Nuovo Dpcm con i lockdown territoriali: cosa cambia per Parma?

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Un nuovo Dpcm firmato da Giuseppe Conte e Roberto Speranza dovrebbe essere pubblicato domani, lunedì 2 novembre. Dovrebbe portare con sé lo stop ai movimenti tra regioni e alla didattica in presenza per tutte le scuole superiori e le terze medie. Ma anche una spinta ai lockdown territoriali sui quali comunque la decisione spetterà alle Regioni. 

Il nuovo Dpcm lunedì 2 novembre?

Ieri il Comitato Tecnico Scientifico ha inviato un parere scritto al governo in cui perora la causa delle chiusure provinciali laddove è necessario. Gli esperti avrebbero comunque sottolineato la necessità di attendere ancora qualche giorno per vedere gli effetti del Dpcm del 24 ottobre e anche ribadito la necessità di rivedere le modalità del trasporto pubblico. Intanto i numeri del bollettino della Protezione Civile sono sempre più impietosi: i nuovi positivi sono 31.758, i decessi addirittura 297 (l’altroieri erano stati 199). Il totale delle vittime è così salito a 38.618. Il numero dei tamponi (oltre 215mila) è in linea con quello del giorno precedente. Il rapporto fra casi positivi e test, calcolato sulla base dei dati epidemiologici diffusi il 31 ottobre dal ministero della Salute, si attesta al 14,7%, il più alto mai registrato nella seconda ondata. Ecco quindi spiegata la necessità di un nuovo Dpcm, che dovrebbe contenere: 

  • un irrigidimento dei divieti e dei criteri in base ai quali le Regioni e i Comuni devono intervenire per disporre i lockdown territoriali;
  • la chiusura delle scuole superiori di ogni ordine e grado con l’attivazione della Didattica a Distanza;
  • il possibile scaglionamento, gli orari di chiusura di bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie che possono subire ulteriori limitazioni rispetto a quelli decisi a livello nazionale, adesso previsti alle 18;
  • il divieto di passare i confini regionali se non per motivi di lavoro, salute o emergenza che dovranno essere comprovati attraverso un’autocertificazione; 
  • l’anticipo del coprifuoco alle 20 o alle 21;
  • i ristori per le attività che subiranno perdite economiche dalle restrizioni;
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Le ipotesi riguardo gli orari di chiusura e i ristori sono raccontate oggi dal Corriere della Sera, che parla anche del rapporto inviato dal Cts al governo: secondo il Comitato sono 11 le regioni classificata ad alto rischio riguardo la trasmissione del coronavirus: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta, Veneto. Quelle in cui sono necessarie nuove restrizioni sono Lombardia, Lazio, Valle d’Aosta, Liguria e la provincia autonoma di Bolzano, ovvero le regioni a rischio chiusura di cui si parlava da venerdì. La conferma sulle intenzioni del governo arriva anche da un’intervista del ministro della Sanità Roberto Speranza rilasciata al Corriere della Sera: “La curva epidemiologica è ancora molto alta. Mi preoccupa il dato assoluto, che mostra una curva terrificante. O la pieghiamo, o andiamo in difficoltà. Abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore”. Il ministro poi rassicura sulla tenuta delle terapie intensive, e sulla scuola spiega che va difesa il più possibile, ma in un contesto di epidemia “non è intangibile”.

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Dpcm: il lockdown “morbido” anticipato ai primi di novembre?

Il lockdown “già previsto dal primo ottobre” dei territori a rischio

Il governo quindi nel nuovo Dpcm punterà sui lockdown territoriali inserendo criteri stringenti che poi dovranno essere i governatori ad applicare, d’intesa con il ministero della Salute. Ieri Conte ha parlato con i capidelegazione dei partiti di maggioranza delle nuove restrizioni in arrivo. Oggi sarà la volta delle Regioni e dell’Anci. Domani il premier intende illustrare il Dpcm al parlamento – e per questo l’altroieri ha chiesto a Fico e Casellati le modalità della convocazione d’urgenza di Camera e Senato – probabilmente prima della firma. 

Secondo quanto ha scritto ieri l’agenzia di stampa Dire la riunione con il Cts era iniziata quest’oggi alle 13, allargata anche al professor Silvio Brusaferro (presidente dell’Istituto Superiore di Sanità), a Franco Locatelli (presidente del Consiglio Superiore di Sanità), ad Agostino Miozzo (coordinatore del Cts) e al commissario Domenico Arcuri. Durante l’incontro c’è stata un ampio confronto nel corso del quale gli esperti hanno fornito l’interpretazione ragionata della curva epidemiologica alla luce del rapporto dell’Iss presentato l’altroieriieri.

Sono stati analizzati dettagliatamente lo scenario attuale, i trend della curva, e le varie situazioni di criticità. All’esito dell’incontro il presidente Conte è rimasto in riunione con i soli Capidelegazione per continuare il confronto politico. All’esito di questa seconda riunione il ministro Speranza ha chiesto al Cts di riunirsi e di fornire al governo indicazioni specifiche su quei territori che al momento presentano maggiori criticità e necessitano di ulteriori misure restrittive rispetto al quadro normativo attuale. Il governo confida di ricevere una risposta da parte del Cts già in serata. 

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