panico in Borsa a Hong Kong- Corriere.it

DA PECHINO — In qualsiasi Paese del mondo il +3,9% del Pil sarebbe una buona notizia, in questi tempi di guerra e strascichi post-pandemia. Buona anche la ripresa dell’attivit industriale: +6,9%, la pi marcata da febbraio. Ma questi dati, comunicati oggi dalla Cina per il terzo trimestre, hanno fatto crollare la Borsa a Hong Kong. Spinto da una corsa alla vendita, Hong Kong ha chiuso a -6,36%; Shanghai e Shenzhen intorno al 2%. Le altre Borse asiatiche sono rimaste stabili, Tokyo ha guadagnato lo 0,31%. Gli investitori cinesi invece sono in crisi da panico. Per tre motivi principali.

1) Impossibile raggiungere il +5,5% per il 2022

Il +3,9% segnala che ormai irraggiungibile l’obiettivo di crescita annua fissato dal governo cinese al 5,5% per il 2022. I primi tre trimestri sono stati tutti sotto la previsione di Pechino: 4,8% tra gennaio e marzo; 0,4% tra aprile e giugno, totale dei primi nove mesi al 3%. La disoccupazione giovanile resta alta, oltre il 18%. Il settore immobiliare sempre impantanato nella crisi del debito e centinaia di migliaia di cinesi fanno lo sciopero del mutuo rifiutandosi di pagare le rate per case che non sono state finite. Il circolo vizioso manda in sofferenza le banche. Le vendite di immobili, valutate per metri quadrati, sono crollate del 22%, i nuovi cantieri sono gi del 38%. La casa la principale forma di investimento e di risparmio in Cina. Ma i soldi non spesi per il mattone non stanno andando verso il consumo al dettaglio.

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2) La politica sanitaria Zero Covid rallenta l’economia

Non si vede una via d’uscita dalla politica sanitaria Zero Covid che frena i consumi interni e schiaccia il settore dei servizi. Xi Jinping ha nominato Numero 2 del suo nuovo Politburo il compagno Li Qiang, responsabile della gestione disastrosa della Tolleranza Zero a Shanghai la scorsa primavera: due mesi di lockdown per oltre venti milioni di persone, disorganizzazione e proteste rabbiose e inconsuete per la Cina. Gli analisti osservano che Xi si concentra sulla sicurezza (del Partito) e di fronte al rallentamento critico dell’economia si rifugia nella formula crescita di qualit. Ma intanto continua a stringere il controllo statale di stampo marxista-leninista sulle industrie tecnologiche pi innovative. Li Qiang dovrebbe assumere la carica di primo ministro (che in Cina dovrebbe gestire l’economia) a marzo. Viene descritto come un conoscitore della macchina produttiva, ma sicuramente non come un tecnocrate in grado di dire qualche no a Xi Jinping.

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3) Ripercussioni in Borsa

Pesa sulla psicologia degli investitori in Borsa l’opacit del sistema di potere. Il dato del Pil era atteso marted scorso, ma il Bureau statistico lo ha rinviato senza spiegazioni. Poi, stata suggerita una spiegazione assurda: gli alti funzionari che avrebbero dovuto comunicare in pubblico i risultati erano impegnati nel Congresso del Partito e praticamente chiusi nella bolla sanitaria per evitare contagi virali. Se fosse vero, dimostrerebbe una volta di pi che l’ossessione di Xi e compagni per lo Zero Covid irraggiungibile non tiene conto dell’economia.

Il sorpasso cinese sull’America? Magari nel 2060

Al XX Congresso, Xi Terzo (per la terza volta segretario generale comunista e leader supremo) ha assicurato che entro i prossimi dieci anni la Cina diventer un Paese sviluppato di medio livello. Statisticamente, significherebbe il raddoppio del reddito pro capite dei cinesi. Attualmente, il reddito pro capite in Cina di 12.500 dollari all’anno, solo un quinto di quello negli Stati Uniti. Gli analisti hanno fatto i conti: la Cina fino al 2035 dovrebbe crescere del 5,5% all’anno per raddoppiare. Il 2022 ha gi fallito l’obiettivo; le previsioni per il 2023 non sono pi promettenti. Sempre intorno al 2025-2035 si era immaginato il sorpasso in termini assoluti del Pil cinese su quello degli Stati Uniti. Ora non pi. Potrebbe succedere non prima del 2060, rileva sul Financial Times Ruchir Sharma, presidente di Rockefeller International, contando su una crescita media americana molto bassa, intorno all’1,5%.

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