Nulla contro il Pos, anzi. Ma oltre al cliente andrebbe incentivato anche il commerciante

di Antonio Tamarozzi

Io sono un piccolo imprenditore, ho un ristorante e sono naturalmente abilitato per i pagamenti con carta di credito o bancomat.

In questi mesi ho letto spesso articoli o post sui social della cosiddetta ‘battaglia’ sui pagamenti con il Pos (una su tutti quella di Selvaggia Lucarelli coi tassisti), dove si fa presente che un commerciante non si può rifiutare di accettare il pagamento con carta di credito o bancomat, perché la legge glielo impone: tutto questo è fatto per evitare di far circolare il contante e di conseguenza evitare il ‘nero’. In più è un servizio che nel 2022 è tecnologicamente quasi scontato.

Non dico che sia sbagliata questa presa di posizione, ma è una battaglia solo dalla parte dei clienti, che non tiene minimamente conto dei commercianti. Tutte le agevolazioni sono solo per chi deve pagare. Punti sulla carta di credito che danno accesso a premi da parte della banca, oppure anche quel cashback che aveva fatto il governo, per incentivare i pagamenti col Pos; ma nessuno tiene conto delle commissioni che il commerciante deve pagare alla banca per dare questo servizio ai propri clienti… e sono soldi! Tanti soldi, che ogni mese si devono ‘regalare’ alla banca senza avere nessun tipo di agevolazione, che invece viene data a chi effettua il pagamento.

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Io proporrei due soluzioni:

1. o si aumenta il prezzo del conto al cliente che paga con carta (in base alla percentuale che l’esercente dovrà pagare alla banca), tanto comunque avrà sempre premi o cashback di cui usufruire successivamente;

2. oppure tutte le spese bancarie che un esercente dovrà pagare per quel servizio le si trasforma almeno in credito d’imposta, così da non caricare tutto sulle spalle dei commercianti. Io, da cliente – perché non sono solo un commerciante – sarei ben felice di spendere 0,10 euro o anche un euro in più per questa ragione, perché capirei, essendoci dentro, che quel servizio agevola solo me e non il commerciante. Già circa l’80% dello scontrino che batto tutti i giorni si riduce in tasse o altro, se poi devo anche sovraccaricarmi le spese di un servizio che mi fa rimettere altri soldi, allora è meglio che chiudiamo tutti e andiamo a fare tutti i dipendenti.

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Poi però voglio vedere il sabato o la domenica, se non ci saranno più bar, ristoranti, negozi ecc, dove andrà la gente a spendere i soldi che ha guadagnato durante la settimana lavorativa.

Volevo sottolineare che non sono contro i pagamenti col Pos, dico solo che vorrei vedere qualche articolo, qualche influencer o ancora di più qualche politico che si spendesse un po’ per far notare che se si vuole evitare la circolazione del contante, e quindi il ‘nero’, bisogna incentivare il cliente (come già è stato fatto fatto sia dalle banche sia dal governo), ma bisogna incentivare anche il commerciante in qualche modo (io ho fatto due esempi, ma sicuramente ce ne potrebbero essere altri).

La legge è fatta solo per una categoria, il cliente: è fatta a metà, perciò anche la ‘battaglia’ è una battaglia a metà.

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