oltre 16 miliardi di metri cubi (ma non sarà un inverno facile)- Corriere.it

Si fatto il massimo. Di pi non si poteva. Peraltro a prezzi esorbitanti, spendendo almeno 6 miliardi di euro di soldi pubblici tra quelli in dotazione a Snam, controllata al 30% da Cassa Depositi e quelli girati al Gse, il gestore dei servizi energetici, dal ministero del Tesoro. La messa in sicurezza del sistema in vista dell’inverno stata per fatta, ma qualche preoccupazione resta sul finire dell’inverno col mese di marzo 2023 segnato in rosso sul calendario. Sar di vitale importanza far partire il rigassificatore di Piombino ad inizio primavera, probabilmente a maggio, segnala l’amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, che pone l’accento anche sull’inverno 2023-2024 che si presenta un po’ pi complesso di questo.

Al termine della campagna di iniezione conclusa lo scorso 31 ottobre, il livello di riempimento degli stoccaggi della Stogit (societ controllata al 100% da Snam) ha infatti raggiunto una percentuale del 95,2%, per un totale di 11,2 miliardi di metri cubi di gas naturale, ai quali si sommano i 4,5 miliardi di metri cubi di stoccaggio strategico. Il sistema energetico nazionale potr, inoltre, disporre di ulteriori 1,1 miliardi di metri cubi accumulati negli stoccaggi degli altri operatori. L’erogazione di metano dagli stoccaggi avverr, nei prossimi mesi, secondo le indicazioni che a breve saranno emanate dal Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica sulla base di meccanismi trasparenti di asta. A partire dal primo novembre Stogit ha attivato un nuovo servizio di iniezione in `contro-flusso per consentire agli operatori di conferire nei giacimenti gestiti dall’azienda il gas disponibile anche nei mesi di novembre e dicembre, durante la campagna di erogazione. Tale gas potr quindi essere erogato al sistema nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2023, segnala Snam.

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Grazie a questo strumento, istituito per la prima volta in assoluto sar possibile preservare alcuni quantitativi di gas nei giacimenti per il periodo invernale di picco della domanda, garantendo una maggiore prestazione di punta in erogazione nelle giornate pi fredde. Tra aprile e ottobre Snam ha contribuito al riempimento dei siti per 1,3 miliardi di metri cubi, a cui si sono aggiunti 740 milioni di metri cubi che saranno destinati ai consumi per i servizi di trasporto e stoccaggio, mentre Gse ne ha iniettati 1,6 miliardi.

Il superamento del 95% di riempimento rappresenta un incremento del 5% sulla media degli stoccaggi europei negli ultimi 5 anni e un dato significativo in vista del periodo invernale, considerato che gli stoccaggi potranno cos far fronte a circa il 25%-30% della domanda giornaliera del mese di gennaio. Gli sforzi intrapresi, in questi mesi, da tutti i soggetti coinvolti hanno consentito — anche attraverso il servizio di ultima istanza istituito per la prima volta lo scorso giugno dal MiTE e da Arera — di recuperare un gap di almeno 3 miliardi di metri cubi, compensando il mancato conferimento da parte di numerosi soggetti presenti negli anni precedenti, e di superare l’obiettivo iniziale del 90% di circa 5 punti percentuali, ossia 800 milioni di metri cubi, anche grazie al clima mite registrato in queste settimane, che ha sensibilmente ridotto i consumi domestici.

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Secondo le simulazioni di Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale, a marzo l’Italia raggiunger un livello di stoccaggi minimo tale da essere costretta a mettere mano alle riserve strategiche. Dipender tutto dalle temperature invernali. Se l’inverno sar rigido — ma questo ottobre ha sorpreso in positivo comportando una riduzione importante dei consumi rispetto alla media degli anni precedenti — il gas potrebbe arrivare ad un livello residuale. Altrettanto accadrebbe nel caso dovessero venire a mancare tutti i flussi dalla Russia (gi oggi in forte declino) e dalla Norvegia (attualmente in forte calo perch necessari alla Germania e ai Paesi dell’Europa orientale). Dal lato della domanda, negli ultimi tre mesi i consumi di gas italiani hanno fatto registrare un calo dell’8,5%, e addirittura del 13,8% solo a settembre, rispetto agli stessi periodi dell’anno scorso. Non possiamo tuttavia dare tale riduzione dei consumi come acquisita, perch la domanda attuale non include ancora gli utilizzi di gas per riscaldamento, segnala Ispi. La cui fase di avvio slittata in tutte le regioni per consentire maggiori risparmi come da regolamento del ministero della Transizione.

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