possibili: questa è una crisi che richiede più Europa».

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