Una rivalutazione delle restrizioni sarà fatta il 20 aprile se la curva epidemiologica sarà in discesa. Per il momento però fino al 30 aprile in Italia resteranno in vigore le regole previste per la fascia arancione o per quella rossa. Come riporta Prima Bergamo, è quello che prevede il nuovo decreto legge, in vigore dal 7 aprile 2021, approvato ieri (mercoledì 31 marzo 2021) dal Consiglio dei Ministri.
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Bar e ristoranti
Nessuna novità per baristi e ristoratori, per i quali resta vietato il servizio al tavolo dei clienti. È permessa la consegna a domicilio (senza limiti di orario), oppure l’asporto. Per i bar l’asporto è consentito fino alle 18.
Dopo circa due settimane l’Esecutivo rivaluterà i dati epidemiologici per stabilire se è possibile allentare le limitazioni. Le variabili saranno l’andamento della curva epidemiologica e della campagna vaccinale, soprattutto per quel che riguarda le persone più anziane e fragili.
Scuola
In tutta Italia gli alunni fino alla prima media (anche nelle zone rosse) torneranno in classe. Inoltre, governatori e sindaci non potranno chiuderle nuovamente. Unica deroga è che una zona torni in una situazione di particolare criticità a causa dello sviluppo improvviso di una variante.
In zona rossa gli alunni dalla seconda media potranno frequentare le lezioni solo a distanza. Invece in zona arancione (ed eventualmente gialla, per ora non prevista) gli alunni delle medie svolgono lezioni totalmente in presenza, mentre nei licei le attività in presenza sono previste in una percentuale dal 50 al 75%.
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Spostamenti
Resta in vigore il coprifuoco, così come il divieto di uscire dalla propria regione, salvo per motivi di salute, lavoro, o prima necessità (con l’autocertificazione). Le visite a parenti e amici in fascia arancione sono consentite, restando nel proprio Comune, una sola volta al giorno per un massimo di due persone, esclusi figli minori di 14 anni o persone non autosufficienti. Queste visite sono invece vietate in zona rossa.
Resta comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione e tra i motivi di necessità c’è anche l’assistenza a un parente malato e non autosufficiente, ma solo per la persona che se ne occupa.
Inoltre, il decreto:
- esclude la responsabilità penale del personale medico e sanitario incaricato della somministrazione del vaccino anti-Covid per i delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose commessi nel periodo emergenziale, allorché le vaccinazioni siano effettuate in conformità alle indicazioni contenute nel provvedimento di autorizzazione all’immissione in commercio e alle circolari pubblicate sul sito del Ministero della Salute
- introduce disposizioni per assicurare l’obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, prevedendo una dettagliata procedura per la sua operatività e adeguate misure in caso di inottemperanza; ad esempio l’assegnazione a diverse mansioni, oppure la sospensione della retribuzione.
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