Pensioni: scontro Lega-Pd, giovedì la manovra

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Forte tensione in maggioranza sul tema pensioni. Il clima potrebbe continuare a surriscaldarsi fino a giovedì, quando dovrebbe riunirsi il Consiglio dei ministri per l’approvazione della legge di bilancio. Le prossime ore, quindi, serviranno a trovare una difficile intesa sui tanti punti rimasti irrisolti.

Maggioranza e parti sociali vogliono infatti superare il meccanismo di Quota 100. Il governo ha pertanto fissato i suoi paletti con il Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles. Per ottenere l’approvazione dell’UE sul bilancio, ciascun capitolo della manovra ha definito grandi cifre pressoché immodificabili.

L’uso dei fondi e lo scontro PD – Lega

Il nodo più difficile da sciogliere, in maggioranza, è l’uso dei fondi. Enrico Letta dice infatti “no” al sistema delle Quote che è invece fortemente zoccolo duro della Lega. L’ex capo di governo chiede quindi di intervenire con un meccanismo flessibile, in particolare per lavori gravosi e donne. «Il problema di fondo – ha chiarito Letta da Fabio Fazio – è che è sbagliato il metodo della Quota. Quota 100 è stato un errore: chi ne ha usufruito ha avuto un vantaggio ed è contento ma per l’80% sono uomini, è uno strumento diseguale che discrimina le donne. Secondo me più che il tema della Quota, le due cose da fare sono flessibilità a seconda dei lavori gravosi e poi dare un messaggio importante alle donne con Opzione donna. Combatteremo perché in legge di bilancio il punto essenziale siano le donne e i giovani».

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Respinta “Quota 102”

L’esecutivo ha respinto la proposta salviniana della “Quota 102” per due anni, perché creerebbe uno scalone. Al momento i lavori andrebbero più verso un meccanismo con età fissa di uscita a 64 anni fino al 2024 e contributi crescenti. Benché, per un verso, l’idea potrebbe essere più gradita ai Dem, per un altro i leghisti fremono sostenendo comunque di voler trattare. Un tavolo con i sindacati e una riunione della cabina di regia dovrebbero precedere l’approdo della manovra in Cdm. Ad ora non risultano convocazioni, ma appare difficile che il Consiglio dei ministri si svolga martedì e anche la data di mercoledì sembra difficilmente praticabile, per gli impegni nell’agenda del ministro dell’Economia Franco. Dunque giovedì è la data più plausibile, seguita venerdì dagli impegni nel G20 del Capo di governo. Salvini appare pronto al confronto con Draghi così come il leader M5s Giuseppe Conte, che preme per la proroga del cashback.

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Di Serena Reda

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