PD: una quindicesima mensilità per tutti i lavoratori

La promessa elettorale del centro sinistra intende riconoscere, oltre al salario minimo e all’aumento degli stipendi, una nuova e ulteriore mensilità per tutti i lavoratori dipendenti. 

Se l’asso nella manica della campagna elettorale del centrodestra è l’aumento dell’assegno unico e la flat tal, ecco che arriva la contromossa del centro sinistra: Letta fa sapere che, nel proprio programma, c’è il bonus per pagare le bollette della luce – che quest’anno saranno particolarmente salate – ma soprattutto una mensilità in più alla fine dell’anno per tutti i lavoratori. E poi salario minimo, no al nucleare, reddito di cittadinanza riveduto e corretto, mense scolastiche gratuite per tutti i bambini. 

Insomma, avremo la quindicesima mensilità, oltre alla tredicesima e quattordicesima. Si potrebbe replicare: ma non faremmo meglio a prevedere uno stipendio più alto? Bé anche questo è nel programma, che vorrebbe stabilire il salario minimo. Anche se, a ben vedere, il salario minimo è già previsto in Italia: non già dalla legge ma dai contratti collettivi. Ecco perché, nonostante la nuova normativa europea che prevede il salario minimo, l’Italia non ha adottato una legge di recepimento. Ebbene, le promesse di Letta sono queste: salario minimo previsto non più solo a livello di contratto collettivo ma di legge e, soprattutto, questa quindicesima mensilità che non riguarderà solo alcune fasce di lavoratori ma tutti quanti. Quindicesima che, dice Letta, arriverà a fine anno, e dunque insieme alla tredicesima è da presumere.  

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A questo punto la domanda: i datori di lavoro approveranno questa misura? 

Se Meloni ha parlato alla stampa estera per ripudiare il fascismo e tranquillizzare le cancellerie, il segretario del Pd le ha fatto il verso, con l’obiettivo di smentire il «bluff» della candidata premier del centrodestra: «Ha cercato di coprire le impronte, ma i fatti parlano. L’Italia è al cuore dell’Europa, non può mettersi in una condizione alla Orbán».

Letta pone l’Europa al centro della campagna del Pd e mette al bando i nazionalismi e il diritto di veto che «Orbán, amico e alleato della destra italiana, usa per nuocere all’Europa». Una destra che «non ha mai sostenuto il Next generation Ue», che ha votato «contro tutte le scelte importanti sul cambiamento climatico» e contro il «fondamentale» Trattato del Quirinale tra Parigi e Roma. In spagnolo Letta avverte che «Fratelli d’Italia è alleata di Vox», estrema destra nostalgica del franchismo che «considera l’Unione una minaccia» ed è contro l’immigrazione e contro la comunità Lgbt. In inglese il leader dem ricorda che «l’ultimo governo Berlusconi ha lasciato il Paese sull’orlo della bancarotta» e ora, dopo anni di «sacrifici», la destra «gioca la carta del vittimismo» e accusa la stampa internazionale.

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«Aver messo il Quirinale nel fuoco della campagna elettorale è un errore drammatico» attacca Letta e fa a pezzi un presidenzialismo «che vuole sfasciare la Costituzione». 


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