Nicola Fratoianni: “Chi sono le “frattaglie” lo decidono gli elettori. Costruiamo una coalizione antidestre”

Il segretario di Sinistra italiana replica a Calenda: «Mi faccio scivolare le battute adosso, lavoriamo a un fronte contro le destre». «La destra italiana», dice Fratoianni, «è molto pericolosa per le cose che dice e pensa»

«Bisogna sconfiggere queste destre e bisogna mettere in campo una proposta che metta al centro i diritti sociali, la lotta per la disuguaglianza, l’aumento dei diritti dei lavoratori, la transizione ecologica infine. Tutti si devono sentire responsabili». Nicola Fratoianni non pone veti in vista del voto del 25 settembre ma fa proposte e si prepara a parlare con il segretario del Pd Enrico Letta: «Ci siamo sentiti molte volte negli scorsi mesi e lo continueremo a fare nelle prossime settimane». La sua battaglia è contro Giorgia Meloni e per lui il rapporto con il Movimento 5 stelle «va scongelato». 

A cosa puntate?
A noi interessa discutere per costruire un’alleanza che sia in grado di sconfiggere la destra. La destra si è dilaniata prima della caduta di Draghi, ma un minuto dopo si è riunita, dunque la prima cosa che mi sento di dire con grande forza che consideriamo quello che propone la destra un problema per il paese. La destra della flat tax che immagina di togliere a chi ha poco per dare ha chi ha molto. Quella che scatena la guerra contro i poveri, quella che nelle politiche energetiche pensa che bisogna investire nel fossile. Come Donald Trump pensa che se si innalza il livello del mare avremo più case vista mare.

Avete già parlato con il segretario del Pd Enrico Letta?
Ci siamo sentiti moltissime volte e continueremo a farlo esattamente come vogliamo discutere con altri. Ma tutti sono chiamati a sentirsi responsabili.

Voi non avete votato la fiducia al decreto Aiuti, ma adesso volete discutere con i partiti che facevano parte del governo Draghi.
Noi siamo stati all’opposizione di questo governo insieme a Europa Verde. Il voto ha aperto problemi in questa maggioranza, ma dico una cosa: nessuno può immaginare di fare una campagna elettorale sull’agenda Draghi. Quello è un governo di emergenza e di larga unità nazionale. Non esiste. Non pensiamo a quello che è accaduto ieri, noi guardiamo al futuro.

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Ma il Pd sembra di un altro avviso…
Non credo che voglia fare questo, perché è chiaro che non esiste. Oggi discutiamo dell’Italia dei prossimi anni, questo governo era nato fuori da qualsiasi perimetro legato all’attuale conformazione politica. O si pensa che si voglia fare un governo di quel tipo, come Carlo Calenda che cerca una formula trasversale. Serve un’alternativa di sinistra ambientalista che metta in campo proposte.

Lui ha già detto che non vuole mettersi in coalizione con le «frattaglie a sinistra». E ha menzionato lei e il coportavoce di Europa verde Angelo Bonelli.
Lo decidono gli elettori e le elettrici chi sono le frattaglie, aspettiamo il 25 settembre. Dice che con noi non ci può stare perché è un nuclearista, perché vuole rigassificatori nei porti e termovalorizzatori, perché ha idee diverse sul salario minimo. Io dico a tutti che c’è una possibilità: lavorare a un fronte molto ampio antidestra e affrontare i temi in maniera meno arrogante. Il tema è la politica, io guardo alle proposte. Mi faccio scivolare le battute addosso.

Quindi stareste in maggioranza con Azione?
Se qualcuno si propone di fare una larga coalizione per dare una prospettiva alternativa alla destra c’è una discussione. Di certo non considero praticabile un’ipotesi che faccia dell’agenda Draghi l’agenda del nuovo governo come Calenda continuamente invoca.

L’ipotesi di termovalorizzatore di Roma che ha innescato la crisi può essere ancora una volta un ostacolo per mettere in piedi un’alleanza?
Non credo che fosse una scelta necessaria e temo che continui a nascondere un problema. Questo mi sembra il paese in cui si costruiscono in ritardo le politiche, come dimostra il fatto che siamo vittime della minaccia di Vladimir Putin per il gas. Allo stesso modo le politiche sul ciclo dei rifiuti adesso hanno una loro importanza. Non è l’inceneritore di Roma che definisce la possibilità di costruire un’alleanza, stiamo discutendo del governo dei prossimi cinque anni.

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Invece vi trovereste bene con il Movimento 5 stelle che Calenda e il Pd sembrano escludere?
Io penso che il dialogo con il Movimento 5 stelle vada scongelato sulla base di una considerazione: questo governo era un governo di eccezione. Questa eccezione si è chiusa. Si tratta di fare un’altra discussione. Sono consapevole delle ferite che si sono prodotte nella società e di quello che ha comportato, ma non può essere il perimetro in cui si può costruire il futuro. Chi pensa che sia necessario opporre un’alternativa alla destra deve ragionare anche con il Movimento 5 stelle e non solo.

Ci saranno le primarie in Sicilia?
Certo che ci saranno. Si vota domani. Quella è una prospettiva per la Sicilia, sosteniamo Claudio Fava vinca e mi auguro che vinca, la miglior figura per governo di alternativa radicale alla destra siciliana, che coma abbiamo visto da Palermo è preoccupante.

Siete pronti ad allearvi con Matteo Renzi e Italia viva?
Noi non abbiamo mai posto veti individuali, ma immaginare di depositare un quesito referendario sul salario minimo senza sapere che non può essere depositato nell’anno pre-elettorale sia una bestialità. Significa che c’è una distanza di contenuto e di merito altissima, ma non ho mai posto vincoli o veti, la discussione riguarda la prospettiva. Mi pare poco utile costruire sovrapposizioni improprie tra quello che ha rappresentato il governo Draghi e quello che serve adesso.

La destra si è già lanciata nella campagna elettorale, sembrano tornati i temi pre-pandemia: immigrazione, sicurezza, pace fiscale, no al reddito di cittadinanza.
Una bruttissima impressione che non fa che confermarmi che la destra italiana è molto pericolosa per il paese per le cose che dice e che pensa. E non può che mettere in campo ricette pericolose: ha una cultura xenofoba e che riduce i diritti delle persone. Sul piano economico ha in mente soluzioni che allargano al disuguaglianza. Sulla transizione ecologica ha in testa scelte pericolose. L’Europa è schiacciata dalla siccità: che cosa deve succedere ancora per capire che il mutamento climatico è una tragedia? E cosa dovremo aspettare ancora?

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Il Guardian ha detto che dopo Draghi c’è il rischio di un governo guidato da Fratelli D’Italia, un partito post-fascista. Lei cosa ne pensa?
Mi sembra una definizione adeguata. Che deriva da quella storia mi sembra una tautologia. Continua a fare i conti con fenomeni che oggi qui e ora richiamano quella terribile storia è altrettanto evidente.

Di recente Fratelli d’Italia è stato anche colpito da vicende giudiziarie di cui nessuno parla. Indagato l’europarlamentare Carlo Fidanza, indagata la sindaca di Terracina insieme al portavoce Nicola Procaccini. Solidarietà tra i partiti? Pensate che possa accadere a tutti? Non è argomento da campagna elettorale?
Noi non temiamo nulla. Il punto non è se è da campagna elettorale, quando emergono fatti che attengono il rapporto tra politica e affari, e soprattutto con criminalità sono temi politici, non solo giudiziari e devono essere affrontati per quello che sono. Nel rispetto delle garanzie. Questo è un terreno di cui la politica deve occuparsi e bisogna leggere politicamente cosa significa l’aumento dei fenomeni corruttivi. Questo è un problema di interesse generale.

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