Pensioni minime a 1.000 euro, la proposta di Berlusconi è fattibile

Tutti contro la proposta di Silvio Berlusconi per le pensioni minime a 1.000 euro. Dicono che non ci sono le coperture, che costa più di 32 miliardi di euro, che non si può fare. Gli stessi identici discorsi che si facevano nel 2018 per il reddito di cittadinanza e Quota 100.

Eppure, come dimostrano i fatti, i soldi sono stati trovati. Sia per il reddito di cittadinanza che per Quota 100 e che nel complesso costano più delle pensioni minime a 1.000 euro per tutti. Quindi, non sarà solo un problema di soldi, perché quelli si trovano sempre.

Pensioni minime a 1.000 euro, si può fare

Detto questo, il nodo delle coperture finanziarie esiste. Pagare a tutti una pensione minima di 1.000 euro al mese sarebbe costosissimo. Ed è proprio qui il punto: per ridurre il preventivo di spesa l’idea è quella di agganciare la pensione minima ai redditi personali. E di sostenere le pensioni sociali e di invalidità, come ha detto di recente Giorgia Meloni di FdI.

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In pratica si tratta di dare 1.000 euro al mese di pensione solo a coloro che ne hanno realmente bisogno e che non possiedono altri redditi assoggettabili a Irpef. Agganciando, ad esempio, la prestazione a un determinato coefficiente Isee. Come avviene per il reddito di cittadinanza.

In questo senso la platea dei beneficiari si ridurrebbe numericamente di molto. E di conseguenza anche la spesa dello Stato sarebbe, a questo punto, sostenibile. Secondo le stime l’intervento sulle pensioni minime per chi non ha altri redditi (dati Inps 2021) potrebbe costare meno di un terzo rispetto ai 32-33 miliardi di euro strombazzati dai media.

Il sostegno per i giovani lavoratori

Ma la pensione minima da 1.000 euro proposta da Berlusconi sarebbe anche la soluzione per molti giovani lavoratori.

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E per debellare le sacche di povertà. Persone che a causa della eccessiva precarizzazione del lavoro, di carriere discontinue o lunghi periodi di disoccupazione non raggiungeranno coi contributi da lavoro questa soglia.

La pensione minima da 1.000 euro al mese fungerà quindi anche da ammortizzatore sociale per tutti coloro che non potranno ottenere una rendita sufficiente a vivere quando per tutti entrerà a regime il sistema di calcolo contributivo della pensione fra pochi anni.

Per finanziare questo progetto, si pensa anche di destinare parte della contribuzione generale a un fondo, gestito dall’Inps, che copra parzialmente l’integrazione. Un fondo inizialmente finanziato dallo Stato e poi dal gettito contributivo.

Insomma, l’idea di portare le pensioni minime a 1.000 euro non è affatto campata per aria – dicono gli esperti – anche perché a partire dal 2035 la spesa pensionistica è destinata a scendere. Ma non possiamo di certo aspettare quella data per muovere i primi passi.

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