per battere la crisi proroghiamo le moratorie- Corriere.it

Castagna (Banco Bpm): per battere la crisi proroghiamo le moratorie

L’utile netto presentato da Banco Bpm al mercato la scorsa settimana, pari a 652 milioni di euro, il miglior risultato dalla nascita del gruppo, quasi sei anni fa. Le sofferenze, sintetizzate nel Npe ratio lordo, sono al 4,7 per cento, il che significa che gi stato raggiunto l’obiettivo che il piano strategico fissava al 2024. E in Borsa il gruppo guidato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna registra la migliore performance tra i competitor negli ultimi 24 mesi: + 75 per cento. Ci sono voluti quasi sei anni, ma dalla scorsa settimana quella del Banco Bpm non pi solo la storia di un risanamento di successo: diventato a tutti gli effetti il terzo gruppo italiano. Lontanissimo da Intesa e Unicredit, ma anche, in direzione opposta, da tutte le altre, al punto da promettere 900 milioni di utile nel 2023.

Castagna, tempo di festeggiare?

Sono eccellenti risultati, per certi aspetti da record e abbiamo anche dato una visibilit molto chiara sull’anno prossimo che sicuramente contribuisce all’apprezzamento ricevuto da parte del mercato. Certo, i numeri poi bisogna farli, non basta dichiarare, ma ne siamo molto convinti. Rispetto a sei anni fa abbiamo 200 punti in pi di capitale e 25 miliardi in meno di crediti problematici, che aiutano a creare le condizioni per una importante redditivit prospettica. Sono elementi che contribuiscono a creare una equity story di grande credibilit.

Mi aspetto che gli ultimi tre mesi dell’anno siano nel segno della continuit con i primi nove, senza particolari contraccolpi sul costo del credito. Finora, infatti, pur in un contesto geopolitico molto complesso, i vari supporti statali cominciati con la pandemia hanno consentito di creare un buffer di liquidit per le aziende che sono cos riuscite, nella maggior parte dei casi, a fare fronte all’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’inflazione. Nei primi nove mesi dell’anno il tasso di default che noi registriamo inferiore a quello di sistema gi sotto l’1 per cento.

La ripartenza dell’Euribor pesa sulle aziende, ma aiuta le banche.

salito in maniera molto rilevante rispetto alle attese di inizio anno. Avevamo piani industriali in cui si prospettava un Euribor ancora negativo nel 2024 e invece ci troviamo a 150 basis point come tasso dei depositi presso la Bce e a 180 di Euribor. Questo, per chi fa intermediazione finanziaria, fonte di redditivit.

Come viene vissuto questo momento dai vostri clienti, dalle aziende soprattutto?

Gli imprenditori sono preoccupati e stanno navigando un mare abbastanza tempestoso. Ma questa volta la tempesta coinvolge tutti a livello europeo e qui l’imprenditoria italiana ha un vantaggio perch abituata da sempre a operare in situazioni di maggiore complessit. L’instabilit geopolitica e l’aumento dei prezzi sono i crucci maggiori. Noi ci siamo molto rafforzati nel rapporto con le imprese. Gestiamo il corporate e le pmi in modo analogo. Abbiamo creato 130 centri imprese che alle aziende che realizzano fino a 100 milioni di fatturato offrono le stesse opportunit proposte dai centri corporate ai gruppi pi strutturati. Tutto questo ha rafforzato molto il rapporto con le imprese.

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L’inflazione la grande incognita.

In un contesto con inflazione cos elevata aumentano i rischi di default per le aziende. Il grande timore questo: il 2022 andato bene, perch le aziende avevano a disposizione una liquidit accumulata durante la pandemia, il 2023 invece potrebbe essere un anno con maggiori difficolt. E questo potrebbe essere complicato anche dalle nuove misure della Bce che rendono pi difficile per le banche fare finanziamenti. Il settore bancario parte da una posizione favorevole: maggiore solidit del capitale, pulizia fatta negli Npl, tassi che salgono e che quindi danno grandi opportunit di maggiori profitti. Tutto questo sar sufficiente a coprire i maggiori rischi di mercato e quindi i maggiori accantonamenti che si renderanno necessari? Le grandi banche sono state molto assertive dicendo che il costo del rischio dovrebbe rimanere basso, noi siamo sempre molto prudenti e abbiamo dato una guidance sul 2023 che tiene conto di un costo del rischio pi stabile.

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Nel passato i tassi in Italia erano ben altra cosa. Non pu dirsi preoccupato per un livello dei tassi che ha smesso di essere patologico e, tornando in positivo, rientrato nella normalit.

Io, infatti, non sono preoccupato per i tassi. I tassi si manovrano in funzione delle aspettative di inflazione. Inflazione che per abitualmente guidata dall’aumento dei consumi e degli investimenti. Oggi l’inflazione dovuta soprattutto all’aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Se in queste condizioni si rende la vita difficile alle aziende, complicando l’accesso al credito, questo pu avere ripercussioni sia sulle aziende che sulla stessa ripresa economica. Quello che preoccupa, casomai, l’auto avverarsi delle profezie: un anno fa si riteneva difficile portare l’inflazione al 2 per cento, oggi siamo al 10….

La Bce ha accelerato i piani di rientro dei finanziamenti Tltro. Un guaio.

stata una decisione improvvisa, probabilmente determinata dalla volont di tenere bassa l’inflazione, anche rendendo pi oneroso il ricorso ai finanziamenti e drenare base monetaria. Per tutte le banche il Tltro stata una importante risorsa finanziaria alternativa al funding tradizionale, depositi ed emissione di debito a medio-lungo termine. Il contributo del Tltro sarebbe peraltro terminato in parte nel 2023 e in parte nel 2024. Averne anticipato il termine degli effetti positivi cambia lo scenario, per le banche comporta anche riprogrammare le esigenze di funding. Noi stiamo valutando di rimborsare nel breve pi di un quarto dei 37 miliardi di finanziamento ottenuti.

in arrivo una recessione?

C’ un argomento centrale che la liquidit. Se questa viene drenata, i consumi frenano e le aziende fanno pi fatica a investire. Un’eventuale recessione fonte di preoccupazione, perch se il tasso di default sale, il costo del credito aumenta proporzionalmente.

Cosa chiedete al nuovo governo?

Si gi mosso il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, chiedendo la proroga delle moratorie . Una mossa che io ritengo utile a tutti e molto intelligente. Anche, se vogliamo, limitandola ad alcune categorie.

Monte dei Paschi. Ritiene concluso il lungo iter del risanamento?

Era un aumento di capitale particolarmente complesso, quindi complimenti sinceri a chi ha elaborato il piano e a chi lo ha realizzato. Ora c’ il piano industriale: secondo me Mps ha tutto da guadagnare nel realizzare, anche grazie a una situazione un po’ pi favorevole sui mercati, il piano che ha presentato e questo render la banca pi attrattiva. Lo dico dall’interno di una banca che ha avuto un percorso complesso: bisogna smettere di guardare indietro e concentrarsi sulle cose da fare.

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Monte dei Paschi pu essere una banca target per Banco Bpm?

No. Ci sono ancora delle legacy del passato da sciogliere ed una situazione nella quale noi non vogliamo entrare. Oggi come oggi non vediamo opportunit concrete di fusioni che diano vantaggi a entrambe le parti. Abbiamo annunciato obiettivi molto appealing, con 900 milioni di utili nel 2023, non avrebbe senso impegnarci in una ristrutturazione importante dopo che abbiamo appena terminato la nostra, cominciando a raccoglierne i frutti.

Restiamo al risiko. Siete interessati alla Popolare di Bari?

assolutamente fuori dai nostri radar. La Puglia per noi una regione gi presidiata nella quale non pensiamo di espanderci.

Ho capito bene? Nel 2023 voi non comprerete nessuno?

cos: nel 2023 non comperiamo nessuno anche perch, sinceramente, non c’ niente da comperare.

Non mi sembra che ci sia stata la volont da parte di Bper per un’alleanza industriale con noi e ora sono impegnati con Carige.

Il Crdit Agricole ha il 10 per cento del vostro capitale. Pensa che quella quota possa salire ulteriormente?

Questo non dipende da noi. L’investimento dell’Agricole ci ha reso orgogliosi e a oggi, da parte loro, sembra non ci sia volont di crescere nella quota di partecipazione.

Veniamo agli accordi nella bancassurance. Chi sposerete?

Avevamo due partner, uno era Covea, un patto che abbiamo risolto e dallo scorso luglio pienamente consolidata in Banco Bpm. L’altra era con Cattolica e si risolver con ogni probabilit nel corso del 2023 e ci troveremo con il 100 per cento di Vera sia per la parte Vita che Danni. A quel punto potrebbe inserirsi la gara che in corso per scorporare dalla nuova compagnia il ramo Danni per esercitarlo assieme a un assicuratore leader di mercato. La scelta differente si spiega con il fatto che il Vita un ramo affine al risparmio gestito, mentre il Danni pi complesso.

Crede che l’Agricole sia favorito in questa gara alla bancassurance?

Noi facciamo una gara con regole e procedure trasparenti uguali per tutti gli offerenti. L’obiettivo la valorizzazione di un nostro asset. Pensiamo di prendere una decisione entro la fine del 2022 e il successo dipender non dal fatto di essere nostro azionista, ma dalla qualit e dal valore dell’offerta.

Quali sono gli effetti del cosiddetto Compromesso danese?

Sono aspetti legati alla parte Vita del portafoglio assicurativo che ci rimarr se procederemo con la vendita del Danni. E consente di non considerare l’impatto sul capitale ma sugli Rwa, quindi allevia molto o addirittura rende positivi gli effetti di incorporazione di una societ assicurativa. Appare come un incentivo per le banche a detenere compagnie di assicurazione.

Quanto sentiremo la mancanza di Mario Draghi?

Mario Draghi una persona di assoluto livello internazionale. Qualunque Paese vorrebbe un Mario Draghi. Soprattutto a livello internazionale una mancanza che si fa sentire. Mi sembra per che il recente passaggio di consegne sia stato nel segno di un fil rouge e di una continuit in Europa, con forti garanzie sull’alleanza atlantica e sulla condivisione delle scelte politiche fatte all’interno della Comunit europea, oltrech della volont di proseguire nel risanamento dei conti del Paese. Tutto ci ha dato una grossa spinta positiva all’azione iniziale del governo in Europa.

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Lei napoletano di nascita e tifosissimo del Napoli. Come finir il campionato di calcio?

il sogno nel cassetto, il sogno irrealizzabile che si sta realizzando. Da anni la squadra gioca ai vertici, al passo finale ci devi credere sempre e prima o poi arriva.

Chi parla male di voi, dice che tra l’amministratore delegato e il presidente Massimo Tononi le differenze di vedute non si limitano al calcio, visto che Tononi tifoso dell’Atletico Bilbao. cos?

Noi ci stimiamo molto reciprocamente. Ovviamente abbiamo caratteri differenti, come pu accadere tra un napoletano e un trentino. La diversit, ne sono convinto, fa forza. Bisogna essere capaci di prendere tutto il positivo della diversit.

Prima che arrivasse il Credit Agricole voi eravate una perfetta public company. Come si vive con tanti piccoli azionisti, molti di questi investitori professionali?

Noi siamo riusciti ad aggregare un buon numero di fondazioni e di casse di previdenza, la cui partecipazione sta salendo e questo per noi un grande motivo di soddisfazione. Siamo orgogliosi della fiducia che ci hanno dato. Sono partiti separati e con pochi punti complessivi di partecipazione al capitale della banca, ora sembra esserci un progetto condiviso per crescere all’interno della banca con un nucleo italiano forte, con una partecipazione attorno al 10 per cento. Per ora, sono arrivati all’8,5 per cento.

Intesa e Unicredit si sono distinte per una generosa politica di dividendi. Quale sar la politica del Banco Bpm?

Abbiamo fatto grossi passi avanti, basti pensare che fino a due anni fa non remuneravamo il capitale. Quest’anno abbiamo pagato un dividendo pari al 50 per cento dell’utile, con una guidance iniziale del 40 per cento. Per l’esercizio in corso confermiamo il 50 per cento, ma con utili maggiori. A questi prezzi di Borsa il rendimento che offriamo del 7-8 per cento.

Il titolo in Borsa cresce poco.

Siamo attorno a 3,2-3,3 euro per azione. Il massimo di questi sei anni stato 3,7. Credo dovrebbe valere molto di pi. Soprattutto alla luce dei 900 milioni di utile previsti per il 2023.

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