Otterrà il reddito di cittadinanza dopo che l’INPS ha respinto la domanda chi produce queste due istanze complete di tutti i documenti previsti

La più importante misura di sostegno per i poveri è senza dubbio il reddito di cittadinanza. E da quando è nata, la misura è stata largamente sfruttata da molte persone in Italia. Soprattutto nella fase della pandemia, la misura è stata un valido aiuto per quanti sono stati vicini al limite della povertà assoluta. La misura è nata con un doppio obbiettivo. Al sostegno economico e quindi, al lato assistenziale, la misura ha aggiunto il risvolto relativo alle politiche attive sul lavoro e all’integrazione sociale dei beneficiari. Ma per poter percepire il sussidio, i requisiti della misura sono stati fin da subito piuttosto stringenti. A tal punto che numerose sono le domande respinte.

Otterrà il reddito di cittadinanza dopo che l’INPS ha respinto la domanda chi produce queste due istanze complete di tutti i documenti previsti

Per poter percepire il reddito cittadinanza bisogna rientrare in determinati requisiti familiari, reddituali e patrimoniali. Lo strumento principale per comprendere se un richiedente il reddito cittadinanza rientrava meno del beneficio è senza dubbio l’ISEE.

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Non sono pochi, però, i soggetti che hanno manifestatamente sottolineato il fatto che nonostante si trovassero nel pieno dei requisiti, si sono trovati con la domanda respinta.

Gli strumenti, però, per ricorrere in caso di domanda respinta esistono. Le motivazioni che possono spingere l’INPS a respingere una domanda di reddito di cittadinanza di qualcuno, possono essere molteplici. Se l’interessato, però, crede di avere diritto alla prestazione, ha almeno due strumenti utili per poter rivendicare questo diritto. Uno è il riesame, l’altro il ricorso. Il riesame è una pratica molto più semplice del ricorso. Questa può essere utilizzata quando la domanda di reddito cittadinanza è respinta per la carenza di documentazione, anomalie bloccanti dell’ISEE o carenze sui dati utili all’INPS per espletare l’istanza.

Se i problemi della domanda sono questi, basterà che l’interessato alleghi al riesame i dati carenti o la documentazione assente. Tutto per poter far rivisitare la domanda da parte dell’INPS e se tutto in regola liquidarla. Il riesame in genere è anche più celere rispetto al ricorso E questo è uno dei motivi che spinge la maggior parte degli interessati a promuovere riesame e non ricorso. Quest’ultimo invece è particolarmente indicato quando la domanda di reddito di cittadinanza è respinta dall’INPS per la mancanza dei requisiti previsti.

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Come fare ricorso contro l’INPS

Naturalmente il ricorso lo produce chi contesta la decisione dell’INPS, cioè colui che ritiene di possedere i requisiti. In questo caso al ricorso l’interessato allegherà tutti i documenti necessari ad avvalorare la sua contestazione, che può nascere da un mancato aggiornamento dei dati dell’INPS o semplicemente da un suo errore di valutazione.

L’interessato può presentare ricorso al Comitato Provinciale INPS entro 90 giorni dalla data in cui l’INPS ha respinto la domanda iniziale. Ed entro 90 giorni il Comitato deve dare obbligatoriamente risposta. Solo dopo che anche questo ricorso viene respinto, si può adire le vie legali e rivolgersi al Tribunale del lavoro. Otterrà il reddito di cittadinanza se spettante, solo chi segue alla lettera queste procedure.

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