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Nuovo Dpcm, oggi si decide. Palestre, scuola e locali, le ultime notizie – Cronaca

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Roma, 18 ottobre 2020 – Ore decisive per il nuovo Dpcm con le ulteriori restrizioni anti Covid in Italia. La firma di Conte al decreto è attesa entro stasera, quando il premier terrà anche una conferenza stampa per illustrare il provvedimento.  E mentre i dati del bollettino sul Coronavirus lasciano presagire una nuova impennata dei contagi, prosegue fino all’ultimo minuto utile la girandola di incontri tra Governo, Regioni ed enti locali per trovare una sintesi. L‘ultimo è terminato poco dopo le 14 e ha visto le Regioni tenere il punto contro la possibile chiusura di palestre e piscine. Una possibilità che già ieri il presidente della Conferenza-Stato Regioni, Stefano Bonaccini aveva rigettato. Alle 16 Conte riunisce nuovamente i capi delegazione. I nodi aperti, al momento, sembrano proprio essere quelli relativi allo sport e alla movida con le varie ipotesi di coprifuoco. Qualche frizione anche sulla scuola e in particolare sulla didattica a distanza. L’obiettivo comune è quello di non mettere in ginocchio le attività produttive e, allo stesso tempo, scongiurare la necessità un nuovo lockdown nelle prossime settimane.




Palestre

“No alla chiusura di palestre e piscine”. L’appello di Regioni ed enti locali risuona netto durante l’incontro col governo. “Nessuna decisione è stata presa ancora in merito”, sottolineavano fonti del ministero dello Sport prima del vertice. Gli stessi ambienti ribadivano “come il settore abbia affrontato ingenti spese per adeguare i propri spazi ai protocolli di sicurezza, e che nessuna evidenza scientifica denuncia focolai in relazione all’allenamento individuale nei luoghi controllati”. Ma la partita è ancora aperta, anche tra i ministri che ancora non sono allineati sulle misure da adottare nel Dpcm. Sul tavolo anche un possibile stop generalizzato agli sport, campionati compresi. “Nessuna decisione avventata”, il monito del presidente del Coni Giovanni Malagò. Un’eventualità simile, sottolinea, “va in contrasto con i protocolli approvati dal Cts d’intesa col Ministero”. 

Movida

La stretta alla movida pare inevitabile. Anche le Regioni ne sono consapevoli e chiedono che il giro di vite sia “localizzata”. Si parla di chiusura anticipata alle 22 o alle 23, trattative sono ancora in corso. Ma la misura potrebbe essere applicata solo in alcuni queartieri delle città o dei Comuni, nelle zone dove il contagio è più elevato (focolai) o dove è maggiore il rischio di assembramenti come i luoghi della movida o i centri storici. A quanto si apprende, gran parte del Governo sarebbe favorevole a questa soluzione. Fermo restando che le Regioni avranno comunque la possibilità di inasprire le restrizioni. Lo ha fatto nei giorni scorsi il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, annunciando il coprifuoco dalle ore 22 per il weekend di Halloween.




Nelle zone considerate a basso rischio, la richiesta è quella di confermare la chiusura alle 24, mentre la successiva apertura non può avvenire prima delle ore 5. Altra richiesta degli enti locali è quella di “valutare una misura che consenta dalle ore 18 il solo consumo al tavolo” per pub e locali. Dopo il vertice di ieri sera, l’esecutivo sembrava orientato a tirare giù le serrande dei bar alle 21. Ma anche su questo punto, non ci sarebbe ancora convergenza tra i ministri. 

(L’articolo prosegue sotto il video)

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Trasporti, scuola e smart working

La Regioni chiedono di modulare gli ingressi e le uscite delle scuole, prevedendo una più ampia fascia oraria che consentirebbe di non congestionare il trasporto pubblico. E trovano il favore del Governo. “Abbiamo concordato un sistema di orari per le scuole superiori più flessibile e un’ulteriore spinta sulla flessibilità degli orari per il lavoro”, annuncia la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli. “Lo smart working aumenterà la sua percentuale che attualmente è al 50%. Senza cambiare il tetto di capienza dell’80% per il trasporto pubblico”. 




Se sugli ingressi scaglionati tutti paiono concordi, più complicata la partita della didattica a distanza. Ok a un ricorso “più significativo ma selettivo alla didattica integrata per le scuole secondarie di secondo grado”, con particolare riferimento al triennio delle superiori, dicono le Regioni. Per l’Università, valutare l’applicazione della didattica a distanza con eccezione delle matricole.  “La didattica resta in presenza per tutti”, avrebbe detto durante il vertice la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Sulla stessa posizione l’omologo dell’Università Manfredi. 

Tamponi

Le Regioni chiedono poi che venga concessa ai farmacisti “la possibilità di poter effettuare tamponi e screening e test salivare”.  Tra le richieste dei governatori, anche quella di sospendere fiere e sagre locali ma ad “esclusione delle manifestazioni fieristiche di livello nazionale e internazionale”.

Parrucchieri

Sembra scongiurata la chiusura di parrucchieri e centri estetici. Fonti di Governo hanno smentito ieri che la misura sia un’opzione sul tavolo. 






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