Per l’IRAP abolizione definitiva dopo le elezioni politiche di settembre?

Non solo il reddito di cittadinanza. I migranti, la flat tax e l’innalzamento dell’importo delle pensioni. Tra i temi caldi della campagna elettorale, in vista delle elezioni di settembre, c’è pure l’IRAP. Con l’Imposta regionale sulle attività produttive che potrebbe essere cancellata definitivamente.

La proposta di abolizione totale della tassa che grava sulle imprese, infatti, rientra tra i punti del programma elettorale del Movimento 5 Stelle. Che alle elezioni politiche di settembre correrà da solo. Lo strappo con il PD, dopo le dimissioni del Governo Draghi, ha infatti portato il Movimento 5 Stelle a non scegliere la strada delle alleanze. Pur tuttavia, sulla possibile cancellazione dell’IRAP c’è una sostanziale convergenza. Proprio con il Partito Democratico.

Per l’IRAP abolizione definitiva dopo le elezioni politiche di settembre?

Pure il partito guidato dal segretario Enrico Letta, infatti, nel suo programma elettorale fa riferimento all’Imposta regionale sulle attività produttive. Precisamente, il PD punta al superamento dell’IRAP. Oltre ad altre misure di abbassamento della pressione fiscale. Come il taglio al cuneo a favore dei lavoratori dipendenti. Con il partito di centrosinistra che al riguardo, contro i rincari, punta infatti a lasciare nelle tasche dei lavoratori una mensilità di stipendio in più.

Per l’IRAP abolizione definitiva dopo le elezioni politiche, quindi, potrebbe davvero essere possibile. Con la formazione di un Governo di centrosinistra. Sebbene al momento i sondaggi dicano altro. Il fronte favorito attualmente, infatti, è quello del centrodestra. Anche perché il PD non ha trovato la quadra con i due partiti di centro. Ovverosia Azione Di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi. I quali, invece, si sono uniti a formare il cosiddetto terzo polo.

Quante chance di cancellazione definitiva

La formazione del terzo polo, indirettamente, rischia di avvantaggiare clamorosamente il centrodestra. Proprio alle prossime politiche. Il che significa, di conseguenza, che le chance di abolizione definitiva dell’imposta regionale sulle attività produttive sono poche. Ovverosia potrebbe non essere un Governo di centrosinistra, dopo il 25 settembre, a adottare eventualmente questo provvedimento.

Con il centrodestra che, a sua volta, per quel che riguarda il tema Fisco ha le idee chiare. Nell’ottica di un abbassamento generalizzato delle tasse a carico delle famiglie e delle imprese, il centrodestra vuole infatti andare oltre l’attuale flat tax. Con il leader della Lega Matteo Salvini che vuole estenderla. Fino ad applicarla pure in busta paga. E quindi a favore dei lavoratori dipendenti. Mentre il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi promette la flat tax con un’aliquota fissa. Precisamente, al 23% per tutti. Per le famiglie e per le imprese liberate. Che sarebbero così liberate dall’oppressione fiscale.

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