Pnrr e progetti, a che punto è l’attuazione? Ecco cosa è stato fatto: tutti i numeri- Corriere.it

Se il Diavolo sta nel dettaglio sono i numeri stavolta a fare la differenza. L’increspatura nel passaggio di consegne, anche se tutti gli interessati si affrettano a smentirla, sta tutta nella Nadef, la nota di aggiornamento al Def, il documento di Economia e finanza, appena redatto da Palazzo Chigi e dal ministero del Tesoro. Quest’anno ha un mero carattere fotografico-tendenziale, non ha ambizioni prospettiche perché siamo in una fase di transizione e poi sarà il governo di Centrodestra a scrivere la prossima legge di Bilancio e dunque anche gli obiettivi del 2023. Eppure in quel rapporto c’è un passaggio che la premier in pectore, Giorgia Meloni, guarda con un misto di apprensione. «Non mi pare che ci sia uno scontro con Draghi», ha detto Giorgia Meloni, ma «il governo scrive nella Nadef che entro la fine dell’anno noi spenderemo 21 miliardi dei 29,4 che avevamo, e, quindi, lo diciamo con spirito costruttivo per dire che dobbiamo fare ancora meglio».

Fonti di Chigi respingono l’ipotesi di eventuali ritardi nell’assegnazione dei fondi europei. Tutto procede come previsto nell’attuazione del PNRR tanto che, anche per quanto riguarda il secondo semestre 2022. «L’attuazione sta procedendo più rapidamente del cronoprogramma originario»: sono stati conseguiti 21 dei 55 obiettivi e traguardi previsti per la fine dell’anno e la previsione è di raggiungerne 29 entro la fine del mese di ottobre. Raggiunti i 51 obiettivi del dicembre 2021 e i 45 del giugno 2022, pagati da Bruxelles con un assegno di 48,2 miliardi, «il governo è a buon punto anche per quelli da raggiungere nel dicembre 2022. I flussi di spesa non sono invece valutati da Bruxelles, dato che attengono a una contabilità interna del Ministero dell’Economia e delle Finanze».

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L’avanzamento finanziario del PNRR – ovvero l’effettiva realizzazione delle spese previste – riflette quindi le caratteristiche di attuazione del Piano che è stato sottoposto a revisioni e aggiustamenti «in coerenza con gli obiettivi e i traguardi». Le erogazioni sono in linea con le scadenze del PNRR: il 2022 è stato, come previsto, l’anno di una importante fase procedurale che anticipa l’inizio di molti lavori (dalla pubblicazione dei bandi alla stesura di graduatorie) e dello stanziamento dei finanziamenti agli enti locali.

Anche sull’avanzamento finanziario non ci sono fraintendimenti. Perché sono rilevabili pagamenti principalmente riferibili ai cosiddetti «progetti in essere», generalmente previsti da disposizioni antecedenti il PNRR e, quindi, in una fase attuativa più matura. Si tratta di misure già finanziate a valere su strumenti nazionali e successivamente assorbite all’interno del Piano: riguardano la realizzazione di opere e infrastrutture, gli investimenti legati all’ecobonus e al sisma-bonus e quelli finalizzati a sostenere la trasformazione tecnologica delle imprese.

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A partire dal 2023 si prevede invece un sostanziale incremento delle spese legate a nuovi interventi.«In questa fase è poi importante evidenziare un elemento di prudenza nella lettura dei dati disponibili sui pagamenti PNRR. Le evidenze contenute nel sistema informativo ReGiS non restituiscono ancora in modo puntuale l’immagine dell’effettivo avanzamento finanziario del Piano, dal momento che si riferiscono solo alla parte della spesa per cui le Amministrazioni titolari abbiano già verificato e certificato la piena conformità alla normativa europea e nazionale riguardante il PNRR.

«L’ammontare delle spese sostenute viene quindi aggiornato giornalmente» anche in relazione al processo di continua verifica del possesso degli specifici requisiti PNRR dei cosiddetti «progetti in essere». «Sulla base dei dati comunicati dal Ministero dell’Economia e delle finanze risultano sostenute ad oggi complessivamente spese per circa 11,6 miliardi di euro, concentrate su alcune specifiche linee di intervento».

Nella relazione sullo stato di attuazione del Pnrr presentato al Parlamento si fa presente che «tenendo conto anche degli effetti dell’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime, l’aggiornamento dei cronoprogrammi di attuazione dei singoli interventi è stato possibile grazie alla disponibilità di più concrete e dettagliate informazioni circa gli iter procedurali e amministrativi necessari per la realizzazione di ciascuna misura, nel rispetto dei traguardi e degli obiettivi del Piano. Nell’anno in corso sono stati rendicontati nel sistema informativo pagamenti pari a 6,2 miliardi di euro a fronte dei circa 15 miliardi attesi per l’intero 2022. Come già evidenziato nella NADEF, il Governo si attende che la spesa effettivamente erogata alla fine dell’anno sarà in linea con le previsioni».

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