Oggi il vertice tra Draghi e Conte, tensioni nella maggioranza sul Dl Aiuti

Nel pomeriggio a Palazzo Chigi è previsto l’atteso faccia a faccia tra il premier e il leader del M5s. Prima del vertice è fissato il Consiglio nazionale di M5s, alle 13. In serata invece la riunione congiunta dei parlamentari del Movimento. Intanto i pentastellati insistono sul Superbonus al 110% e diventa difficile non porre la fiducia al decreto come il governo intendeva fare

È previsto per oggi pomeriggio a Palazzo Chigi l’incontro tra il premier Mario Draghi e il leader del M5s Giuseppe Conte. I due, che avrebbero dovuto vedersi lunedì, hanno deciso, di comune accordo, di rimandare il faccia a faccia – determinante per orientare il cammino dei 5 stelle nel governo – per permettere al presidente del Consiglio di seguire da vicino gli sviluppi della tragedia sulla Marmolada. Le tensioni erano nate dopo la scissione nel M5s e la diffusione della notizia di una presunta telefonata tra Draghi e Grillo, in cui il premier avrebbe chiesto la rimozione di Conte (versione sempre negata seccamente da Palazzo Chigi). Intanto per la giornata di oggi Giuseppe Conte ha convocato, con orario indicativo delle 13, il Consiglio nazionale dei 5 stelle, prima dell’incontro con Draghi. In serata, alle 20, sarà la volta della riunione congiunta dei parlamentari pentastellati.

Cosa chiederà Conte

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Tre le macro-richieste che il capo dei pentastellati dovrebbe portare a Palazzo Chigi ci sono garanzie sul superbonus, una blindatura per il reddito di cittadinanza e le istanze contrarie al termovalorizzatore di Roma. Negli scorsi giorni si è assistito a un malessere crescente tra gli eletti del M5s che ha alimentato le voci su una possibile uscita dall’esecutivo del Movimento per un appoggio esterno. Ma tale percorso, semmai si concretizzasse, non sarebbe imminente, ipotizzano fonti interne ai pentastellati. 

Le tensioni sul Dl Aiuti

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Tensioni nella maggioranza in attesa dell’incontro tra Draghi e Conte

La giornata di ieri in Aula ha visto tensioni e accuse reciproche, con la maggioranza che si è divisa ancora una volta sul superbonus. La Camera è impegnata a discutere il decreto aiuti. Una corsa contro il tempo visto che il testo deve essere convertito in legge entro il 16 luglio e manca ancora il via libera di palazzo Madama. I partiti che sostengono il governo sono in fibrillazione e nonostante Palazzo Chigi abbia mostrato la massima disponibilità al dialogo con i partiti, concedendo loro tutto il tempo possibile per evitare la fiducia (a patto che trovassero un accordo in tempi congrui) l’intesa non si è raggiunta. La situazione di stallo sta spalancando, nei fatti, la strada della fiducia. E ciò nonostante la massima disponibilità dell’esecutivo ad evitarla. A mettere in discussione il via libera al provvedimento è la parte che riguarda il superbonus, uno dei provvedimenti bandiera dei pentastellati. Anche la Lega ha alzato di nuovo il tiro contro i provvedimenti sulla cannabis e lo ius scholae. E ha ostacolato la riforma dei taxi contenuta nel disegno di legge sulla concorrenza.

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