Piazze bollenti e mondi di sotto


Mezzogiorno, 29 ottobre 2020 – 11:03

Rivolta in corso anche in Puglia

di Michele Cozzi



In Puglia si moltiplicano le manifestazioni contro le ultime misure anti-Covid del governo che serrano una lunga serie di attivit, economiche e culturali. E le proteste riportano alla riscoperta della piazza, come luogo simbolico di autorappresentazione e manifestazione di un altro dover essere. L’agor ha un andamento ciclico nella storia politica del Paese. Lontani i tempi della piazza di sinistra, quando quel mondo riusciva ad essere contemporaneamente di lotta e di governo. Il costante allontanamento della sinistra da quella ritualit ha lasciato libero il campo a populisti e sovranisti. Ma se i populisti vanno al governo, e si “romanizzano” e se i sovranisti capiscono che non si pu soffiare molto sul fuoco della rabbia dei pi poveri perch cos, forse, si possono vincere le elezioni, ma non si governa, la piazza rimane campo di battaglia di due filoni fondamentali: la protesta di segmenti sociali colpiti dalla crisi e dalla pandemia e la ribellione del pulviscolo degli antagonismi, di destra e di sinistra.

Il popolo che va in piazza in queste ore, piazza tragica secondo il sociologo Revelli, appartiene essenzialmente al primo campo. Piccoli imprenditori, commercianti, persino i fantasmi dell’economia sommersa, scendono in piazza perch temono che le decisioni draconiane del potere centrale siano prive di una visione, di una strategia di medio e lungo periodo. La stessa politica dei cosiddetti ristori, cio i risarcimenti per coloro che devono chiudere bottega alle 6 del pomeriggio, non coglie un dato simbolico fondamentale. Commercianti, imprenditori ed affini, non si nutrono, culturalmente, di sussidi, ma chiedono di potere fare ci che sanno fare meglio: lavorare, in un quadro certo di regole e persino di divieti.

Il presidente Emiliano ha stravinto le elezioni anche perch ha gestito la prima stagione del lockdown con moderazione, nonostante alcune sgrammaticature estive (i richiami ai turisti di ogni parte del mondo a venire in Puglia, regione quasi illibata). Ma ora siamo al secondo tempo: i contagi aumentano, la struttura sanitaria in affanno, scatta il blocco dei ricoveri ordinari, mancano i medici, ma non si fa nulla per immettere nelle corsie sanitarie migliaia di laureati. E poi gli effetti dei divieti governativi. Qualcosa si sta cercando di fare, ma non basta. Per questo la piazza, pacifica almeno finora, ribolle. Ma se non si fa presto, la storia maestra: il rischio che si saldi il mondo di sotto (Christophe Guilluy) e il ribellismo degli antagonisti e spunti il masaniello ad infuocare la rabbia tutt’altro che teorico. E che abbia un gilet vagamente colorato, dal rosso al nero, solo una differenziazione cromatica.

29 ottobre 2020 | 11:03

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