Pellet: attenzione ai canali Telegram, è in atto una pericolosa truffa

Nelle ultime settimane, sono numerose le segnalazioni giunte da lettori preoccupati dalle nuove truffe sul pellet che si aggirano sui social.

I prossimi mesi invernali saranno particolarmente complicati per tutti gli italiani, a causa della grave crisi energetica che si è abbattuta sull’Europa.

pellet
Foto Canva

Per molti, dunque, sarà un inverno al freddo o caratterizzato da bollette elevatissime. Per questo motivo, sempre più individui stanno decidendo di “investire” nell’installazione di una stufa a pellet. Certo, dallo scorso maggio anche i prezzi di questo prodotto sono notevolmente aumentati; per acquistare una singola sacchetta, infatti, sono necessari circa 12 euro. Nonostante questo, il pellet continua ad essere il combustibile più economico, perché consente di risparmiare circa il 30% sulle tariffe finali dell’energia rispetto al metano.

Come se la situazione non fosse già molto complicata, negli ultimi giorni molti utenti stanno segnalando frodi ai danni di chi è già in difficoltà.

Non perdere il seguente articolo: “Stufa a pellet oggi per riscaldare casa: incredibile quanto costa“.

La truffa del pellet colpisce ancora

È pervenuta una preziosa segnalazione, da parte di un nostro Lettore, circa una nuova truffa che si aggira su Telegram:

Buongiorno, vi segnalo una possibile truffa relativa alla vendita del pellet. Sul canale Telegram ‘Pellet di legno in vendita’, viene richiesto il pagamento di una somma come anticipo, tramite bonifico, per consentire la spedizione della merce. I truffatori inviano anche foto fasulle di consegne avvenute, per indurre il compratore a concludere l’affare; da una di queste foto è addirittura possibile leggere il nome di una reale ditta operante nel settore della biomassa. Dopo averli contattati, ho scoperto che si trattava di un inganno e che i responsabili erano già stati segnalati varie volte agli organi competenti.”

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Le truffe sul pellet, purtroppo, stanno aumentando vertiginosamente. Oltre quella che si aggira su Telegram, segnalata dal nostro Lettore, sono molto diffuse anche quelle via web. I compratori, dunque, devono prestare particolare attenzione ai siti di e-commerce da cui acquistano e, nel caso in cui abbiano dubbi sulla loro serietà, possono rivolgersi alle autorità. Il rischio, infatti, è quello di non ricevere mai la merce dopo il pagamento.

La frode del pellet più comune, però, è quella compiuta tramite SMS (si tratta del cd. smishing).

Per ulteriori informazioni, consulta il seguente articolo: “Pellet, come acquistarlo online senza incappare in truffe: i consigli indispensabili“.

Truffa pellet: non solo Telegram, occhio anche a SMS sospetti

La truffa del pellet tramite SMS si basa su tecniche specifiche, dirette a manipolare ed ingannare i malcapitati. Come funziona? L’utente visita un portale web conosciuto, munito di indirizzo, telefono, partita IVA e altre informazioni, che funge da garante (in inglese escrow), per trovare un’offerta per l’acquisto di pellet. La cifra da spendere , ovviamente, varia in base al quantitativo di cui si necessita ma, di solito, oscilla tra i 500 e gli 800 euro. Dopo l’inserimento dei dati personali per la compravendita e l’acquisto della merce, inizia la trappola.

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Il compratore, infatti, riceve un messaggio sulla chat del sito, con il quale viene informato che, ad esempio, è necessario correggere l’indirizzo di spedizione. A quel punto il cliente si collega in chat e non ha più scampo.

Il truffatore telefona ed avverte che verrà inviato un apposito SMS, contenente un link su cui cliccare per procedere alla rettifica. Il cliente, purtroppo, clicca sul link e viene reindirizzato su un cd. sito civetta, nel quale indica le proprie credenziali. Infine, il truffatore riaggancia la telefonata, ruba i dati del cliente e sblocca il pagamento, riscuotendo i soldi.

Come ci si può difendere

Poiché le frodi si stanno diffondendo con una velocità allarmante, è importante imparare a tutelarsi. Innanzitutto, se si sospetta che possa trattarsi di una truffa, è necessario denunciare l’episodio alla polizia postale, in qualunque momento. È consigliabile anche inviare una copia della denuncia al sito e-commerce, con l’intimazione a non rilasciare il pagamento.

In ogni caso, non bisognerebbe mai fornire i propri recapiti telefonici o gli altri dati personali se non si è sicuri di interloquire con un soggetto affidabile.

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In casi estremi, infine, è necessario rivolgersi ad un avvocato e ricorrere per via legali.

Anche la nostra Redazione riceve quotidianamente numerose e-mail sul tema e, per tale motivo, è stata aperta la nuova Sezione: “Segnalazione truffe”.

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