Non conta se a morire sia Luana di 22 anni, conta che si muore sul lavoro a tutte le età

La fine straziante di Luana D’Orazio, una giovane donna di soli 22 anni, mamma di un bambino di cinque, inghiottita da una macchina tessile. Un atroce morte sul lavoro che cancella ogni tipo di celebrazione di quella giornata del primo maggio con il suo concertone che tante polemiche ha destato. 

Di quali diritti dei lavoratori, di quali tutele, di quale sicurezza sul lavoro e di quale tipo di lavoro si deve parlare, di quali innovazioni nei processi organizzativi, se nel 2021 questa orribile tragedia ci ricorda e ci sbatte in faccia i numeri dei decessi sul lavoro? Le cifre non sarebbero diminuite neanche durante la pandemia quando molte attività si sono fermate. Il tremendo paradosso è che molti lavoratori, specialmente quelli in prima linea negli ospedali o nei supermercati, sono morti anche a causa della pandemia stessa. 

Una giovane vita spezzata a soli 22 anni quella di Luana mentre stava lavorando a un orditoio, una macchina che ordina i fili, tesse e cuce di un’azienda manifatturiera di Montemurlo, in provincia di Prato. Risucchiata atrocemente, come hanno detto i suoi compagni di lavoro, dal rullo della macchina dove era rimasta impigliata, senza che ci fosse la possibilità di poter intervenire per salvarla. 

Una macchina senza nessun dispositivo di sicurezza preventiva che potesse arrestare quel mortale ingranaggio?Mentre ci riempiamo la bocca di tecnologie innovative, di industria 5.0 e di sistemi avanzati di sicurezza nei processi organizzativi. 

Ecco l’indignazione arriva sovrana e pervade tramutandosi in una profonda commozione, senza però che nulla cambi sul serioLa macchina produttiva non si può e deve fermare, la velocità è il pilastro del sistema di turnover,non basta da sola l’esperienza e la competenza delle lavoratrici e dei lavoratori ma è la sveltezza che rende il processo estremamente profittevole. 

Molto spesso si leggono storie di lavoratori e lavoratrici che non trovano però ascolti nel sistema mediatico, i quali raccontano di come i ritmi di lavoro siano stressanti e preoccupanti rispetto alle richieste di datori di lavoro di rendere i processi produttivi sempre più veloci perché ciò che conta è il risultato finale, la produttività anche a fronte di incidenti sul lavoro, siano essi piccoli o grandi

Oggi ci commuoviamo ma domani cosa si farà per rendere più sicuri i luoghi di lavoro, di investire di più sulla sicurezza del lavoro, tutti ci assicurano che si spende molto ma realmente quante sono le risorse realmente investite ed utilizzate dalle aziende? Torna alla mente l’incidentedel 2007 nello stabilimento ThyssenKrupp di Torino dove un’esplosione causò la morte di sette operai: ci sono mamme, mogli, figli, sorelle e fratelli che piangono quei lavoratori e quelle morti così assurde. Solo per citare uno dei più devastanti incidenti sul lavorodella storia contemporanea. 

In un post su Facebook di un ex sindacalista napoletano della Fiom si legge: “Secondo l’osservatorio indipendente di Bologna, dall’inizio dell’anno fino al 1 primo maggio 2021, ci sono stati 218 morti sul lavoro. Purtroppo tra qualche giorno tutto sarà dimenticato. Io continuerò a darvi notizie e a chiedere: “Ma chi controlla nei luoghi di lavoro? Che fine hanno fatto gli ispettori del lavoro?” 

Dalle ultime notizie si apprende che la titolare dell’azienda Orditura Luana, Luana Coppini, e l’addetto alla manutenzione del macchinario, Mario Cusimano, sono indagati, oltre che per omicidio colposo, anche per il reato di “rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro”. L’ipotesi su cui si sta indagando è che la giovane vittima sul lavoro sia stata schiacciata dall’orditoio perché, in precedenza, sarebbe stata rimossa una griglia di protezione destinata proprio a prevenire gli incidenti. 

Intanto l’allegria, la bellezza, il sorriso di Luana sono stati brutalmente spezzati in una fabbrica tessile che invece di contribuire a tessere i tanti sogni di questa giovane donna l’ha invece strappata definitivamente e prematuramente alla Vita

E mentre si indaga sulle dinamiche della morte di Luana D’Orazio, un altro infortunio mortale sul lavoro è avvenuto proprio ieri a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove un operaio di 49 anni,padre di due bambine di otto e sette anni,è rimasto schiacciato dal tornio meccanico alla Bandera, azienda di lavorazione di materie plastiche

Non conta l’età di chi muore sul lavoro, non ci commuoviamo di più se a morire sia una giovane donna, ma dobbiamo indignarci veramente tanto che nel 2021 la sicurezza sul lavoro sia ancora l’anello debole del sistema produttivo italiano. 

Si accenda un faro sulle mancate applicazioni delle leggi in materia e non nascondiamo le responsabilità di nessuno. 

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