Per chi votare alle elezioni politiche 2022? I programmi a confronto

Per chi votare alle elezioni politiche 2022? Mai questa domanda è di grande attualità come in questo momento, visto il sostanziale caos politico che si è venuto a creare dopo la fine anzitempo del governo Draghi.

Guardando come si è votato negli ultimi anni in Italia, l’aspetto più lampante è la grande volatilità dell’elettorato nostrano tanto che, da quando c’è la cosiddetta seconda Repubblica, nessun partito è riuscito a vincere le elezioni politiche per due volte di fila.

Il fatto poi che in questo inizio di campagna elettorale, eccezionalmente in atto in piena estate, si stia parlando quasi esclusivamente di collegi e poltroni e molto poco di programmi elettorali, di certo non aiuta gli italiani nell’ardua scelta del chi votare alle elezioni del prossimo 25 settembre.

Diamo allora uno sguardo a quelli che sono fino a questo momento le principali proposte programmatiche dei vari partiti, per cercare di capire al meglio chi votare alle prossime elezioni politiche.

Elezioni politiche 2022: per chi votare?

Dopo la fine dei grandi partiti di massa e il proliferare di quelli “personali”, negli ultimi anni alle elezioni gli italiani spesso hanno votato più per la persona che per il suo simbolo o per il suo programma.

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Nonostante questo, come emerge anche dagli ultimi sondaggi sarebbero molti i cittadini indicati ancora come indecisi sul chi votare alle prossime elezioni politiche. Come hanno dimostrato diversi studi dei vari flussi elettorali, in passato in molti hanno deciso soltanto all’ultimo momento su quale simbolo apporre la propria croce.

Anche se ancora programmi e coalizioni sono da definire, vediamo quali sono le posizioni dei vari partiti in merito alle grandi tematiche nazionali e internazionali.

Politica estera

La maggior parte dei partiti in questa fase ha confermato la collocazione atlantista dell’Italia. Al momento però l’argomento della guerra in Ucraina non è tra i più discussi in questa campagna elettorale.

Sulla questione dell’invio delle armi in Ucraina, i partiti contrari a un prosieguo della fornitura a Kiev sono il Movimento 5 Stelle, il duo Verdi-Sinistra Italiana e Italexit. Tutti gli altri invece sono favorevoli.

Economia

Chiunque vincerà le prossime elezioni politiche, non potrà esimersi dal seguire la road map già tracciata delle scadenze da rispettare per quanto riguarda i fondi del Pnrr. La strada di conseguenza appare essere sostanzialmente tracciata.

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Il mantra del centrosinistra a riguardo sarebbe il portare avanti l’agenda Draghi riducendo il cuneo fiscale, mentre il Movimento 5 Stelle è pronto a difendere la bontà del Bonus 110% e il centrodestra a mettere al centro del proprio programma gli aiuti alle imprese.

Lavoro

Il salario minimo è una battaglia che vogliono portare avanti sia il centrosinistra sia il Movimento 5 Stelle. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza il centrodestra e Italia Viva sarebbero pronti a cancellarlo, mentre Pd e Azione vorrebbero solo rivederlo.

Fisco

Il M5s è per il ritorno del cashback e per la rateizzazione delle cartelle esattoriali, che la Lega vorrebbe stralciare rilanciando anche l’idea della flat tax. Nel foglio firmato da Calenda e Letta c’è invece l’impegno a non aumentare la pressione fiscale.

Pensioni

Carlo Calenda ha messo per iscritto che “nessun aumento della spesa pensionistica sarà proposto”, mentre Silvio Berlusconi ha riproposto l’aumento delle pensioni minime a 1.000 euro e Matteo Salvini l’introduzione di Quota 41.

Salute

Come detto gli stanziamenti legati alla sanità sono tutti inseriti nel Pnrr. Per quanto riguarda i vaccini, escluse alcune posizioni personali l’unica voce contraria fuori dal coro è quella di Italexit.

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Ambiente

Se Forza Italia propone di piantare 1 milione di alberi ogni anno, Salvini si è detto favorevole al nucleare mentre Calenda ha fatto del rigassificatore di Piombino un punto sul quale non intende transigere. Il Movimento 5 Stelle invece si oppone a nuove trivelle.

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