Nuove regole aggiornate sul reddito di cittadinanza, più facile perderlo in diversi casi

Quali sono le nuove regole aggiornate sul reddito di cittadinanza più facile da perdere in diversi casi? Il reddito di cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari che, in possesso di specifici requisiti economici, di cittadinanza e di residenza, presentano apposita domanda e viene concesso per un periodo massimo di 18 mesi.

Al termine di tale periodo, può essere rinnovato ma solo previa sospensione di un mese, presentando la nuova domanda già a partire dal mese solare successivo a quello di erogazione della diciottesima mensilità. Vediamo quali sono i casi in cui si perde il reddito di cittadinanza e nuove regole aggiornate 2022.

  • Regole e requisiti per avere reddito di cittadinanza
  • Quando si perde reddito di cittadinanza e nuove regole e casi in cui è più facile perderlo

Regole e requisiti per avere reddito di cittadinanza

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, per avere il reddito di cittadinanza requisiti e condizioni da rispettare sono le seguenti:

  • avere un Isee entro i 9.360 euro;
  • avere un valore del patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, oltra ad una eventuale casa di proprietà;
  • avere un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, aumentato di 2mila euro in base al numero dei componenti della famiglia fino a 10.000 euro, e di 7.500mila euro per i nuclei familiari con componenti con disabilità;    
  • non avere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, o navi e imbarcazioni da diporto;
  • non essere sottoposti a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, o condannati in via definitiva, nei dieci anni precedenti la richiesta, per delitti.
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Tra le altre regole in vigore per beneficiare della misura anche l’obbligo di accettare un’offerta di lavoro se la retribuzione è superiore a 858 euro, cioè il 10% rispetto alla misura massima dei 780 previsti dal reddito di cittadinanza. Se il beneficiario del reddito di cittadinanza dovesse rifiutare un’offerta di questa genere, scattano riduzioni dell’importo percepito.

Quando si perde reddito di cittadinanza e nuove regole e casi in cui è più facile perderlo

Le leggi in vigore prevedono casi specifici in cui il reddito di cittadinanza si può perdere e sono, in particolare, i seguenti:

  • termine dell’intero periodo in cui per legge si può usufruire del beneficio (18 mesi);
  • se si presenta una Dsu, Dichiarazione unica sostitutiva, ai fini del calcolo Isee, falsa;
  • quando viene meno uno dei requisiti economici in corso di godimento della prestazione;
  • nei casi di violazione degli obblighi di comunicazione in carico al richiedente;
  • nei casi di violazione degli obblighi legati alla sottoscrizione del Patto per il lavoro e del Patto per l’inclusione sociale.
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Le nuove regole aggiornate che implicano la perdita più facile del reddito di cittadinanza prevedono la decadenza del beneficio anche se si rifiuta un’offerta di lavoro proveniente da un privato, e non solo da un pubblico. 

In particolare, secondo quanto previsto da un nuovo emendamento approvato, anche datori di lavoro diversi da quelli pubblici possono avanzare proposte di lavoro e se vengono rifiutate si incorre nel rischio di perdere il reddito di cittadinanza per chi lo percepisce.

Dunque, anche i datori di lavoro privati possono proporre offerte di lavoro a chi percepisce il reddito di cittadinanza e nel caso di doppio rifiuto, i beneficiari della misura hanno l’obbligo di accettare la terza proposta di lavoro, altrimenti perdono il reddito di cittadinanza.

Nel caso di rifiuto dell’offerta, il datore di lavoro lo comunica al centro per l’impiego e il no si aggiunge ad eventuali altri rifiuti già arrivati dallo stesso soggetto.

Precisiamo che la prima offerta è considerata opportuna se a tempo indeterminato e a meno di 80 chilometri di distanza dalla residenza o, comunque, raggiungibile in massimo 100 minuti con i mezzi del trasporto pubblico. 

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A partire dalla seconda offerta di lavoro, quest’ultima può essere su tutto il territorio nazionale, senza dover rispettare specifiche distanze, e se dopo il primo rifiuto il beneficiario del reddito di cittadinanza va incontro a una riduzione mensile di 5 euro a partire dal mese successivo al rifiuto, dopo il secondo rifiuto scatta l’obbligo di accettare la terza offerta di lavoro. Pena la decadenza del reddito di cittadinanza. 

  

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