Pensioni, il programma del centrodestra per le elezioni: le intenzioni di Salvini, Meloni e Berlusconi

Matteo Salvini promette di fare grandi cose sulle pensioni, così come Silvio Berlusconi, mentre Giorgia Meloni sembra essere più prudente sul tema: il programma del centrodestra sulla riforma delle pensioni, quindi, è piuttosto articolato e tocca diversi aspetti, dalla data del pensionamento all’aumento delle stesse.

D’altronde sono anni che Matteo Salvini annuncia di voler “cancellare la riforma Fornero” e finalmente, in caso di vittoria del centrodestra alle elezioni, potrebbe spingere affinché ciò avvenga. Ma attenzione perché per il leader della Lega la strada non sembra essere spianata, visto che Giorgia Meloni sembra tendere in favore di misure selettive, rivolte quindi a poche categorie di lavoratori.

Se ne discuterà, ma quel che è certo è che nel programma del centrodestra c’è ampio spazio per le pensioni, sulle quali si conta d’intervenire già con la legge di Bilancio per il 2023 così da evitare che, con l’addio di Quota 102 e di altre misure come l’Ape sociale e Opzione Donna, ci possa essere il pieno ritorno alle regole fissate dalla legge Fornero.

Programma pensioni centrodestra: la Quota 41 di Salvini

Nell’ultima legislatura il tema pensioni ha avuto molto spazio, specialmente nell’esperienza di governo targata Lega e Movimento 5 stelle. In quell’occasione, infatti, Matteo Salvini ha spinto per l’approvazione di Quota 100, misura con la quale si poteva andare in pensione al compimento dei 62 anni di età a patto di aver maturato almeno 38 anni di contributi.

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Ma il piano della Lega era un altro e rispondeva al nome di Quota 41 per tutti, misura che consentirebbe il pensionamento, indipendentemente dall’età, al raggiungimento dei 41 anni di contributi.

Oggi Quota 41 già esiste ma è riservata a un piccolo numero di lavoratori: l’intenzione di Matteo Salvini e della Lega tutta è di estendere a tutti la possibilità di ricorrere a tale misura, rivedendo di fatto le regole per l’accesso alla pensione anticipata (per la quale oggi sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne).

Tuttavia, Quota 41 per tutti sembra avere un costo proibitivo: secondo le stime dell’Inps, tale misura costerebbe 4 miliardi di euro solo per il primo anno, per poi arrivare a 9 miliardi di euro nell’ultima annualità di un percorso decennale.

Ecco perché potrebbe essere inserito nel contempo un meccanismo che ne riduce i costi, come tra l’altro già fatto dalla Lega con il disegno di legge presentato nel corso dell’ultima legislatura. Qui, infatti, viene sì esteso a tutti il diritto di accesso a Quota 41, ma a patto di accettare un ricalcolo interamente contributivo della pensione.

Silvio Berlusconi e l’aumento delle pensioni

Già nel 2001 Silvio Berlusconi decise di conquistare l’elettorato provvedendo a un aumento delle pensioni fino al raggiungimento della soglia di 1 milione delle vecchie lire. Visto il successo di allora, per la campagna elettorale per le politiche 2022 il leader di Forza Italia ha deciso di ripetere lo stesso spartito, promettendo questa volta un incremento fino a 1.000 euro.

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Una proposta che verrebbe realizzata aumentando l’importo della maggiorazione conosciuta come incremento al milione, strumento introdotto nel 2002 proprio dal Governo Berlusconi che oggi contribuisce ad aumentare le pensioni fino a 660 euro circa.

L’ex Cavaliere ha promesso che questa soglia verrà aumentata a 1.000 euro per tutti gli aventi diritto, ossia per coloro che sono in una situazione economica di difficoltà e hanno compiuto i 70 anni di età. E dell’aumento godrebbero anche coloro che percepiscono l’assegno sociale o la pensione d’invalidità, in quanto anche queste misure possono beneficiare dell’incremento al milione.

Giorgia Meloni non fa delle pensioni una priorità

Raramente Giorgia Meloni ha posto il tema pensioni al centro dei suoi comizi. Probabilmente consapevole della difficoltà nell’intervenire su questo tema, viste anche le direttive che arrivano dall’Unione Europea con l’indicazione di non aumentare ulteriormente i costi del sistema pensionistico italiano.

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E non a caso in questi giorni la leader di Fratelli d’Italia ha chiesto agli alleati di “non fare promesse che non si possono mantenere”.

Ma una cosa è certa, in caso di vittoria alle elezioni Giorgia Meloni dovrà concedere qualcosa sul fronte pensioni, visto che proprio gli alleati l’hanno posto in cima alle loro agende.

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