Pensioni 2021, ecco la stangata: cosa succede?


In questo periodo dell’anno, è naturale informarsi sulle novità previdenziali. Se ti stai chiedendo cosa succederà con le pensioni 2021, nelle prossime righe di questo articolo puoi trovare alcune preziose informazioni.

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Pensioni 2021: il blocco delle rivalutazioni

A destare non poche critiche tra i pensionati rientra il blocco della rivalutazione dei trattamenti previdenziali. Essenziale è fare presente che, per quel che concerne l’anno che ci stiamo per lasciare alle spalle, il conguaglio è nullo.

Il 2021, per la seconda volta dall’entrata in vigore del quadro normativo che nel 1996 ha cambiato radicalmente il quadro previdenziale, vedrà una media quinquennale del PIL con un valore negativo. Questo implica un forte rischio per il montante contributivo.

A cosa andrà incontro quindi chi, nei 12 mesi che ci aspettano, concluderà la propria carriera lavorativa? I futuri pensionati, per quanto riguarda il montante contributivo accreditato al 31 dicembre 2019, vedranno una rivalutazione dell’1,9% circa. Cosa dire, invece, in merito alla rivalutazione dei contributi versati nel 2020? Che non ci sarà alcuna rivalutazione. In virtù di quanto appena specificato anche in merito al montante contributivo, la prospettiva è quella di assegni pensionistici che non aumenteranno prima dei prossimi 24 mesi.

Un doveroso aspetto da ricordare in merito alle pensioni 2021 riguarda la sorte dei trattamenti più alti. Per il prossimo anno, i titolari di pensioni d’oro devono aspettarsi un taglio nei casi in cui il loro trattamento ha un imponibile superiore ai 100mila euro.

Il taglio sopra citato va da un minimo del 15% per arrivare a un massimo del 35 nei casi in cui il trattamento annuale è compreso fra i 350mila e i 500mila euro. Cosa succede ai titolari di importi superiori a quello appena ricordato? In questi frangenti, il taglio arriva fino al 40%.

Cosa altro ci aspetta?

Cosa altro ci aspetta per le pensioni 2021? L’ultimo anno di Quota 100. La misura fortemente voluta dalla Lega, infatti, raggiungerà la sua naturale scadenza alla fine del prossimo anno. Facciamo altresì presente che, per il 2021, è previsto il rinnovo dell’Opzione Donna. Questa misura, introdotta a livello sperimentale diversi anni fa, prevede la possibilità, per le lavoratrici di sesso femminile, di lasciare il lavoro a 58 anni – 59 per le autonome – e con alle spalle almeno 35 anni di contributi. Se si ha intenzione di aderire a questa misura, bisogna tenere conto del fatto che l’assegno mensile è calcolato con metodo contributivo e non retributivo. Alla luce di ciò, è inferiore del 10/15% circa.

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