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Non ci sono tracce di sangue nell’auto di Viviana. La procura: “Ancora nessuna ipotesi su morte Gioele”

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PATTI (Messina) – Non ci sono tracce di sangue nell’auto di Viviana Parisi, dice il procuratore di Patti Angelo Cavallo in un comunicato. “Gli accertamenti genetici effettuati sui tamponi prelevati all’interno del mezzo e sul parabrezza hanno finora fornito esito negativo, anche per quanto riguarda la presenza di eventuali tracce di sangue”. E, intanto, il marito di Viviana, Daniele Mondello, fa sapere tramite l’avvocato Pietro Venuti che il parbrezza era già lesionato prima dell’incidente del 3 agosto. Dunque, il primo giro di verifiche della polizia scientifica fa perdere quota la pista che il piccolo Gioele sia rimasto ferito in modo grave nell’incidente in galleria, prima della fuga della madre nel bosco.

Ma, allora, com’è morto il bambino? Dice ancora il procuratore di Patti: “Il lavoro del collegio di consulenti incaricati degli esami autoptici, genetici e morfologici è tuttora in corso ed è nelle sue fasi iniziali; tale compito si preannuncia lungo, complesso e, per forza di cose, articolato in numerose sessioni”.

La settimana prossima, i medici legali Daniela Sapienza ed Elena Ventura Spagnolo esamineranno il cranio del bambino, alla ricerca di eventuali lesioni o fratture. Intanto, si esaminano le immagini della Tac. Se Gioele non è morto per le ferite dell’incidente, allora potrebbe essere stato aggredito. Da chi? Dagli animali, o forse potrebbe essere rimasto vittima di un gesto estremo da parte della madre, che soffriva di disturbi psichici? “Allo stato – ribadisce il capo della procura – non è ancora possibile formulare alcuna seria ipotesi sulle cause di morte del piccolo Gioele”. Ma il cerchio delle ipotesi si va restringendo.

Nei giorni scorsi, il procuratore Cavallo ha chiesto anche al professore Massimo Picozzi di stilare un profilo psichiatrico della donna, che già due volte era stata accompagnata dai familiari al pronto soccorso, a Barcellona Pozzo di Gozzo e a Messina. La secondna volta, dopo avere ingerito otto compresse di un potente antipsicotico. A marzo, Viviana aveva detto ai medici di soffrire di “stati d’ansia e crisi depressive”; a giugno, aveva parlato di “problemi psichiatrici”.

Oggi pomeriggio, la Scientifica effettuerà nuovi accertamenti “tecnici non ripetibili” sulla montagna di Caronia. In casolari, allevamenti e abitazioni rurali che si trovano nei pressi dei luoghi dove sono stati ritrovati i corpi senza vita di Viviana Parisi e del figlio di 4 anni. Gli esami saranno eseguiti con il Luminol, per cercare eventuali tracce di sangue, si procederà anche all’identificazione degli animali presenti sul posto.

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